Come investire i propri soldi

Conviene investire? La risposta è sì, a patto che si conoscano i mercati, gli strumenti, e sapendo investire in modo oculato, partendo anche da una piccola cifra. Una credenza molto diffusa, a cui non bisogna dare peso, consiste nel ritenere che per investire siano necessari capitali importanti. La situazione è ben diversa.

È possibile partire da una piccola cifra, anche 100 euro. I piccoli investimenti possono comunque essere un primo passo per comprendere le regole dell’investimento e per scegliere il giusto approccio.

Scopri dove investire

 

Un approccio adatto da parte di chi si avvicina per la prima volta all’investimento, e non è quindi un investitore professionista, richiede innanzitutto investimenti che tengano conto del lungo periodo.

Un secondo aspetto riguarda la scelta del tipo di investimento da svolgere. L’investitore può scegliere quindi tra:

  • investimenti attivi, che richiedono tempo e ricerca mirati alla costruzione di un portafoglio, di un insieme di prodotti finanziari, capace di raggiungere gli obiettivi finanziari prefissati dall’investitore. Si parla di studio mirato a individuare opportunità di investimento e seguire i propri investimenti
  • investimenti passivi, che richiedono sicuramente uno sforzo minore, e che consistono nell’investire il proprio capitale in veicoli di investimento, com’è il caso degli ETF, gli Exchange-Traded Funds, che saranno affrontati nel dettaglio in seguito.

Terzo aspetto di cui tenere assolutamente conto è l’istituzione di un fondo di emergenza, ovvero un deposito di liquidità facilmente prelevabile da destinare a spese inaspettate, siano esse una spesa medica, una spesa per la propria automobile. In questo modo non ci si troverà nel bisogno di vendere i propri investimenti per far fronte ad una spesa appunto improvvisa.

Ultima indicazione. Prima di iniziare a investire, potrebbe essere utile eliminare ogni tipo di debito ad alto interesse, come nel caso delle carte di credito. Storicamente i rendimenti del mercato azionario arrivano, nel lungo periodo, fino al 9% e al 10%. L’investire denaro in azioni e il dover restituire, per esempio, il 15% ai propri creditori, nel lungo periodo comporterà una perdita di soldi.

 

Come investire soldi per guadagnare?

Le opzioni sul tavolo sono diverse, come sarà approfondito a breve, ma è bene tenere considerare tre fattori fondamentali per far sì che il proprio investimento possa determinare, nel lungo periodo, un buon rendimento:

  • aspettative
  • consapevolezza e accettazione del rischio
  • immobilizzazione della liquidità.

Gli investimenti, poi, si distinguono per ulteriori tre fattori: rischio, durata e redditività. Con questi tre parametri di riferimento è quindi possibile parlare di:

  • investimenti a basso rischio: oro, conti deposito, buoni fruttiferi postali, immobili
  • investimenti ad alto rischio come la borsa o il social trading, grazie al quale l’investitore studia il comportamento di altri trader per seguirne le strategie di investimento
  • investimenti brevi come borsa e social trading, di nuovo, o le opzioni binarie. Le opzioni binarie sono prodotti finanziari derivati che permettono un guadagno se, entro un tempo di chiusura stabilito, viene indovinata la previsione di aumento o diminuzione di valore di uno specifico bene (oro, valuta, quote di una compagnia)
  • investimenti lunghi, buoni fruttiferi postali, conti deposito oppure PAC. I PAC sono Piani di Accumulo Capitale grazie ai quali un investitore entra nell’investimento con versamenti di capitale a cadenza regolare, con somme costanti e una durata predeterminata
  • investimenti redditizi che possono essere l’oro, la borsa, il social trading
  • investimenti meno redditizi come i conti deposito, i buoni fruttiferi postali, gli immobili, i PAC.

Di seguito, una panoramica delle principali possibilità di investimento.

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Conti deposito

I conti deposito sono a tutti gli effetti dei conti correnti bancari, con la differenza di avere funzionalità limitate: è possibile infatti versare e prelevare da e verso il conto di appoggio e le somme immesse nel conto deposito possono essere vincolate temporalmente. Si può parlare infatti di:

  • conto deposito vincolato nel quale non è possibile svincolare le somme depositate se non allo scadere di un arco temporale pattuito contrattualmente. Un arco di tempo compreso tra i 3 e i 60 mesi
  • conto deposito non vincolato, o libero, che appunto non prevede alcun vincolo temporale per svincolare quanto depositato, a fronte di tassi di interesse più bassi rispetto al conto deposito vincolato.

