Startup innovative: cosa sono e come funzionano

Start up innovative, tutto quello che c’è da sapere: requisiti, durata dello status dopo la Legge 193/2024, agevolazioni per le imprese e incentivi fiscali 2026 per chi investe.

 

Startup innovative: cosa sono?

Una startup innovativa è una società di capitali, anche cooperativa, italiana o residente nello Spazio Economico Europeo con sede produttiva in Italia, che sviluppa, produce e commercializza prodotti o servizi ad alto valore tecnologico.

Nel 2012 il legislatore ha introdotto, con il Decreto Legge 179/2012 (“Decreto Crescita 2.0” o “Crescita bis”), misure specifiche per sostenere queste imprese durante il loro ciclo di vita: nascita, crescita e maturità. L’obiettivo era favorire un ecosistema dell’innovazione competitivo e consolidare l’occupazione. La Legge 193/2024 ha reso il modello più selettivo, riducendo la durata dello status e introducendo nuovi requisiti, chiariti dal MIMIT con una circolare del luglio 2025.

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I requisiti per essere una startup innovativa

Per ottenere lo status, una startup deve rispettare tutti i requisiti obbligatori dell’articolo 25 del DL 179/2012 e almeno uno dei tre requisiti di innovazione, legati a ricerca e sviluppo, personale qualificato o proprietà intellettuale.

 

I requisiti obbligatori

La startup innovativa deve essere una società di capitali, anche in forma cooperativa, che rispetta contemporaneamente tutte le condizioni seguenti, dalla dimensione di piccola o media impresa europea fino al divieto di distribuire utili:

  • è costituita da non più di 5 anni
  • è una micro, piccola o media impresa secondo la definizione europea
  • ha sede in Italia o nello Spazio Economico Europeo, con una sede produttiva o filiale in Italia
  • dal secondo anno ha un valore della produzione non superiore a 5 milioni di euro
  • ha come oggetto sociale prevalente un prodotto o servizio ad alto valore tecnologico
  • non svolge in via prevalente attività di agenzia o consulenza
  • non nasce da fusione, scissione o cessione di ramo d’azienda
  • non è quotata
  • non distribuisce e non ha distribuito utili.

 

I requisiti di innovazione

Oltre ai requisiti obbligatori, la startup deve soddisfare almeno uno di tre criteri di innovazione: spese elevate in ricerca e sviluppo, personale altamente qualificato oppure titolarità di un brevetto o di un software registrato. Nel dettaglio:

  • spese in ricerca e sviluppo pari ad almeno il 15% del maggiore valore tra costo e valore della produzione
  • almeno un terzo del personale composto da dottori di ricerca, dottorandi o ricercatori, oppure almeno due terzi con laurea magistrale
  • titolarità, deposito o licenza di almeno un brevetto, oppure titolarità di un software registrato.

 

Quanto dura lo status di startup innovative?

Dopo la Legge 193/2024 lo status di startup innovativa dura tre anni dall’iscrizione. Può essere esteso fino al quinto anno con almeno un requisito aggiuntivo e, per le imprese in fase di scale-up, fino a nove anni.

Per restare iscritta oltre il terzo anno, la startup deve dimostrare almeno una di queste condizioni:

  • spese in ricerca e sviluppo salite al 25%
  • un contratto di sperimentazione con una pubblica amministrazione
  • una riserva patrimoniale oltre 50.000 euro, versata da investitori qualificati, business angel o tramite equity crowdfunding, con spese in ricerca e sviluppo al 20%
  • un brevetto registrato entro il terzo anno
  • ricavi o occupazione cresciuti di oltre il 50% dal secondo al terzo anno.

Le proroghe per le scale-up

Le startup in fase di scaleup possono ottenere due proroghe biennali, fino a nove anni complessivi, con un aumento di capitale oltre 1 milione di euro da parte di un fondo oppure ricavi cresciuti di oltre il 100% in un anno.

Alla scadenza dello status, l’impresa che ne ha i requisiti può trasformarsi in PMI innovativa senza soluzione di continuità.

 

Come si costituisce e si iscrive una startup innovativa

Una startup innovativa si costituisce con atto notarile, come ogni società di capitali, e ottiene lo status iscrivendosi alla sezione speciale del Registro delle imprese tramite Comunicazione Unica, con l’autocertificazione dei requisiti.

La costituzione online senza notaio è stata annullata dal Consiglio di Stato nel 2021. Ogni anno la startup conferma i requisiti entro 30 giorni dall’approvazione del bilancio, pena la perdita dello status. L’elenco delle imprese iscritte è consultabile su startup.registroimprese.it.

 

Le agevolazioni per le startup innovative

Le startup innovative godono di agevolazioni fiscali, societarie, di lavoro e di accesso al credito, che si applicano dalla data di iscrizione nella sezione speciale e restano valide per tutta la durata dello status.

