Dove investire oggi: i consigli

Dove investire oggi? Azioni, crowdinvesting, fondi comuni, obbligazioni sono alcune delle soluzioni più importanti. Ma gli strumenti a disposizione sono tanti, per questo è utile valutare con attenzione. Tra le varie opzioni prende sempre più piede l’Equity Crowdfunding per investire in startup e PMI innovative

 

Dove investire oggi? E attraverso quali strumenti? Sono domande che in tanti si fanno, soprattutto considerando gli stravolgimenti ai modelli di business dovuti all’impatto del Covid-19. Senza considerare le tante innovazioni fintech che permettono nuove modalità di investimento. 

In questo articolo proveremo a fare un po’ di ordine. Nonostante tale contenuto non sia da considerarsi consulenza finanziaria, si forniranno spunti utili per chi vuole valorizzare i propri soldi con strumenti che vanno oltre il tradizionale mercato azionario.

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Investire: le opzioni sul tavolo

Oggi sono davvero tante le potenziali soluzioni per chi vuole investire, sui mercati finanziari e non solo. Ed è un tema sempre più importante perché la crescita dell’inflazione impone strategie per tutelare i propri capitali. Lasciando i risparmi sui conti correnti si rischia infatti di vedergli perdere valore.
Tra le opzioni principali ci sono:

  •         Investire in azioni
  •         Utilizzare soluzioni fintech come il Crowdinvesting
  •         Sottoscrivere fondi comuni di investimento
  •         Investire in obbligazioni (come i Titoli di Stato)
  •         Avviare dei PAC (Piano di Accumulo di Capitale)
  •         Attivare un conto deposito
  •         Buoni fruttiferi postali

Ognuna di queste modalità presenta dei potenziali vantaggi e dei rischi. Tutte le riflessioni, inoltre, vanno fatte considerando gli obiettivi individuali. 

Per esempio, se un investitore vuole ottenere un ritorno economico che sia almeno il doppio dell’inflazione, allora il conto deposito potrebbe non essere la soluzione ideale. In molti casi, infatti, offrono rendimenti bassi e al di sotto dell’aumento generale dei prezzi. Un altro fattore da considerare è l’orizzonte temporale dell’investimento, se si ha un’ottica di lungo periodo o di breve periodo.

 

Cos’è un portafoglio finanziario

Prima di decidere come investire occorre capire cos’è un portafoglio finanziario. Quest’ultimo è l’insieme delle attività finanziarie detenute da una persona o da un’istituzione, comprese le società e i fondi. Il portafoglio può contenere azioni, obbligazioni, liquidità, materie prime, o altri strumenti finanziari come fondi e polizze. E può includere anche titoli non negoziabili, ad esempio opere d’arte o investimenti privati.

 

Il profilo di rischio

Prima di entrare nel dettaglio del Crowdinvesting, sono necessarie alcune premesse, perché non esistono investimenti sicuri al 100% che offrono un alto rendimento. Per comprendere la strategia d’investimento migliore a livello individuale, vanno considerati due fattori legati al profilo di rischio:

  •         La capacità di rischio, la quale indica la capacità del cliente di assorbire una eventuale diminuzione del valore degli investimenti senza che ciò comporti un effetto negativo sullo standard di vita.
  •         La propensione al rischio, che indica la capacità di sopportazione del rischio di un investitore. In pratica, possono esserci persone che preferiscono avere rendimenti bassi e investimenti a basso rischio. Altri investitori invece prediligono attività più rischiose ma anche, potenzialmente, più remunerative.

Investire in azioni

Partiamo dalla definizione del termine azione. Un’azione rappresenta una quota del capitale di un’azienda. Possedere un pacchetto di azioni, pertanto, comporta l’essere proprietari di una percentuale della società.

Cosa vuol dire investire in azioni quotate? In sostanza significa acquistare parte di un’azienda quotata in Borsa, di cui si diventa soci. Lo scopo dell’investimento è quello di generare nel tempo un ritorno economico, per esempio rivendendo le azioni quando il loro prezzo sarà aumentato. Oppure si può mantenere il possesso degli asset per ricevere gli eventuali dividendi, qualora la società decidesse di distribuire gli utili.

