Investire in modo semplice, si può? Ecco qualche consiglio

Nella maggior parte dei casi la parola investimenti viene associata ad attività altamente rischiose, che richiedono grandi capitali, un lungo arco di tempo e competenze avanzate. In una certa misura è così, ma è altrettanto possibile investire in modo semplice.

 

È possibile investire in modo semplice?

Si può rispondere a questa domanda affermando che investire è semplice, ma non facile. In linea generale gli investimenti sono attività che richiedono all’investitore anche alle primissime esperienze:

  • un capitale di rischio anche minimo, che può arrivare fino a 100000 euro, ad esempio
  • una conoscenza, di base e via via più approfondita, di come funziona il mercato finanziario e di ogni singolo strumento finanziario nel quale eventualmente investire
  • la conoscenza del proprio profilo di rischio, per comprendere quanto si sia in grado di tollerare le oscillazioni del mercato finanziario
  • possibilmente, un consulente finanziario che sia di aiuto nella strutturazione e diversificazione del portafoglio di investimento.

Tutti questi elementi concorrono, solitamente, alle giuste scelte da compiere per costruirsi il metodo di investimento più adatto ai propri obiettivi e alle proprie risorse economiche, con un adeguato bilanciamento di rischi e rendimenti.

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Investimenti per chi ha bassa propensione al rischio

Tuttavia, investire più semplice è possibile anche per chi sceglie un investimento a basso rischio, non dispone di grandi capitali e ha necessità di ragionare più sul breve termine che sul lungo periodo. Va detto che a investimenti meno rischiosi corrispondono ROI più esigui.

Quali sono i possibili investimenti che si distinguono per relativa semplicità? Di seguito, l’elenco che sarà approfondito:

  • conti deposito
  • titoli di Stato
  • piani di accumulo
  • beni rifugio
  • fondi comuni
  • crowdfunding.

 

I conti deposito

I conti deposito sono strumenti finanziari, offerti da banche e istituti finanziari, attraverso cui i clienti possono depositare del capitale con l’obiettivo di ottenere un rendimento in base agli interessi concordati. Funzionano di base come un deposito a breve termine, nel quale viene depositata una somma per un determinato periodo di tempo, solitamente da alcuni mesi fino a diversi anni, e in cambio si ricevono interessi sul saldo depositato.

Il conto deposito è libero, quando l’investitore può prelevare il capitale o versarlo senza vincoli o penali di sorta; è invece vincolato quando c’è una scadenza fissata, tra i 12 e i 36 mesi ad esempio.

Il funzionamento di un conto deposito è abbastanza semplice: l’investitore trasferisce il capitale sul conto deposito e la banca utilizza questi fondi per erogare prestiti ad altri clienti o investirli in altri strumenti finanziari. In cambio dell’utilizzo di questo capitale, la banca offre un tasso di interesse sul saldo depositato. I tassi di interesse sui conti deposito possono essere fissi o variabili e dipendono da diversi fattori come le politiche della banca, il periodo di deposito e le condizioni di mercato.

I rendimenti dei conti deposito possono variare e dipendono anche dalle condizioni economiche e di mercato. In generale, i conti deposito offrono tassi di interesse più bassi rispetto ad altri strumenti di investimento come azioni o fondi comuni di investimento, ma offrono maggiore sicurezza e liquidità. Un esempio di rendimento è il 5% lordo, per un vincolo di 12 mesi, con ritenuta fiscale al 26% e lo 0,20% per una imposta di bollo.

 

I titoli di Stato

I titoli di Stato sono essenzialmente obbligazioni emesse dal governo per raccogliere fondi per vari scopi, come finanziare progetti infrastrutturali o sostenere la spesa pubblica. Gli investitori acquistano questi titoli e diventano creditori dello Stato, che si impegna a rimborsare il capitale investito insieme agli interessi secondo termini prestabiliti. I principali elementi di un titolo di Stato includono il valore nominale, la cedola (ovvero gli interessi), la scadenza, l’emittente e il tipo di interesse fisso o indicizzato.