  • esonero da imposta di bollo, diritti di segreteria e diritto camerale
  • accesso gratuito e semplificato al Fondo di Garanzia per le PMI, con copertura fino all’80%
  • finanziamenti agevolati Smart&Start Italia e altre misure di finanza agevolata
  • categorie di quote con diritti particolari e strumenti finanziari partecipativi
  • lavoro più flessibile e remunerazione con partecipazioni al capitale (work for equity)
  • più tempo per coprire le perdite ed esclusione dalla disciplina sulle società di comodo
  • compensazione dei crediti IVA fino a 50.000 euro senza visto di conformità
  • servizi di internazionalizzazione dell’Agenzia ICE
  • procedure semplificate in caso di insuccesso (fail fast)
  • raccolta di capitali tramite equity crowdfunding

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Incentivi fiscali per chi investe in startup innovative nel 2026

Nel 2026 chi investe in una startup innovativa può contare sulla detrazione IRPEF del 65% in regime de minimis, mentre la detrazione del 30% è sospesa dal 1° gennaio 2026 per il mancato rinnovo dell’autorizzazione europea.

 

La detrazione IRPEF del 65% in de minimis

Le persone fisiche che investono nel capitale di una startup innovativa entro i suoi primi tre anni di iscrizione possono detrarre il 65% della somma investita, fino a un massimo di 100.000 euro per periodo d’imposta.

  • l’investimento va mantenuto per almeno tre anni
  • la partecipazione non può superare il 25% del capitale
  • la startup presenta un’istanza al MIMIT prima dell’investimento
  • il plafond de minimis della startup è di 300.000 euro in tre anni
  • la quota eccedente l’imposta diventa credito d’imposta.

Le regole per investire in startup si completano con quelle sulla tassazione del crowdfunding.

 

Lo stop alla detrazione del 30%

Dal 1° gennaio 2026 la detrazione IRPEF e la deduzione IRES del 30% previste dall’articolo 29 del DL 179/2012 non sono applicabili, perché l’autorizzazione europea sugli aiuti di Stato è scaduta il 31 dicembre 2025 senza rinnovo.

Fino al 2025 le persone fisiche detraevano il 30% di quanto investito in startup e PMI innovative, fino a 1 milione di euro annui, e le società escludevano dal reddito imponibile il 30% dell’investimento, fino a 1,8 milioni, con l’obbligo di mantenerlo per tre anni. La norma non è abrogata e potrebbe tornare operativa con una nuova autorizzazione della Commissione europea.

 

Startup innovative e PMI innovative: le differenze

Le PMI innovative sono imprese che investono in innovazione senza i limiti di età delle startup: possono iscriversi a prescindere dalla data di costituzione, devono avere il bilancio certificato e soddisfare almeno due requisiti di innovazione su tre.

Startup innovativa PMI innovativa
Età dell’impresa massimo 5 anni nessun limite
Durata dello status 3 anni, fino a 9 finché restano i requisiti
Requisiti di innovazione 1 su 3 2 su 3
Spesa minima in R&S 15% 3%
Distribuzione degli utili vietata consentita
Incentivi 2026 agli investitori detrazione 65% nessuno attivo

 

Come si finanziano le startup innovative: l’equity crowdfunding

Le startup innovative hanno bisogno di capitali per crescere e ricorrono sempre più all’equity crowdfunding, una forma di finanziamento snella e totalmente online che permette a molti investitori di entrare nel capitale con piccole somme.

La raccolta in equity crowdfunding segue spesso il seed round, affianca i business angel e precede i round di investimento dei fondi di venture capital. Dopo la riforma, una raccolta oltre i 50.000 euro, insieme a spese in ricerca e sviluppo almeno al 20%, può aiutare la startup a restare iscritta oltre il terzo anno.

 

Livegreen, un caso concreto

Livegreen è una startup innovativa che ha scelto l’equity crowdfunding su CrowdFundMe, chiudendo la campagna con 505.500 euro raccolti, oltre due volte e mezzo l’obiettivo di 200.000 euro, grazie a 154 investitori.

La società agricola sarda ha sviluppato un processo senza emissioni di CO2 per estrarre una nuova proteina vegetale dall’alga spirulina, alla base di vegburger, pasta e barrette energetiche.

 

Domande frequenti

Quanti anni dura lo status di startup innovativa?

Tre anni dall’iscrizione, estendibili a cinque con un requisito aggiuntivo e fino a nove per le scale-up.

Una startup innovativa può distribuire utili?

No, il divieto di distribuzione degli utili vale per tutta la durata dello status.

Quanto si detrae investendo in una startup innovativa nel 2026?

Il 65% dell’investimento, fino a 100.000 euro annui, se la startup è nei primi tre anni di iscrizione.

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