Nello specifico, i conti deposito vincolati permettono un rendimento crescente con l’aumento di durata del vincolo temporale stabilito per contratto. Sul piano fiscale, si segnala una ritenuta del 26% sugli interessi derivati dal conto deposito.

 

Fondi monetari e pronti contro termine

I fondi monetari, chiamati anche fondi liquidità, sono innanzitutto una specifica tipologia di fondo comune. Per fondo comune si intende uno strumento di investimento che viene gestito da Sgr, ovvero società di gestione del risparmio, la cui attività consiste nel riunire somme di diversi risparmiatori per investirle in attività finanziarie (titoli di Stato, obbligazioni, azioni) oppure in immobili, in un contesto di riduzione del rischio.

Il fondo monetario è comunque un fondo comune, che si specifica nell’investimento del patrimonio in strumenti finanziari di debito a breve termine (come i BOT) o altre operazioni di veloce esigibilità come i pronti contro termine.

I PCT sono dei contratti che il venditore consegna immediatamente all’acquirente, per riacquistarli in seguito ad una data prestabilita. Maggiore è la durata dell’operazione, compresa tra i 3 e i 12 mesi, maggiori saranno i tassi di interesse.

 

Obbligazioni e titoli di stato

Le obbligazioni, note anche con il nome di bond, sono dei titoli di debito che vengono emessi da una società o da uno Stato a copertura dei propri bisogni finanziari, così da raccogliere denaro. Chi acquista o sottoscrive questi titoli è chiamato obbligazionista o creditore, il soggetto che li emette viene chiamato debitore.

Si tratta di una forma di investimento garantito, perché alla scadenza dell’obbligazione la società oppure lo Stato sarà nella posizione di rimborsare il capitale che ha ricevuto, inclusa la cosiddetta cedola, ovvero una remunerazione a titolo di interesse. Cedola che può essere a tasso fisso, garantendo un ammontare periodico di interessi sancito in precedenza, o a tasso variabile, con gli interessi dipendenti da tre indici: finanziari, reali o valutari.

Nel caso dei titoli di Stato si ha a che vedere con obbligazioni emesse con periodicità dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Lo scopo è coprire il debito pubblico oppure, in termini diretti, il deficit pubblico. Tra il 2021 e il 2022, il valore del tasso di interesse dei titoli di Stato, inteso come media ponderata, è dello 0,42%.

 

Buoni fruttiferi postali

I buoni fruttiferi postali rappresentano un’altra possibilità di investimento a rischio ridotto. Sono ricompresi, insieme ai libretti di risparmio postale, in quello che viene definito risparmio postale. Ad emetterli, la Cassa Depositi e Prestiti, una S.p.A. controllata dallo Stato. Ad essere garante diretto dei buoni emessi, lo Stato italiano.

Sono strumenti dal rendimento fisso e l’investitore, o per meglio dire il risparmiatore, non risulta esposto ai rischi di mercato. Non sono soggetti a commissioni né a spese e la loro disponibilità è sia in forma cartacea che in forma dematerializzata, e in questa seconda possibilità non viene emessa alcuna ricevuta o certificato cartaceo che ne dimostri l’acquisto. È sufficiente una scrittura contabile sul conto, o sul libretto, postale.

 

Investimenti immobiliari

Gli investimenti immobiliari rappresentano una forma di investimento che richiede il gioco, per così dire, di diversi attori del campo e altrettante variabili soggette a cambiamenti anche inaspettati.

Occorre conoscere le dinamiche di domanda e offerta del mercato, la compravendita richiede notai e altri soggetti (come ingegneri, architetti, eventualmente interior designer) che determinano una lievitazione dei costi della compravendita dell’immobile.

Gli investimenti immobiliari hanno un valore legato al rapporto tra domanda e richiesta, alla appetibilità della zona in cui si trova l’immobile. E qualora si volesse far fruttare l’investimento, ponendo in affitto l’immobile, è necessario trovare il giusto affittuario, aspetto questo che sfocia in ulteriori problematiche di gestione e affidabilità.

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Beni rifugio

I beni rifugio possono essere definiti come scudo quando si ha incertezza economica, indipendentemente dalle cause dell’incertezza stessa. I beni rifugio non sono redditizi, non garantiscono rendimenti anche minimi, e possono essere considerati in definitiva una sorta di protezione contro l’instabilità.