I rendimenti dei titoli di Stato variano in base a diversi fattori, tra cui la durata del titolo e la solidità finanziaria del Paese emittente. Titoli con scadenze più lunghe tendono a offrire rendimenti più elevati per compensare il rischio legato alla maggiore incertezza nel lungo periodo. Paesi con economie più stabili e solide generalmente offrono rendimenti più bassi, mentre quelli in difficoltà economica possono offrire rendimenti più alti per attirare gli investitori.

Ad esempio, nel corso del 2022 i rendimenti dei titoli di Stato italiani sono stati approssimativamente del 2% per i titoli a 1 anno, del 3% per quelli a 3 e 5 anni, e del 4% per quelli a 10 anni. Va comunque considerato che l’aumento dell’inflazione può erodere il rendimento reale dei titoli di Stato, rendendoli meno attraenti per gli investitori.

L’acquisto di titoli di Stato può avvenire attraverso aste pubbliche organizzate dal ministero dell’Economia e delle Finanze o tramite intermediari finanziari come banche o broker. Gli investitori devono valutare attentamente la durata del titolo, la solidità finanziaria del Paese emittente e il potenziale rischio di default prima di investire, perché rendimento e sicurezza possono risentirne.

 

I piani di accumulo

Un piano di accumulo del capitale (PAC) è un tipo di investimento che prevede l’acquisto periodico di strumenti finanziari attraverso versamenti regolari di capitale. L’obiettivo principale è far crescere gradualmente il capitale nel corso del tempo. Questo avviene tramite la sottoscrizione a fondi comuni di investimento a Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio (OICR), che consentono agli investitori di accedere a una gestione professionale e diversificata del loro portafoglio.

Un PAC è vantaggioso per diversi motivi. Primo, consente la creazione e l’incremento del patrimonio nel tempo, con una modalità di investimento flessibile e accessibile anche per piccoli investitori. Inoltre, contribuisce a migliorare il rapporto rischio rendimento rispetto ad altri tipi di investimento, in quanto diluisce il rischio attraverso investimenti regolari nel tempo, assorbendo cicli negativi e accentuando i cicli positivi dei mercati finanziari.

L’importo e la frequenza dei versamenti possono essere personalizzati in base alle esigenze dell’investitore. Inoltre, un PAC aiuta a eliminare la componente stagionale degli investimenti, distribuendo gli investimenti in diversi periodi per mitigare la volatilità dei mercati finanziari.

I rendimenti di un PAC dipendono dall’importo versato periodicamente, dalla durata dell’accumulo e dal profilo di rischio dell’investitore. Sono compresi tra l’1% e il 4%, arrivando al 7% per PAC a lungo termine.

Gli investimenti accumulati tramite un PAC sono soggetti a tassazione sulla plusvalenza al 26%. Tuttavia, non è prevista alcuna deducibilità fiscale per i versamenti effettuati. In alcuni casi, come nel caso di un PAC utilizzato come forma previdenziale, è possibile beneficiare di una deducibilità fiscale fino a un certo limite annuale.

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Beni rifugio

I beni rifugio sono investimenti considerati sicuri e stabili, in grado di preservare il valore nel contesto di turbolenze economiche o instabilità geopolitica. Solitamente, durante periodi di incertezza, gli investitori tendono a spostare i loro capitali verso questi asset come forma di protezione. I principali beni rifugio includono l’oro, i titoli di Stato di Paesi stabili, il denaro liquido, e le obbligazioni di qualità elevata.

Per investire in oro, gli investitori possono acquistare lingotti fisici o investire in fondi negoziati in borsa (ETF) che tracciano il prezzo dell’oro. Ad esempio, l’ETF SPDR Gold Shares (GLD) offre un’esposizione diretta al prezzo dell’oro. Per i titoli di Stato, gli investitori possono acquistare obbligazioni emesse da governi stabili come gli Stati Uniti, la Germania o il Giappone. Ad esempio, i Treasury Bonds USA offrono un rendimento considerato sicuro da molti investitori.

