Il crowdinvesting è una forma di finanziamento alternativo che consente a privati e aziende di investire capitale in startup, PMI e progetti immobiliari attraverso piattaforme digitali regolamentate. In cambio si ottiene un ritorno d’investimento sotto forma di partecipazione azionaria, interessi o rendimenti sul debito.
Crowdinvesting, cos’è?
Il crowdinvesting è la sottocategoria del crowdfunding in cui la raccolta di capitale prevede una remunerazione finanziaria per l’investitore.
A differenza del reward-based crowdfunding, in chi contribuisce riceve un prodotto o un riconoscimento simbolico, nel crowdinvesting si parla a tutti gli effetti di strumenti finanziari: quote di capitale di rischio, prestiti con tasso di interesse, minibond. Il modello si è affermato in Italia negli ultimi 15 anni, è cresciuto rapidamente fino al 2022 e oggi in una fase di consolidamento.
Sul fronte dei numeri, il mercato italiano mostra segnali di cui tenere conto. Secondo il decimo Report dell’Osservatorio Crowdinvesting della School of Management del Politecnico di Milano, tra luglio 2024 e giugno 2025 la raccolta complessiva si è attestata a 260,65 milioni di euro, con un calo del 14% rispetto all’anno precedente, che si aggiunge alla flessione del 5,3% già registrata nel periodo precedente. Il valore cumulato da quando esiste il crowdinvesting in Italia supera comunque il miliardo e mezzo di euro. Nonostante le recenti difficoltà, il crowdinvesting continua a rappresentare una realtà consolidata. Il crowdinvesting ricade sotto la regolamentazione europea ECSP.
Sul fronte delle piattaforme, tuttavia, si registra un segnale positivo: a giugno 2025 risultavano autorizzate 42 piattaforme in Italia, dato che colloca il Paese al secondo posto in Europa dopo la Francia. CrowdFundMe figura tra i primi tre operatori per raccolta cumulata storica nel comparto equity, con 119,68 milioni di euro raccolti dall’avvio dell’attività, e negli ultimi 12 mesi la sua crescita la porta al secondo posto tra le piattaforme più attive.
Principali caratteristiche del crowdinvesting
Il crowdinvesting si distingue per l’accessibilità: chiunque può partecipare a opportunità di investimento un tempo riservate a fondi e investitori istituzionali, con ticket minimi spesso a partire da poche centinaia di euro.
Le caratteristiche fondamentali del modello sono:
- piattaforme regolamentate: ogni operatore deve essere autorizzato ai sensi del Regolamento europeo ECSP (European Crowdfunding Service Providers), che garantisce trasparenza e tutele per gli investitori retail
- diversificazione accessibile: è possibile distribuire il capitale su più progetti e settori, riducendo il rischio complessivo del portafoglio anche con piccole somme
- rendimenti potenzialmente elevati: nel primo semestre 2025, il rendimento medio annuale atteso è salito al 14,45% per le offerte equity e al 10,42% per quelle lending
- trasparenza informativa: le piattaforme sono obbligate a pubblicare i documenti d’offerta (KID), i bilanci delle società e tutte le informazioni rilevanti per la decisione di investimento
- rischio di perdita del capitale: come ogni investimento in capitale di rischio o debito non garantito, esiste la possibilità concreta di perdere parte o tutto il capitale investito.
Tipologie di investimenti crowd
Le tre macro-categorie del crowdinvesting sono l’equity crowdfunding, il lending crowdfunding e il debt crowdfunding (minibond). Sono modelli diversi per struttura, rendimento atteso e profilo di rischio.
Equity crowdfunding
L’investitore acquista quote del capitale sociale di una startup o PMI, diventando socio a tutti gli effetti. Il rendimento non è predefinito: dipende dalla crescita dell’azienda e da eventuali exit. Negli ultimi 12 mesi, sempre secondo il decimo Report dell’Osservatorio Crowdinvesting, le campagne equity hanno raccolto 110,95 milioni di euro, valore sostanzialmente stabile rispetto al periodo precedente, con un tasso di successo tendenziale dell’88%.
Lending crowdfunding
L’investitore eroga un prestito all’impresa o al promotore immobiliare, ricevendo in cambio un tasso di interesse fisso e il rimborso del capitale a scadenza. Il tasso medio annuo del lending è salito nel primo semestre 2025 al 10,07%, rispetto al 9,82% di giugno 2024, con scadenza nominale media intorno ai 15 mesi.