Come si ricevono? Periodicamente (ad esempio con la trimestrale o la semestrale) le società presenti in Borsa sono obbligate a presentare un resoconto dei risultati di bilancio. All’interno di tali comunicazioni sono indicati gli utili generati nel periodo di riferimento. A questo punto la dirigenza della società può proporre agli azionisti la loro distribuzione, totale o parziale.

Nella modalità più semplice, l’utile viene suddiviso per il numero di azioni. Tuttavia, esistono dei casi particolari. Si pensi alle azioni privilegiate o quelle di risparmio, che hanno diritto a una percentuale di distribuzione maggiore rispetto alle azioni standard.

Per investire in azioni è necessario utilizzare i servizi di apposite piattaforme, che possono essere soluzioni offerte da un istituto finanziario (per es. una banca). In alternativa si possono scegliere piattaforme indipendenti.

Dopo aver acquistato azioni ed essere quindi divenuti soci, si ha generalmente la facoltà di partecipare in parte alla gestione dell’impresa. Come? Attraverso un diritto di voto che è proporzionale alla percentuale posseduta, da far valere durante le assemblee. Ma bisogna fare attenzione: i piccoli azionisti non possono fare nulla a meno che non si aggreghino, in modo tale da avere una percentuale complessiva più incisiva.

Chi possiede un’azione ha due modalità per guadagnare:

  • Incassando il dividendo
  • Rivendendo le azioni in possesso qualora il loro valore fosse aumentato

Bisogna sempre ricordare, infatti, che il prezzo delle azioni oscilla, e può accrescere o diminuire. Solitamente, il valore delle azioni dipende dall’andamento dell’azienda. Per esempio, se una società pubblica un bilancio con un chiaro aumento degli introiti e con una previsione di ulteriore espansione, il prezzo potrebbe salire. In caso di dati negativi e prospettive poco incoraggianti, il valore potrebbe scendere.

Inoltre, vi sono anche contesti generali e macroeconomici che possono impattare sul prezzo delle azioni. Per esempio, se le prospettive economiche di una nazione vengono giudicate positivamente dai mercati per le scelte del suo Governo, sono più probabili dei rialzi in Borsa.

 

Investire in obbligazioni

Definiamo in modo semplice cos’è un’obbligazione. L’obbligazione, o bond, non è altro che un prestito accordato a una banca, un’azienda o un paese e che permette, dopo un certo periodo di tempo prestabilito(scadenza), di ricevere indietro il proprio capitale, guadagnando tramite l’interesse (cedola) pagato periodicamente per aver prestato il denaro.

Tra le tante tipologie di obbligazioni ci sono, per esempio, i BOT e i BTP, strumenti utilizzati dallo stato italiano per finanziare gli investimenti e legati a doppio filo alla “credibilità” finanziaria del paese. Questa si misura tramite strumenti quali il rating e lo spread. Se il primo deve essere il più alto possibile per garantire solidità allo stato (per esempio la famosa AAA di Standard & Poor’s) e quindi all’investimento (pagando così minori interessi), lo spread funziona all’esatto contrario: più è basso e meno costerà finanziarsi sul mercato (pagando gli interessi dovuti).

I bond sono considerati strumenti sicuri perché garantiscono un ritorno fisso sull’investimento ma non sono esenti da rischi (per esempio il rischio default, soprattutto degli stati con meno solidità finanziaria); celebre il caso dei bond argentini, acquistati perché garantivano alti rendimenti ma improvvisamente crollati di valore a causa del default dello stato che li aveva emessi. 

Negli ultimi anni le obbligazioni hanno avuto rendimenti poco performanti e sono quindi state meno attraenti per gli investitori. Ora le cose potrebbero cambiare, visto anche il mutato panorama macroeconomico.

 

Cos’è e come funziona un PAC

Il PAC – per esteso ‘piano di accumulo di capitale’ – è uno strumento che sta aumentando la popolarità anno dopo anno. Questo perché sempre più investitori lo considerano un modo vantaggioso per risparmiare e valorizzare i propri soldi.