In alternativa, i fondi comuni di investimento che investono in obbligazioni di alta qualità offrono un’esposizione diversificata a titoli di Stato e obbligazioni corporate sicure. Un esempio è il Vanguard Total Bond Market ETF (BND), che investe in una vasta gamma di obbligazioni di qualità.

Il denaro liquido, come i depositi bancari garantiti dal governo o i fondi del mercato monetario, è un altro bene rifugio. Gli investitori possono mantenere liquidità in conti di risparmio o fondi del mercato monetario per proteggere i loro capitali durante periodi di incertezza.

 

Fondi comuni

I fondi comuni di investimento sono veicoli finanziari che raccolgono capitali da diversi risparmiatori e li investono in una varietà di attività finanziarie come azioni, obbligazioni e materie prime.

Un fondo comune è composto principalmente da tre entità: i risparmiatori che contribuiscono al capitale, le Società di Gestione del Risparmio (SGR) che amministrano e investono i fondi raccolti, e le Banche Depositarie che custodiscono i titoli del fondo garantendo la separazione dei patrimoni. Separazione essenziale per proteggere il patrimonio del fondo nel caso in cui la SGR dovesse fallire. Per investire in un fondo comune, i risparmiatori possono scegliere tra due modalità di versamento:

  • Piano di Investimento di Capitale (PIC), che prevede un versamento unico
  • Piano di Accumulo (PAC), che prevede versamenti periodici. In base al capitale investito, ai partecipanti vengono assegnate quote del fondo, il cui valore viene calcolato giornalmente.

I fondi comuni possono essere aperti, chiusi e armonizzati. I fondi aperti permettono la sottoscrizione e il rimborso delle quote in qualsiasi momento, mentre i fondi chiusi hanno periodi di offerta limitati. I fondi armonizzati sono regolamentati secondo direttive UE, e offrono maggiore tutela.

I costi includono commissioni di ingresso e uscita, commissione di gestione ed eventualmente una commissione di performance. Diversi i vantaggi, come la gestione professionale del portafoglio, la riduzione dei costi di transazione, l’accesso a opportunità di investimento altrimenti non disponibili e la diversificazione degli investimenti, tutti controllati da autorità di regolamentazione come la Consob e la Banca d’Italia.

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Il crowdfunding

Gli ultimi anni hanno visto forme di investimento alternative. Tra queste va senz’altro segnalato il crowdfunding, un metodo di finanziamento che coinvolge un’ampia base di persone che investono denaro o contribuiscono con risorse in un progetto, in cambio di una partecipazione o di una ricompensa. Questa forma di finanziamento permette a imprenditori, start-up, e singole persone di raccogliere fondi per realizzare i propri progetti o sviluppare prodotti o servizi.

Il meccanismo del crowdfunding si basa sull’uso di piattaforme online che mettono in contatto chi cerca finanziamenti con potenziali finanziatori. Gli imprenditori descrivono il loro progetto e fissano un obiettivo di finanziamento da raggiungere entro un determinato periodo di tempo. I potenziali finanziatori possono quindi valutare il progetto e, qualora interessati, fare una promessa di investimento o di contributo. Se l’obiettivo di finanziamento viene raggiunto entro il tempo stabilito, la somma promessa dai finanziatori viene raccolta e trasferita alla persona o all’organizzazione che ha lanciato il progetto.

Il crowdfunding è una forma di investimento relativamente semplice perché offre a chiunque la possibilità di partecipare con un importo anche ridotto. Inoltre, l’investimento è più perché presente online, grazie alle piattaforme per la presentazione dei progetti e la raccolta dei finanziamenti. Risulta quindi più facile per gli investitori partecipare e monitorare il progresso dei progetti.

 

L’investimento di progetti di crowdfunding può comportare il rischio di perdita del capitale investito. Per ogni informazione, consulta la sezione Termini e Condizioni sul nostro sito.

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