Come proteggersi dall’inflazione

Che cos’è l’inflazione, perché riguarda la nostra vita quotidiana e come difenderci dall’aumento dei prezzi. L’approfondimento per capire passo passo in quale maniera valorizzare i nostri soldi

 

Partiamo da una domanda precisa: che cos’è l’inflazione? Nelle economie moderne i prezzi di beni e servizi possono variare di continuo. Alcuni possono crescere, altri diminuire. Il fenomeno dell’inflazione avviene quando si registrano degli aumenti generali di ampia portata, che non si limitano a singole voci di spesa.

In sostanza, gli indici dei prezzi al consumo (quelli che le persone effettivamente pagano al momento dell’acquisto, per esempio in un supermercato o in un negozio) aumentano erodendo di conseguenza il valore del denaro nel tempo. Questo significa che con una pari cifra di denaro, se c’è una crescita incontrollata dell’inflazione, si possono fare meno acquisti di beni e servizi rispetto al passato. 

Bisogna fare attenzione, perché l’aumento dei prezzi di alcune voci è più significativo di altre. Nel calcolare l’inflazione solitamente si monitorano tutti i beni e servizi consumati dalle famiglie, come ad esempio:

  • articoli di utilizzo quotidiano (soprattutto ben alimentari, giornali, carburante)
  • beni durevoli (si pensi ai capi di abbigliamento, ai device come i computer, alle lavatrici)
  • servizi (in primis l’affitto della casa, i prezzi dei parrucchieri, le assicurazioni)

Inoltre, quando si calcola la crescita dei prezzi, viene data particolare importanza alle pressioni inflazionistiche di alcuni beni e servizi. Per esempio quelli per cui i consumatori spendono di più (ad esempio l’energia elettrica). Altre categorie sono invece di minor impatto (ad esempio lo zucchero o le spezie).

L’inflazione ha tuttavia un impatto diverso sulle persone e sulle famiglie. Questo perché esistono abitudini di spesa diverse. Alcune persone hanno un’auto e seguono un regime alimentare vegano, altre utilizzano solamente i mezzi pubblici e mangiano carne. Ma una cosa è certa e comune a tutti: bisogna proteggersi dalla svalutazione della moneta.

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Come proteggersi dall’inflazione

Il modo migliore per proteggersi dall’aumento generale dei prezzi è quello di valorizzare i propri risparmi. Infatti non bisogna lasciarli tutti in conti correnti che non danno un rendimento effettivo. E per valorizzarli bisogna investirli, in maniera tale da generare dei profitti superiori al valore dell’inflazione. Per fare un esempio, se l’inflazione è al 2% i nostri investimenti dovranno rendere almeno il 2,1%, meglio magari il 3% o più.

Per valorizzare i propri risparmi nel lungo termine si può per esempio:

  • Sottoscrivere le obbligazioni e i fondi inflation-linked
  • Investire in materie prime
  • Utilizzare strumenti di Crowdinvesting
  • Investire nel mercato immobiliare ( Real Estate )
  • Investire in azioni
  • Sottoscrivere titoli di Stato con tassi di interesse vantaggiosi
  • Sottoscrivere bank loans fund

Di seguito approfondiremo alcune opzioni.

 

Obbligazioni e i fondi inflation-linked

Un’idea per correre ai ripari dall’aumento dell’inflazione è quella di sfruttare le obbligazioni e i fondi inflation-linked. Si tratta in sostanza di obbligazioni indicizzate all’inflazione e di fondi che vi investono. Questi ultimi sono elaborati proprio per proteggere contro il caro-vita grazie al capitale e alle cedole che vengono rivalutate in base all’andamento dei prezzi.

In pratica, tutti gli aumenti dei prezzi generano una crescita diretta del valore del capitale. uno dei vantaggi dei titoli inflation-linked riguarda la diversificazione dei fattori di rischio. Infatti, generalmente presentano una bassa correlazione con azioni, materie prime e altre classi di investimento.