Ma bisogna sempre porre attenzione ai costi, e valutare bene i rischi e i benefici annessi. Un piano di accumulo di capitale consente di accantonare una cifra con rate periodiche che vengono poi investite da un operatore intermediario (per esempio banche o società di gestione del risparmio). Generalmente, il cliente può scegliere se pagare con cadenza mensile o annuale. In questo modo è facile controllare il proprio bilancio e investire senza sborsare cifre astronomiche in un colpo solo.

Magari avviando un PAC azionario (ovvero i cui fondi saranno tutti investiti in azioni) da 100 euro al mese. E grazie all’interesse composto, nel lungo termine, i soldi accumulati sono destinati a variare in base all’andamento degli investimenti, con buone probabilità di crescita se si è disposti ad attendere il momento giusto per disinvestire.  

Adesso bisogna domandarsi chi può sottoscrivere un PAC. La risposta è semplice: tutti i risparmiatori possono decidere di sottoscriverlo, perchè solitamente non si richiedono requisiti speciali. Naturalmente bisogna fare delle distinzioni in base alla tipologia di PAC.

I piani dedicati ai minorenni oppure ai pensionati fanno eccezione, e hanno requisiti ad hoc. In ogni caso, il sottoscrittore ha sempre la facoltà di valutare proposte di PAC da diversi enti erogatori. E una volta avviato il piano, si può successivamente modificare la periodicità dei versamenti o anche sospendere e revocare tale piano.

Prima di firmare, è bene consultare persone di fiducia e assicurarsi di aver capito tutte le clausole e i costi contenuti del contratto.

 

Il conto deposito

Il conto deposito è uno strumento di investimento particolare. La prima caratteristica è che si appoggia a un conto corrente tradizionale. Tramite questa modalità permette di ottenere, sulle somme selezionate per il conto deposito in banca, una rendita a rischi bassissimi. Però anche il rendimento è generalmente contenuto.

Sostanzialmente, il conto deposito prevede un’operatività ridotta con il vincolo di una somma, selezionata dal cliente, per un determinato periodo. Ad esempio, posso vincolare 5.000 euro per 6 mesi – durante i quali non potrò utilizzare i soldi vincolati – e riceve il tasso d’interesse previsto dalla banca.

Generalmente esistono durate anche di 3, 12, 18 o 60 mesi. Più e lungo il periodo e più la proposta di rendimento della banca può essere vantaggiosa. Se il risparmiatore ha facoltà di prelevare il capitale depositato prima della scadenza, allora rischia di incappare nel pagamento di una penale che si concretizza in una riduzione parziale o totale degli interessi maturati nel tempo.

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Crowdinvesting: Equity Crowdfunding e minibond

Il Crowdinvesting è una modalità che consente a tutti, persone fisiche e giuridiche, di investire online in startup e PMI (piccole e medie imprese) non ancora quotate in Borsa. Si divide in due categorie principali:

  •         Equity Crowdfunding
  •         Minibond

L’Equity Crowdfunding, in particolare, permette di investire nelle società che deliberano degli aumenti di capitale attraverso le piattaforme web autorizzate. In parole semplici, si tratta di finanziare un’impresa attraverso una raccolta aperta anche a investitori comuni, che diventano così soci.

In Borsa, questo si può fare acquistando le azioni grazie a un qualsiasi sistema di trading. Ma per investire in aziende non quotate, senza soluzioni fintech, servirebbero un notaio e tanti passaggi burocratici. Inoltre è molto difficile entrare in contatto con startup e PMI che deliberano aumenti di capitale, per la maggior parte delle persone è impossibile.

L’Equity Crowdfunding invece risolve tutti questi problemi, permettendo a tutti di investire, anche piccoli importi. È importante ricordare che si tratta di un investimento ad alto rischio, per cui è bene conoscerne tutti gli aspetti prima di iniziare.

L’Equity Crowdfunding comprende anche il Real Estate Crowdfunding, ovvero campagne dedicate a operazioni immobiliari (clicca qui per ulteriori info).

I minibond sono invece degli strumenti obbligazionari, la cui sottoscrizione richiede però determinati requisiti. Pertanto ci concentreremo sull’Equity Crowdfunding, aperto a tutti.