Per fare alcuni esempi di beni rifugio:

  • l’oro, l’argento, il platino
  • i titoli di Stato, appena indicati
  • le valute di Paesi solidi, meno soggette all’inflazione: dollaro USA, yen giapponese, franco svizzero, corona norvegese.

I beni rifugi possono essere considerati una forma di protezione del capitale, servono a diversificare il portafoglio in possibili contesti di volatilità.

 

Bitcoin, criptovalute, Equity crowdfunding

Quando si parla di criptovaluta si fa riferimento ad una moneta digitale decentralizzata, non sottoposta quindi a un ente centrale governativo. Viene emessa, ed è controllata, dall’ente emittente. La sicurezza degli scambi è garantita da tecniche crittografiche, a garanzia della sicurezza degli scambi.

È possibile gestire criptovaluta attraverso dei portafogli virtuali, che prendono il nome di e-wallet. È altresì possibile convertire le criptovalute, con cambi che risultano variabili nel tempo, in valute che hanno corso legale.

Anche l’equity crowdfunding sta diventando un modo sempre più ricercato per investire, scegliendo startup promettenti in cui puntare i proprii fondi per generare poi un ritorno una volta che le stesse hanno acquisito valore.

Tutte le transazioni svolte con criptovalute sono indicate in un libro mastro pubblico, posseduto dai titolari delle criptovalute. Questo libro mastro prende il nome di blockchain.

I bitcoin (BTC) sono delle monete virtuali nate nel 2009. Sono distribuiti in modalità peer-to-peer e si basano su una rete, o un network, di nodi. Le transazioni sono validate e rese sicure con un sistema di crittografia.

Una volta aperto un portafoglio, oppure un conto, virtuale, ci si può collegare ai diversi siti che in cambio di denaro offrono questa valuta virtuale. È possibile sia scambiare che spendere bitcoin, dal momento che diversi esercizi ormai, sia virtuali che fisici, le accettano.

 

ETF

Ma dove investire oggi piccole somme? Gli Exchange-traded funds (ETF) sono una possibilità. Si tratta di fondi di investimento quotati in borsa e, per i soci che vi partecipano, sono a responsabilità limitata e a gestione passiva. Chi acquista ETF acquista di fatto un paniere di titoli.

Si ha una gestione passiva quando il gestore di un investimento gestisce le diverse percentuali del portafoglio in modo tale da replicare, con la maggiore fedeltà possibile, l’andamento di un indice di mercato.

Si tratta di una scelta svolta a minimizzare i rischi di investimento ottenendo, nel lungo periodo, dei buoni rendimenti dal capitale investito.

 

Esistono regole per investire soldi?

Al netto delle possibilità di investimento che sono state passate in rassegna fino ad ora, si possono indicare delle regole, o meglio ancora darsi dei riferimenti cui attenersi prima di iniziare una qualsiasi forma di investimento.

Rischio e rendimento

Queste due parole sono strettamente correlate tra loro, e possono essere declinate come segue: se si vogliono avere rendimenti maggiori nel lungo termine, bisogna essere disposti a correre rischi altrettanto importanti nel breve e nel meglio termine. È infatti nel lungo termine che il rischio ha maggiori possibilità di ripagare l’investitore.

Diversificazione

Investire i propri soldi richiede diversificazione. In sede di asset allocation, ovvero nel momento in cui un portafoglio di investimento è suddiviso in percentuali da allocare nelle specifiche tipologie di investimento. Siano esse azioni, obbligazioni, liquidità o infine immobili.

La diversificazione è uno strumento che può agire per controbilanciare le fluttuazioni, o le eventuali perdite, che possono verificarsi nei diversi tipi di investimento in cui è stato organizzato il portafoglio.

Profilo di rischio

Il profilo di rischio è determinato da ulteriori due parametri:

  • la propensione al rischio definibile come fattore emotivo, psicologico. Ci sono investitori che non “tollerano” ribassi di quotazioni, e tendono a ritirarsi. Ci sono altresì investitori che dimostrano di essere più propensi al rischio
  • la capacità di rischio è una variabile più obiettiva, data dal patrimonio di cui si dispone, dall’esperienza maturata, o meno, negli investimenti, e dall’orizzonte d’investimento.

L’orizzonte di investimento rappresenta l’intervallo di tempo in cui si la possibilità e il desiderio di investire il proprio patrimonio. Maggiore è questo intervallo di tempo, maggiore può essere il rischio e altrettanto significativo può essere il margine di guadagno.

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