Tuttavia questo tipo di obbligazioni è spesso a lunga scadenza ed è “dipendente” in parte dalle politiche monetarie delle banche centrali (per esempio, la BCE, la banca centrale europea). Queste ultime infatti impattano infatti sull’inflazione e sul potere d’acquisto.

 

Materie prime

Un altro metodo per contrastare i pericoli dell’inflazione? E’ quello di sottoscrivere i fondi specializzati sulle materie prime, che possono essere considerate in alcuni casi dei beni rifugio.

I prezzi delle materie prime rappresentano un aspetto importante del caro-vita e sono generalmente sensibili alla crescita economica e alla variazione dei prezzi. Facciamo un esempio: quando il valore del petrolio balza, normalmente l‘inflazione segue la sua scia.

Secondo gli esperti, i prezzi delle commodity tendono a oscillare molto più intensamente dell’inflazione, e questo le rende una potenziale copertura. Solitamente, quando si acquistano fondi specializzati sulle materie prime, si consiglia di riservare a tale classe d’investimento una porzione minoritaria del proprio portafoglio.

Facendo un focus sull’oro, il metallo prezioso ha sempre avuto la reputazione di essere un bene affidabile per proteggersi dall’aumento dei prezzi. Tuttavia tale dinamica è stata messa in discussione.

Come accade per la maggioranza delle materie prime, i prezzi del metallo giallo hanno offerto, in vari periodi storici, una correlazione positiva con l’inflazione. Ma non è una dinamica di per sé sufficiente a investire in oro ad occhi chiusi. Pertanto è buona prassi leggere dei report aggiornati dedicati al metallo giallo prima di investirvi, anche in periodo di inflazione.

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Crowdinvesting contro il caro-vita

Una delle principali forme di Crowdinvesting è l’Equity Crowdfunding. Sostanzialmente, si tratta di investimenti online che consentono, attraverso le piattaforme autorizzate, di diventare soci di aziende non quotate in Borsa.

Quando un investitore utilizza questo strumento è perché ritiene di poter ottenere un profitto nel medio-lungo periodo. Facciamo un esempio: se investo oggi 1.000 euro in una società e riesco a rivendere le quote in mio possesso, nel giro di 3 anni, a 2.000 euro, avrò ottenuto un ritorno economico del 100%.

In questo modo sono riuscito a valorizzare il capitale iniziale, che altrimenti avrebbe perso valore a causa dell’inflazione. Tuttavia bisogna ricordare che quelli in Equity Crowdfunding sono investimenti ad alto rischio, e che quindi è utile diversificare il portafoglio.

 

Equity Crowdfunding: il caso CleanBnB

CleanBnB è un caso concreto di come l’Equity Crowdfunding possa generare profitto e tutelare i propri soldi dall’inflazione. Si tratta di una PMI innovativa italiana leader nella gestione di appartamenti e case vacanza per affitti brevi.

La società ha chiuso due raccolte di successo sul portale CrowdFundMe:

  • 126.000 euro da 90 soci nel 2016
  • 500.000 euro da 214 investitori nel 2018

I finanziamenti raccolti grazie a CrowdFundMe hanno consentito a CleanBnB di accelerare la propria crescita. La società ha acquisito nuove strutture e aumentato il proprio giro di affari.

Tali risultati si sono rivelati fondamentali per la successiva quotazione su Piazza Affari (nel 2019). Chi aveva investito tramite Equity Crowdfunding, ha pertanto avuto l’opportunità di monetizzare concretamente i propri investimenti.

Il guadagno è stato significativo se pensiamo alla crescita del valore di CleanBnB. L’azienda ha debuttato su Borsa Italiana con una capitalizzazione di circa 14 milioni di euro. Perché è importante? Si tratta di un valore in chiaro aumento rispetto al valore pre-money della prima campagna di Equity Crowdfunding (400.000 euro) e anche della seconda (4 milioni di euro).

Gli investitori hanno quindi potuto rivendere i propri asset con un ritorno economico, aumentando le proprie risorse finanziarie nonostante il caro-vita.

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