 

Come si guadagna con l’Equity Crowdfunding

 Ci sono 3 modalità per monetizzare il guadagno per chi ha investito in Equity Crowdfunding:

  • La startup o la PMI realizza una Exit: un fondo, un grande investitore o un’azienda più grande decide di comprare la startup nel suo complesso e acquista quindi tutte le quote dei soci. La società nel corso del tempo dovrebbe aver aumentato il proprio valore, così da consentire una plusvalenza ai soci.
  • La società si quota in Borsa: a quel punto l’investitore si ritrova azioni vendibili facilmente tramite i sistemi messi a disposizione dalle banche o dal sistema finanziario selezionato dall’investitore.
  • Le bacheche elettroniche offerte da alcuni portali: è uno strumento digitale per mettere in contatto investitori e potenziali acquirenti. Senza l’intervento delle piattaforme, l’investitore può pubblicare un annuncio di vendita delle sue quote, al valore che preferisce. 

Come funziona nel dettaglio una bacheca elettronica? Chi è interessato a comprare, può selezionare l’annuncio e ricevere via mail degli alert quando qualcuno mette in vendita una quota. A quel punto i due (offerente e potenzia acquirente) possono realizzare autonomamente una trattativa e vendere/acquistare. A questo link si può vedere un esempio di bacheca elettronica.

 

Quanto rende l’Equity Crowdfunding

Fare una previsione certa di rendimento nell’Equity Crowdfunding è impossibile. Ci sono startup che falliscono e altre che aumentano a livelli esponenziali il proprio valore. Perciò, prima di seguire il potenziale consiglio di investirci, vediamo un caso di successo pratico. 

A livello di Exit tramite quotazione si può citare CleanBnB, realtà leader nel mercato deglii affitti brevi in Italia. che è approdata su Borsa Italiana nel 2019. L’emittente ha debuttato su Piazza Affari con una capitalizzazione di circa 14 milioni di euro, una cifra in netta crescita rispetto al valore pre-money della prima campagna di Equity Crowdfunding (400.000 euro) e anche della seconda (4 milioni di euro).

Importante: l’investimento in Equity Crowdfunding è considerato un investimento ad alto rischio, e per questo può portare anche rendimenti molto elevati in caso di successo. Le startup infatti hanno un tasso di sopravvivenza basso per loro natura. La possibilità di ottenere grandi ricavi va di pari passo con la possibilità di perdere quanto investito (in caso di fallimento) oppure di non veder crescere l’investimento (l’azienda viene svalutata).

Per questo quando si crea un portafoglio di investimenti, tra le regole generali (valide non solo per l’Equity Crowdfunding), gli esperti suggeriscono di diversificare. Come sottolinea Pictet, “una corretta diversificazione degli investimenti rende il portafoglio meno rischioso rispetto all’investimento in un’unica asset class o in un unico titolo”. Insomma: è più prudente non investire tutti i propri soldi in una sola azienda o in un solo settore economico.

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Crowdfunding immobiliare: come funziona

Le operazioni/progetti di crowdfunding immobiliare possono essere di varia naturai:

  • Buy-to-Sell: si tratta dell’acquisizione di una o più aree edificabili o immobili esistenti con successiva costruzione/ristrutturazione al fine di vendere le strutture
  • Rent-to-Rent: l’azienda  affitta una o più strutture,e queste vengono a loro volta subaffittate
  • Buy-to-Let: consiste nell’acquisto di uno o più immobili che vengono messi a reddito tramite affitto. In alcuni casi la messa in affitto avviene dopo lavori di ristrutturazione

Tendenzialmente, queste operazioni consentono ai soci di ricevere dividendi con frequenza che può essere annuale e/o spalmata su più anni. Oppure, permettono di ottenere un rimborso della somma investita più gli utili maturati dopo la vendita di tutti gli immobili previsti.

Investire nel settore immobiliare viene percepita come una delle attività più solide e sicure. Grazie all’affermazione del Real Estate Crowdfunding e all’utilizzo di piattaforme come CrowdFundMe, l’investimento in tale settore è diventato davvero alla portata di tutti. Infatti, sono cadute le tradizionali barriere dovute a costi elevati e burocrazia.

