Come investire 5000 euro

Possedere una somma pari a 5000 euro da investire può essere una buona opportunità non certo per assicurarsi guadagni importanti esenti da rischio, quanto un primo passo per un possibile piano d’accumulo, o di rifugio dall’inflazione.

 

Perché investire 5000 euro

Un capitale di 5000 euro rappresenta una possibilità di investimento certamente non cospicua, a differenza di quanto accade per capitali quali 50000 o 100000 euro. Eppure questo importo potrebbe riservare delle sorprese.

Ci sono diversi obiettivi per le quali si può decidere di investire: l’acquisto di un immobile, il legittimo desiderio di testare i mercati finanziari, la necessità di difendere una parte del proprio capitale dall’inflazione, per fini previdenziali, o partecipare al cambiamento attraverso il finanziamento di startup innovative.

Un investimento di 5000 euro appartiene proprio ai due ultimi possibili obiettivi: difendere una somma in proprio possesso dall’erosione del valore determinata dall’inflazione, oppure intraprendere la strada dell’innovazione finanziando imprese che si dedicano al rinnovamento.
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La variabile temporale e il giusto profilo di rischio

Non c’è investimento che sia privo di rischio di perdita. Investendo in azioni, per fare un esempio forse fin troppo noto, si assume il rischio che la volatilità dei mercati dissipi anche totalmente il capitale di rischio che si è deciso di utilizzare.

Un primo correttivo per contenere un simile rischio è dato dall’orizzonte temporale: il rischio di perdita può essere mitigato nel lungo periodo. L’orizzonte temporale è l’arco di tempo in cui si rinuncia alla disponibilità finanziaria destinata all’investimento.

È possibile che la durata dell’investimento sia breve e con un investimento a basso rischio, come nei titoli di Stato, o che si abbia una durata più importante, ad esempio 20 anni, investendo in azioni e con l’obiettivo di rinnovare un proprio immobile da mettere poi a reddito.

Il secondo aspetto di cui tenere conto è la tolleranza al rischio: quanto si è disposti a perdere nell’orizzonte temporale del proprio investimento? I profili di rischio sono sostanzialmente quattro e corrispondono a quattro tipi di tolleranza al rischio su base annua:

  • bassa tolleranza per perdite fino al 5% del capitale investito
  • media tolleranza con una soglia di perdita che raggiunge il 15%
  • sopra le media con un portafoglio di investimenti che accoglie basso e alto rischio
  • elevata per perdite che raggiungono il 25%.

 

Come far fruttare 5000 euro

Prima di passare in rassegna prodotti finanziari con cui investire 5000 euro, è necessario indicare un terzo elemento di riduzione del rischio: la diversificazione del proprio investimento. Diversificare il portafoglio di investimento, ovvero l’insieme degli asset, dei prodotti finanziari in cui si è deciso di investire, può permettere una ulteriore riduzione del rischio.

Tra le possibilità di investimento con un capitale di 5000 euro, si possono indicare:

  • i buoni fruttiferi postali
  • i conti deposito
  • i titoli di Stato
  • le azioni
  • il crowdfunding.

 

Buoni fruttiferi postali

I buoni fruttiferi appartengono al cosiddetto risparmio postale. Rappresentano un investimento a rischio ridotto e, a voler essere più esatti, potrebbero essere inquadrati in modo più opportuno come forma di risparmio. L’emissione dei buoni fruttiferi è di pertinenza della Cassa Depositi e Prestiti, una Società per Azioni sotto il controllo dello Stato italiano, che agisce come garante dei buoni stessi.

Si tratta di strumenti che garantiscono un rendimento fisso, hanno il vantaggio di non richiedere alcuna commissione né tantomeno spese; godono inoltre di fiscalità agevolata. Investire 5000 euro in buoni fruttiferi vuol dire averne disponibilità in:

  • forma cartacea, per mezzo di una ricevuta o un certificato di avvenuto acquisto
  • forma dematerializzata, che prevede una scrittura contabile che può essere posta sul libretto o sul conto postale.

A seconda dell’orizzonte temporale dell’investimento, il rendimento lordo annuo parte dall’1% per arrivare al 3,5%.

 

Conto deposito

Il conto deposito è un vero e proprio contratto bancario, analogo al conto corrente ma con una importante limitazione: la sua operatività è ridotta a:

  • operazioni di versamento
  • operazioni di prelievo.

Necessita di un conto d’appoggio attraverso il quale effettuare le due operazioni. Con un conto deposito non è possibile fare bonifici, pagare assegni o prelevare con bancomat o carta di credito.

Un conto deposito è il tipico investimento a breve termine, con un arco temporale che parte da 1 mese fino a 72 mesi, un investimento tutelato, fino a 100.000 euro, dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, con dei tassi di rendimento di circa l’1%. Si è quindi ancora nei dintorni del risparmio. Il rendimento percepito, si deve notare, ha una tassazione del 26%, come accade per le rendite finanziarie, senza considerare l’imposta di bollo.

Esistono due tipi di conto deposito:

  • vincolato, con un tetto di 72 mesi, periodo entro il quale l’investitore non può prelevare il capitale investito
  • non vincolato, così da permettere all’investitore di ritirare tutto o parte del proprio investimento senza alcun vincolo temporale. Una libertà che si traduce in tassi di rendimento più ridotti.

