Come fare investimenti alternativi nel 2026

Cosa sono gli investimenti alternativi, e quali conviene fare nel 2026? Si tratta di un universo di strumenti finanziari non tradizionali che permette di diversificare il portafoglio. Spesso è una modalità esclusiva, ma vi sono alcune opzioni aperte anche agli investitori comuni.

 

Cosa sono gli investimenti alternativi?

Gli investimenti alternativi, nel 2026 come negli anni precedenti, sono tipi di investimenti che utilizzano strumenti finanziari diversi da asset tradizionali come azioni e obbligazioni, oppure fondi comuni d’investimento, tipico esempio di investimento istituzionale. In più, gli investimenti alternativi si trovano non solo sui mercati pubblici ma anche su quelli privati.

Come può essere definito un investimento alternativo? Dal punto di vista del rendimento, la sua caratteristica principale è quella di determinare guadagno dall’economia reale, e non sulla base di previsioni di comportamento dei tradizionali mercati finanziari. Asset class che rispondono a questa caratteristica sono, per fare alcuni esempi, le materie prime oppure il real estate, ovvero il settore immobiliare.

Scopri dove investire

 

Investimenti alternativi vs. tradizionali: qual è la differenza?

Rispetto alle attività finanziarie tradizionali, gli investimenti alternativi sono generalmente rivolti a investitori di nicchia che si concentrano sul proprio patrimonio. Uno degli aspetti a cui prestare attenzione è la difficoltà di accedere a dati, indicatori e informazioni utili per prendere decisioni di investimento.

Gli investimenti alternativi sono caratterizzati da una scarsa liquidità a causa dei bassi volumi di negoziazione. Senza una grande base di investitori, ci vorrà più tempo per vendere. La situazione sarà diversa per gli indici e gli Exchange Traded Funds (ETF) basati su attività alternative più liquide.

Un’altra diversità riguarda il meccanismo di regolazione: gli strumenti di investimento alternativi non sono mass-market. Il settore è soggetto a modalità di regolamento e vigilanza meno stringenti, anche dal punto di vista delle leggi antitrust. Passando alla modalità di gestione, ad eccezione degli hedge fund, tali asset sono generalmente chiusi e hanno lunghi orizzonti di investimento.

 

Principali investimenti alternativi nel 2026

Tra gli investimenti alternativi nel settore privato, i trend che hanno guadagnato particolare attenzione nel lungo termine — confermati dall’8 Quaderno di Ricerca sulla Finanza Alternativa per le PMI in Italia del Politecnico di Milano (2025) — sono:

  • private equity
  • private credit
  • infrastrutture
  • real estate
  • hedge fund.

A questi vanno poi aggiunti:

  • il venture capital
  • le materie prime
  • prodotti esclusivi come opere d’arte, francobolli e alcolici di pregio
  • equity crowdfunding
  • asset digitali e criptovalute
  • club deal
  • ELTIF
  • minibond
  • tokenizzazione immobiliare.

Investire in attività alternative: alcuni esempi

Nei paragrafi che seguono, alcuni dei principali esempi di investimenti alternativi nel 2026.

 

Investimenti di capitale

Il private equity si concentra sull’investimento in società non quotate. Gli investimenti sono effettuati attraverso fondi rivolti a investitori privati o istituzionali con un patrimonio netto elevato come i fondi pensione. Nel 2024 gli investimenti di private equity in Italia hanno raggiunto i 14,9 miliardi di euro, +83% rispetto al 2023, con una crescita ulteriore nel primo semestre 2025 a 5,215 miliardi di euro, secondo gli ultimi dati riferibili al 2025.

Il venture capital è l’investimento in capitale di rischio da parte di fondi che vogliono finanziare l’avvio o la crescita di startup. Tali startup sono generalmente attive in settori ad elevato potenziale di sviluppo e innovazione, anche se si tratta di una modalità molto rischiosa.

L’equity crowdfunding, a differenza dei precedenti esempi, rende democratico l’investimento in società non quotate. Anche l’investitore comune, attraverso le piattaforme online, può investire in startup a partire da cifre modeste, tra i 250-500 euro.

 

Beni rifugio

Un modo classico per investire in strumenti alternativi è acquistare beni reali, solitamente metalli e gemme come i diamanti. Conservare lingotti d’oro o monete d’argento non è l’unico approccio praticabile: l’alternativa è investire tramite fondi ed ETF.

 

Fondi speculativi

Tra le classi di attività alternative ad alto rischio ci sono gli hedge fund, progettati per investitori avanzati. Questi strumenti presentano una liquidità molto elevata. Tra i tratti distintivi ci sono l’uso della leva finanziaria, la preferenza per i derivati e l’esposizione a titoli liquidi. Una caratteristica è anche la mancanza di regole dure, che fornisce una maggiore flessibilità. A livello globale, il mercato degli hedge fund ha raggiunto i 5.300 miliardi di dollari di AUM nel 2024, con un tasso di crescita annuo composto previsto del 4,1% fino al 2034.