Con il Real Estate crowdfunding si può “investire sul mattone” facilmente, online e a partire da piccole cifre. Bastano pochi minuti e quello che prima era riservato soprattutto a grandi investitori professionali è disponibile a tutto il pubblico.

Quali sono dunque i principali vantaggi di questo tipo di investimento: 

  • E’ utile per “bilanciare” il proprio portafoglio, inserendo al suo interno – accanto a investimenti in startup e innovazione o minibond – anche progetti immobiliari. Torna qui il concetto di ‘diversificazione’ 
  • Offre l’’opportunità di entrare, a cifre contenute, sul mercato immobiliare senza dover però seguire direttamente le parti di costruzione/ristrutturazione o affitto/vendita
  • Consente di sfruttare il lavoro delle piattaforme di crowdfunding in fase di selezione dei progetti
  • L’investitore gode dell’assenza quasi totale della parte burocratica
  • C’è il beneficio che deriva da un investimento in un bene concreto

Fare un investimento immobiliare sulle piattaforme autorizzate è molto semplice. I passaggi sono analoghi a quelli precedentemente spiegati. Ovvero si seleziona il progetto, in questo caso immobiliare, di propria scelta.

A questo punto si valutano le informazioni fornite dalle piattaforme. Una volta che si è convinti, si procede cliccando sul tasto “Investi”. Ultimo passaggio è la scelta della cifra da investire. Ogni campagna di Real Estate crowdfunding ha una cifra minima di investimento, ma è possibile investire quanto si preferisce.

L’utente, così come per le altre campagne di Crowdfunding, riceverà una mail con tutte le indicazioni del suo investimento, e il codice Iban per poter inviare il bonifico.

Come sempre, finché non sarà inviato il bonifico, l’investimento non sarà realizzato. E naturalmente, nel caso in cui la campagna non raggiungesse l’obiettivo minimo, i soldi investiti saranno stornati sui conti degli investitori e l’investimento annullato.

 

I dati del mercato dell’Equity Crowdfunding

A differenza di mercati come Usa e Regno Unito, in Italia l’Equity Crowdfunding è meno conosciuto. E il suo giro d’affari è minore, ma sta registrando una continua crescita.

Persino la pandemia non è riuscita a bloccare né rallentare l’espansione di questo settore. Anzi, nei primi 6 mesi del 2021 è stata registrata un’accelerazione impressionante. La raccolta, infatti, ha superato quota 87 milioni di euro.

Parliamo di più del doppio rispetto allo stesso periodo del 2020 quando, nonostante l’impatto del Covid, aveva comunque raggiunto il record di circa 40 milioni (contro i 27 milioni del 2019). Tali dati sono stati raccolti Crowdfunding Buzz, testata specializzata in questo settore. Il suo editore (EdiBeez) ha recentemente concluso proprio una campagna di Equity Crowdfunding di successo (per approfondire clicca qui).

Circa l’andamento del mercato, il giudizio sul Crowdinvesting degli esperti del Politecnico di Milano è chiaro. Nel 4° Quaderno di Ricerca dell’ateneo, relativo al primo semestre 2021, è stato infatti sottolineato che  “lo sviluppo della finanza alternativa (o complementare) al credito bancario in Italia stia continuando generato vantaggi tangibili nei tempi e costi di accesso al capitale, in una fase ancora delicata per l’economia”.

Inoltre “le filiere che analizziamo in questa ricerca hanno consentito a tante PMI italiane, fino a pochi anni fa escluse da questa opportunità, di incrementare la propria competitività e ottenere vantaggi non solo in termini di maggiore inclusione e diversificazione delle fonti, ma anche di accresciute competenze manageriali, visibilità sul mercato, maggiori opportunità di investimento”.

A livello continentale, secondo Mordor Intelligence, il mercato europeo (il report conteggia anche il Regno Unito) del Crowdinvesting – escluso il Crowdlending – raggiungerà un valore di 3,5 miliardi di dollari entro il 2026 (oltre 3 miliardi di euro), registrando un CAGR del 6,8% tra il 2021 e il 2026.