 

Titoli di Stato

I titoli di Stato sono un’altra possibilità di investimento garantito. Si tratta nello specifico di obbligazioni o titoli di debito, in inglese bond, ovvero dei titoli emessi da uno Stato o una società a copertura dei propri bisogni finanziari. Alla scadenza del titolo, lo Stato o la società emittente sono obbligati a rimborsare il capitale che è stato versato dagli investitori, inclusa una quota di interesse.

I titoli di Stato vengono emessi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze su base periodica, proprio per coprire il deficit pubblico o il debito pubblico. Il tasso di interesse, anche in questo caso, è piuttosto basso, intorno all’1% scarso. Si tratta con tutta evidenza di un rendimento che permette di definire questo investimento come conservativo.

L’acquisto dei titoli di Stato, che viene definita sottoscrizione, può avvenire con due modalità:

  • acquisto dei titoli in asta, sul mercato primario quando avviene l’emissione da parte dello Stato
  • acquisto successivo sul mercato secondario, dove avviene lo scambio quotidiano di titoli.

Esistono, tra gli altri, i Buoni Ordinari del Tesoro (Bot), i Certificati di Credito del Tesoro (Ccteu) e i Buoni del Tesoro Poliennali (Btp) con un interesse in questo caso maggiore, fino al 4%.

 

Investire 5000 euro in azioni

Investire 5.000 euro in azioni è una possibilità da non trascurare. Non si riuscirà a ottenere una rendita, come si indicava in apertura, ma in ogni caso è possibile per l’investitore saggiare i mercati azionari, con un simile capitale, prima di decidersi per investimenti più consistenti, come 40000 euro ad esempio.

Ma cosa sono le azioni? Con questo termine si intende una quota della proprietà di una azienda. Per potere emettere le proprie azioni, una società deve quotarsi in borsa. In questo modo avrà la possibilità di raccogliere capitale per attuare gli obiettivi fissati nel proprio business plan.

Sul versante opposto si trova l’investitore che, per mezzo dell’acquisto di un pacchetto di azioni di una data società, diventa azionista e acquisisce di diritto un dividendo, una porzione dei profitti che sono stati generati dalla data società.

Nella pratica le azioni si acquistano e si vendono attraverso il Mercato Telematico Azionario, una sezione della Borsa di Piazza Affari a Milano. Il guadagno, quando si decide di investire in azioni, può avvenire attraverso:

  • il dividendo cui si ha diritto in qualità di azionista
  • la vendita di azioni, ad un prezzo maggiore rispetto all’acquisto.

La compravendita di azioni può accadere attraverso una piattaforma digitale, come accade nel trading online, per mezzo di un consulente finanziario accreditato, oppure grazie a un fondo comune di investimento o infine attraverso delle Società di Intermediazione Mobiliare.
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Investire 5000 euro con il crowdfunding

Se si dispone di 5000 euro e si vuole intraprendere la strada dell’investimento, il crowdfunding può essere una soluzione utile e profittevole. Il crowdfunding, che può essere tradotto in italiano con finanziamento collettivo o finanziamento della folla, rappresenta una modalità che ha iniziato ad essere scelta intorno al 2007, in seguito alla stretta creditizia.

Il crowdfunding è una possibilità di investimento a tutto vantaggio delle società che non sono quotate in borsa. Il non essere presente sui mercati azionari non deve essere visto come una nota di demerito, tutt’altro. Spesso l’innovazione richiede un supplemento di fiducia che gli investitori, o i fondi di investimento, non sono disposti ad accordare.

Il crowdfunding invece si caratterizza per essere una tipologia di investimento tipica della economia della condivisione, estremamente utile nella raccolta di capitale tanto per le startup innovative quanto per le PMI ad alto tasso di sviluppo.

Il crowdfunding permette diverse tipologie di investimento, tra queste è presente l’Equity Crowdfunding, che si articola in tre momenti principali:

  • la presenza di un investitore che disponga di un capitale da investire
  • una piattaforma online, sotto vigilanza della Consob, attraverso la quale accada concretamente l’investimento
  • delle società, startup o PMI ad alto tasso di crescita o innovazione, che sottoscrivano sulla piattaforma la propria campagna per la raccolta di capitale.

 

Nicchie in cui investire 5000 euro con il crowdfunding

Quando l’investitore ha scelto una campagna e investito il capitale, in base all’importo ottiene il diritto di partecipazione agli utili societari e alle riunioni societarie, per dare il proprio contributo alla strategia e alle scelte.

Le nicchie nelle quali è possibile investire attraverso questa forma di finanziamento si contraddistinguono per innovazione. Il crowdfunding permette infatti investimenti:

  • nel settore green, per il quale è possibile coniugare rendimenti e salvaguardia dell’ambiente
  • nella tecnologia dell’informazione, attraverso i tre grandi rami di sviluppo hardware, software e della comunicazione digitale.

Queste tre nicchie non esauriscono affatto le possibilità di declinazione del crowdfunding, che trova possibilità di impiego anche in ulteriori settori, anche distanti tra loro:

  • il settore turistico, sia per la locazione breve che per un turismo più sostenibile
  • la Financial Technology, o Fintech, ovvero l’innovazione tecnologica applicata ai servizi finanziari.

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