 

Real Estate

Il settore immobiliare è un’ottima opzione di investimento alternativo. Non tutti possono permettersi di affittare un immobile commerciale, ma in alternativa al finanziamento tradizionale esistono soluzioni come il crowdfunding immobiliare. Tale strumento permette di finanziare con investimenti moderati singoli progetti immobiliari attraverso piattaforme specializzate, come Trusters.

 

Prodotti esclusivi

Dal whisky ai beni di lusso (opere d’arte, ad esempio), gli investimenti alternativi attirano anche un pubblico di nicchia focalizzato sull’acquisto di prodotti esclusivi. Le opzioni includono opportunità in belle arti, auto a produzione limitata, orologi classici e oggetti da collezione.

 

Infrastrutture

Le infrastrutture sono investimenti nei servizi e nei progetti essenziali per il funzionamento e la crescita economica di una società. Esempi tipici: investimenti in strade, ponti, aeroporti, acquedotti, reti elettriche, telecomunicazioni e servizi pubblici.

Questo investimento alternativo è relativamente stabile e prevedibile, gli accordi prevedono clausole che permettono un aggiustamento dei prezzi in linea con l’inflazione, e hanno una bassa correlazione con altri asset, che li rende attraenti per la diversificazione del portafoglio.

 

Crediti privati

Il private credit è una forma di prestito concordata privatamente, attraverso canali extra-bancari. Si tratta di una modalità relativamente veloce e creata ad hoc sulle esigenze di chi riceve il credito; può determinare guadagni tra il 3% e il 6% in più se paragonata agli investimenti ad alto rendimento.

Questi investimenti sono in genere accessibili solo a investitori qualificati, data la loro complessità. Il private debt globale ha superato 1.800 miliardi di dollari di AUM nel 2024, con previsioni a 2.800 miliardi entro il 2028. In Italia, il finanziamento da attori del private debt ha raggiunto 1.360 milioni di euro nel 2024, +13% rispetto al 2023.

 

Asset digitali e criptovalute

Le criptovalute e gli asset digitali sono diventati una componente riconoscibile del panorama degli investimenti alternativi. Bitcoin, Ethereum e altri token consentono esposizione a un’asset class con alta volatilità e bassa correlazione con i mercati tradizionali. A questi si affiancano gli NFT (Non Fungible Token), che rappresentano la proprietà digitale di opere d’arte, oggetti da collezione virtuali e asset tokenizzati.

In Italia, il quadro normativo si è evoluto con l’applicazione del Regolamento MiCAR (Markets in Crypto-Assets Regulation), che offre maggiore certezza giuridica agli investitori. Le plusvalenze da cessione di criptovalute con guadagno superiore a 2.000 euro per anno solare sono soggette a imposta sostitutiva al 26%, analogamente ad altri strumenti finanziari.

 

Club deal

Il club deal è un’operazione di investimento collettivo in cui un numero ristretto di investitori privati co-investe direttamente in una società target, spesso attraverso una SPV (Special Purpose Vehicle). A differenza dei fondi tradizionali, il gruppo è selezionato e circoscritto: si parla tipicamente di tre, cinque, dieci soggetti al massimo, accomunati da obiettivi e profilo di rischio simili.

I partecipanti possono essere investitori istituzionali, family office, imprenditori o high-net-worth individual (HNWI). Il principale vantaggio rispetto ai fondi è la trasparenza: si sa esattamente in quale azienda target si investe, con piena visibilità sull’uso del capitale e commissioni di gestione ridotte. Il rischio principale è l’illiquidità — l’investimento è tipicamente vincolato da tre a sette anni — e la concentrazione su una singola società. Piattaforme come CrowdFundMe facilitano operazioni di club deal digitale, rendendo accessibili opportunità strutturate a investitori qualificati.

 

ELTIF

Gli ELTIF (European Long-Term Investment Fund) sono fondi regolamentati a livello europeo, progettati per canalizzare capitale privato verso investimenti di lungo periodo in infrastrutture, PMI non quotate e real asset. Con l’entrata in vigore del regolamento ELTIF 2.0 nel 2024, le soglie di accesso sono state abbassate significativamente, aprendo questa asset class anche agli investitori retail — non più solo a quelli istituzionali o qualificati.

Rispetto al private equity tradizionale, gli ELTIF offrono una struttura più trasparente, soggetta alla vigilanza delle autorità europee, e in alcuni casi prevedono finestre di liquidità periodiche. Il trade-off rimane l’orizzonte temporale lungo — generalmente superiore ai cinque anni — e la complessità nella selezione del fondo. BlackRock, UBP e altri grandi gestori stanno ampliando la propria offerta ELTIF, segnale che il mercato considera questo veicolo uno dei principali strumenti di democratizzazione dei mercati privati in Europa nel 2025-2026.

 

Minibond

I minibond sono prestiti obbligazionari a medio-lungo termine emessi da PMI italiane non quotate, con importo inferiore a 50 milioni di euro, e sottoscritti da investitori istituzionali non bancari. Rappresentano uno strumento di finanza alternativa al credito bancario, particolarmente rilevante per le aziende con piani di crescita ambiziosi che non vogliono o non possono aprire il capitale a terzi.