Debt crowdfunding (minibond)
Le imprese emettono titoli di debito, i minibond, collocati tramite piattaforme presso investitori qualificati e, in parte, retail. Negli ultimi 12 mesi sono state concluse 9 campagne su 2 portali, con una raccolta pari a 7,65 milioni di euro, in calo del 73% rispetto al periodo precedente: si tratta ancora di un comparto piccolo e poco sviluppato.
Come si svolge il crowdinvesting?
Il processo si articola in fasi che vanno dalla pubblicazione dell’offerta sulla piattaforma alla chiusura della campagna, fino al trasferimento delle quote o all’erogazione del prestito.
Ecco le fasi principali:
- selezione del progetto: la piattaforma analizza e seleziona le opportunità da pubblicare, effettuando una due diligence preliminare su società e documenti
- pubblicazione dell’offerta: viene reso disponibile il documento informativo (KID o prospetto), con tutti i dettagli economici, finanziari e sui rischi dell’investimento
- raccolta: gli investitori — persone fisiche o giuridiche, retail o professionali — aderiscono all’offerta versando l’importo desiderato, spesso con un ticket minimo ridotto
- chiusura e target: se la campagna raggiunge il target minimo di raccolta entro la scadenza, l’operazione si perfeziona. In caso contrario, i fondi vengono restituiti
- post-investimento: per l’equity si diventa soci; per il lending inizia il piano di rimborso; per i minibond si acquisisce il titolo di debito con cedola periodica.
Vantaggi dell’investimento crowd
Il crowdinvesting offre vantaggi concreti: accesso a opportunità di investimento alternative, diversificazione del portafoglio, rendimenti potenzialmente superiori ai prodotti bancari tradizionali e partecipazione diretta all’economia reale.
I principali vantaggi per l’investitore:
- accessibilità: ticket di ingresso bassi, spesso tra 500 e 5.000 euro per gli investitori retail, abbassano la soglia d’accesso a classi di asset prima riservate ai grandi capitali.
- rendimenti potenzialmente elevati: sia l’equity sia il lending possono offrire ritorni superiori ai prodotti del risparmio gestito tradizionale, a fronte di un rischio più elevato.
- diversificazione: la possibilità di investire piccole somme in molti progetti riduce l’esposizione al rischio su singolo emittente.
- trasparenza: le piattaforme autorizzate ECSP sono soggette a obblighi informativi stringenti, garantendo visibilità sui fondamentali delle aziende finanziate.
- impatto sull’economia reale: si finanziano direttamente startup innovative, PMI e progetti immobiliari, con un effetto tangibile sul territorio
- benefici fiscali: per chi investe in startup e PMI innovative, la normativa italiana prevede detrazioni fiscali sull’importo investito (attualmente fino al 50% per alcune categorie).
Investire in crowdinvesting in Italia, quali nicchie?
Il crowdinvesting italiano si concentra su tre grandi aree: startup e PMI innovative, real estate e progetti a impatto ambientale (energia e green economy).
Startup e PMI innovative
L’equity crowdfunding nasce per finanziare startup innovative e PMI ad alto potenziale. In Italia, la concentrazione geografica delle campagne rimane elevata in Lombardia, seguita da Lazio e Piemonte. Le campagne non immobiliari hanno sofferto maggiormente nell’ultimo anno — con un calo del 19% — ma continuano a rappresentare il core dell’offerta equity sulle piattaforme generaliste.
Real estate crowdfunding
Il settore immobiliare è diventato il motore del mercato italiano. Il real estate crowdfunding ha raccolto 181,76 milioni di euro nell’ultimo anno, mantenendo un ruolo di traino per l’intera industria grazie alla rapidità della raccolta e alla semplicità delle operazioni rispetto ai canali tradizionali. I progetti immobiliari in equity hanno segnato una crescita del 32%, anche se il lending immobiliare ha subito una contrazione del 18%.
Energia e green economy
Il crowdinvesting energetico, fotovoltaico, efficienza energetica, comunità energetiche rinnovabili, è un segmento in crescita, trainato dagli incentivi normativi europei e dalla domanda crescente di investimenti ESG. Piattaforme specializzate come Ener2Crowd operano esclusivamente in questo spazio, offrendo rendimenti medi competitivi con un chiaro impatto ambientale misurabile.
L’investimento di progetti di crowdfunding può comportare il rischio di perdita del capitale investito. Per ogni informazione, consulta la sezione Termini e Condizioni sul nostro sito.