Risultano particolarmente interessanti mercati come Francia e Germania, oltre all’Italia. Secondo il report 2021 di CrowdfundingHub, il Crowdfunding francese (considerando Equity, Donation e Lending) nel 2020 ha raggiunto un valore di raccolta pari a 1,02 miliardi di euro mentre quello tedesco è arrivato a 1,26 miliardi. L’analisi sottolinea inoltre che “nei prossimi 5 anni, il regolamento ECSP non solo promuoverà lo sviluppo del Crowdfunding in più paesi in Europa, ma garantirà inoltre che il Crowdfunding sia integrato come componente chiave nel mercato dei capitali dell’Unione europea. 

Ciò rafforzerà la collaborazione tra le autorità pubbliche e le piattaforme di Crowdfunding per i modelli di match-funding. Consentirà inoltre di distribuire fondi privati e pubblici, compresi i Fondi strutturali europei, attraverso piattaforme di Crowdfunding”. Andando così a consolidare il trend di crescita del settore, che procede dal 2013 come indicato da un report della Commissione europea. Tra le principali piattaforme del Continente si segnalano: Anaxago e Wiseed in Francia, Companisto e Seedmatch in Germania, Startupxplore e The Crowd Angel in Spagna, Invesdor in Finlandia.

 

Casi di successo dell’Equity Crowdfunding 

Tra i case history, oltre alla già citata CleanBnB, si potrebbero fare tanti nomi. Tra cui Winelivery, il delivery delle bevande che ha chiuso 3 Equity Crowdfunding per oltre 1,7 milioni di euro da 769 investitori. Risorse che sono servite per sostenere un percorso di sviluppo che ha portato la società a essere annoverata nella top 10 dell’ultima classifica del Financial Times, dedicata alle imprese a più rapida crescita. Il fatturato di Winelivery è infatti passato da 111.500 euro (2017) a oltre 7,3 milioni nel 2020.

Un altro esempio di successo? Sportit – ovvero la società che possiede Snowit, app che consente di prenotare skipass, attrezzatura da neve ed esperienze in montagna – ha venduto il 33,33% del capitale sociale al gruppo FNM (che controlla Ferrovie Nord Milano e detiene partecipazioni in altre infrastrutture di mobilità).

Parliamo di un’operazione, annunciata a fine 2021, da 2,5 milioni di euro in ottica di open innovation. A valle di tale dinamica, il valore di Sportit è attualmente pari a 8 milioni di euro, in rialzo del 100% dai 4 milioni pre-money della raccolta del 2019 – oltre 430.000 euro da 290 soci – su CrowdFundMe.

A livello di Real Estate Crowdfunding possiamo citare Rinofanto, una società di sviluppo immobiliare che può vantare un comprovato track record di successo. Difatti, ha già dimostrato concretamente le proprie competenze, in Italia e all’estero, con progetti di rilievo tra cui Corte del Tiglio. Si tratta di un’operazione finanziata tramite il Real Estate Crowdfunding nel 2021.

In particolare, si tratta di un progetto buy-to-sell nella città di Milano, per la vendita di 5 “eco smart apartment”. E nonostante l’impatto del coronavirus e l’aumento del costo dei materiali, Rinofanto ha rispettato tutte le previsioni del piano in termini di tempistiche dei lavori, accordi di vendita e ROI (ritorno dell’investimento all’11%).

Gli eco smart apartment sono piaciuti anche in termini di design. Non è un caso che il magazine AD gli abbia dedicato un approfondimento con tanto di fotoreportage. La testata ha evidenziato che grazie alla tecnologia idroponica, “Corte del Tiglio è un passo in avanti verso una nuova configurazione dei centri urbani a ridotto impatto ambientale“. Inoltre, è “il primo complesso abitativo milanese capace di produrre alimenti per la comunità residenziale”.

L’iter per rimborsare gli investitori del capitale e dei rispettivi guadagni inizierà verso la fine di maggio 2022. L’effettivo versamento delle rispettive somme avverrà una volta ultimate tutte le pratiche. Si tratta dunque di un esempio concreto di successo del Crowdfunding Immobiliare. Con un guadagno concreto per gli investitori.

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