Sempre secondo l’8° Quaderno di Ricerca del Politecnico di Milano, nel primo semestre 2025 le PMI italiane hanno emesso minibond per 333 milioni di euro — il 65% in più rispetto ai 202 milioni dello stesso periodo 2024. La cedola media si attesta al 7,11% con durata media di 4,9 anni. Le regioni più attive sono Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. Per l’investitore, i minibond offrono un rendimento reale con duration contenuta; il rischio principale è il rischio di credito legato alla solidità dell’emittente.

 

Tokenizzazione immobiliare

La tokenizzazione immobiliare consiste nel rappresentare la proprietà — o una quota di essa — di un asset immobiliare tramite token digitali registrati su blockchain. Ogni token corrisponde a una frazione dell’immobile: l’investitore acquista diritti patrimoniali senza dover sostenere il costo dell’intero acquisto. Il risultato è un abbassamento drastico della soglia d’ingresso, che può scendere a poche centinaia di euro, e una liquidità potenzialmente superiore rispetto all’investimento immobiliare diretto.

In Italia, il DLT Pilot Regime europeo e il Decreto Fintech stanno definendo il quadro normativo per la tokenizzazione di asset reali, rendendo il 2025-2026 un periodo chiave per lo sviluppo di questo mercato. Si tratta ancora di una frontiera emergente, con rischi legati alla regolamentazione incompleta e alla liquidità effettiva dei mercati secondari. Tuttavia, la convergenza tra crowdfunding immobiliare e tokenizzazione apre scenari nuovi per chi vuole diversificare con ticket ridotti nel settore del real estate.

Scopri dove investire

 

Caratteristiche e rischi degli investimenti alternativi

Gli investimenti alternativi offrono vantaggi concreti in termini di diversificazione e potenziale di rendimento, ma comportano rischi che è fondamentale conoscere prima di investire. Il tratto più rilevante è la bassa correlazione con i mercati pubblici: i rendimenti di questi asset tendono a muoversi indipendentemente da azioni e obbligazioni, contribuendo a stabilizzare il portafoglio nelle fasi di volatilità.

Allo stesso tempo, gli investimenti alternativi presentano alcune caratteristiche strutturali da valutare con attenzione:

  • illiquidità: il capitale può rimanere vincolato per diversi anni, senza possibilità di uscita anticipata semplice
  • alta volatilità e rischio: alcune asset class, come le criptovalute e il venture capital, possono comportare perdite significative
  • complessità e costi: richiedono competenze specifiche e sono spesso gestiti attivamente, con commissioni più elevate rispetto ai fondi tradizionali
  • accesso limitato: sono generalmente rivolti a investitori istituzionali o qualificati, sebbene veicoli come gli ELTIF 2.0 e le piattaforme di equity crowdfunding stiano ampliando la platea.

A livello globale, il mercato degli investimenti alternativi vale oggi quasi 18.000 miliardi di dollari, partito da meno di 1.000 miliardi nel 2000, una crescita del 1.700% in venticinque anni. In Europa, il mercato supera i 3.000 miliardi, crescendo a un tasso annuo composto del 12%, più veloce della media globale.

 

Quanto investire in investimenti alternativi nel portafoglio?

Non esiste una percentuale universale, ma la raccomandazione degli esperti è di limitare l’esposizione agli investimenti alternativi tra il 5% e il 10% del portafoglio totale. Una quota superiore aumenta il rischio di concentrazione e può ridurre la liquidità complessiva del portafoglio.

La percentuale ottimale dipende da tre variabili chiave: il profilo di rischio dell’investitore, l’orizzonte temporale e la disponibilità di capitale. Chi ha una tolleranza al rischio più elevata, un orizzonte di lungo periodo e accesso a consulenza specializzata può considerare un’allocazione più ampia. Per la maggior parte degli investitori, però, gli alternativi svolgono un ruolo complementare — non sostitutivo — rispetto agli strumenti tradizionali.

 

Perché scegliere investimenti alternativi?

Scegliere o meno di fare investimenti alternativi dipende dal profilo e dalle esigenze del singolo investitore. Chi sceglie di investire con modalità alternative lo fa principalmente per ottenere rendimenti elevati, slegati dalla volatilità del mercato azionario. È però necessario assumersi maggiori rischi.

Rispetto ad azioni e obbligazioni, questi asset hanno in genere una minore correlazione con il mercato. Tale dinamica può contribuire a ridurre le perdite e contenere il rischio sistemico. Tuttavia, investire in asset alternativi presenta anche degli svantaggi: accesso limitato alle informazioni, scarsi indicatori di performance standardizzati e commissioni elevate.

Come anticipato, fa eccezione l’equity crowdfunding, gestito direttamente dall’investitore, sia retail che professionale. Questo strumento presenta benefici fiscali se si investe in startup innovative o in PMI innovative.

Scopri dove investire

Devi essere autenticato per lasciare un commento