Quali sono gli investimenti che rendono il 10% annuo?

Raggiungere un rendimento del 10% è possibile, ma richiede una conoscenza approfondita delle opportunità di investimento e delle strategie da adottare. Gli investitori devono essere disposti a correre rischi e a gestirli in modo oculato attraverso la diversificazione, l’allocazione strategica del portafoglio e la revisione periodica delle proprie posizioni. Con una pianificazione accurata e una disciplina rigorosa, è possibile raggiungere questo ambizioso obiettivo di rendimento

 

Investimenti che rendono il 10% annuo, di cosa si tratta?

Un rendimento del 10% annuo non è mai un obiettivo a rischio zero: con il tasso sui depositi della BCE al 2,50% e il BTP decennale intorno al 4,10%, ottenere il doppio o il triplo di quel rendimento richiede di assumersi un rischio proporzionalmente più alto. In questo articolo si analizzano quali strumenti hanno storicamente offerto rendimenti vicini al 10%, quale premio al rischio comportano nello scenario di tassi dell’autunno 2026.

Vengono inoltre forniti  alcuni esempi reali — dai titoli di Stato emergenti al crowdfunding immobiliare — utili a capire cosa si nasconde dietro numeri di questo tipo. Le informazioni riportate hanno scopo informativo e non costituiscono consulenza finanziaria personalizzata.
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Quanto vale oggi un rendimento del 10%? Il confronto con il tasso privo di rischio

Un rendimento del 10% annuo va sempre confrontato con il tasso privo di rischio del momento, perché è quella differenza — il premio al rischio — a indicare quanto rischio si sta effettivamente assumendo.

Nello scenario dell’autunno 2026, i due riferimenti principali per un investitore italiano sono:

  • il tasso sui depositi della Banca Centrale Europea, salito al 2,50% dal 16 settembre 2026 dopo il rialzo di 25 punti base deciso il 10 settembre
  • il rendimento del BTP decennale, intorno al 4,10% a fine agosto 2026, con uno spread BTP-Bund vicino agli 80-82 punti base.

Rispetto al BTP, un rendimento del 10% comporta quindi un premio al rischio di circa 5,9 punti percentuali; rispetto al tasso BCE, il premio sale a circa 7,5 punti.

Un divario di questa ampiezza si osserva storicamente su strumenti come il debito corporate ad alto rendimento, il debito sovrano di paesi emergenti o usciti da poco da una crisi di credito, il crowdfunding immobiliare, oppure sull’azionario growth più volatile.

 

Strumento Rendimento indicativo Premio rispetto al BTP 10 anni
Tasso deposito BCE 2,50% -1,6 p.p.
BTP a 10 anni 4,10% benchmark
Obbligazioni corporate investment grade indicativamente 4,5–5,5% +0,5 / +1,5 p.p.
Obbligazioni corporate high yield indicativamente 7–9% +3 / +5 p.p.
Crowdfunding immobiliare (lending) 10,01% lordo medio +5,9 p.p.
Crowdfunding immobiliare (equity) 13,22% lordo medio +9,1 p.p.
Titoli di Stato emergenti/distressed molto variabile, anche oltre il 10% +6 p.p. e oltre

 

Quale rischio comporta realmente un rendimento del 10%?

Un rendimento del 10% comporta un rischio diverso a seconda dello strumento scelto, ma il principio resta lo stesso: più il rendimento si allontana dal tasso privo di rischio, più entra in gioco almeno uno tra rischio di credito, di liquidità, di mercato, valutario o di piattaforma.

Fascia di rendimento Rischio principale Esempio reale
2–4% rischio sovrano/tasso, minimo BTP a 10 anni, conti deposito
4–7% rischio di credito moderato obbligazioni corporate investment grade
7–10% rischio di credito elevato, illiquidità obbligazioni high yield, lending crowdfunding immobiliare
10–13% rischio di credito e di piattaforma equity crowdfunding immobiliare, azioni growth ad alta volatilità
Oltre il 10% nominale sul debito sovrano rischio di default/ristrutturazione, rischio valutario Zambia pre-ristrutturazione, Argentina negli anni di crisi

 

Gestione del rischio per chi punta al 10%

Puntare a un rendimento del 10% richiede una gestione attenta del rischio, non solo la scelta dello strumento giusto.

  • diversificazione: distribuire gli investimenti tra più asset per ridurre l’esposizione a un singolo rischio
  • allocazione di portafoglio: bilanciare investimenti ad alto rischio e strumenti più sicuri in base al proprio orizzonte temporale
  • controllo periodico: rivedere regolarmente il portafoglio per verificare che resti allineato agli obiettivi di rendimento e rischio
  • utilizzo di strumenti di copertura: opzioni, future o altre tecniche per limitare le perdite potenziali sulla componente più rischiosa del portafoglio.

 

Azioni di crescita

Cos’è un’azione di crescita?

Le azioni di crescita appartengono a società che si prevede cresceranno a un tasso superiore rispetto alla media del mercato. Queste aziende reinvestono i loro profitti per accelerare la crescita, anziché distribuirli come dividendi.

Esempi di azioni di crescita:

  • tecnologia: le aziende tech sono spesso classificate come azioni di crescita
  • settore sanitario: biotecnologie e aziende farmaceutiche innovative possono avere ampi margini di sviluppo.

Strategie di investimento:

  • analisi fondamentale: Valutare la solidità finanziaria dell’azienda, la qualità del management, e le prospettive di crescita.
  • diversificazione: Non investire tutto in un solo settore o titolo, ma diversificare tra diversi settori e regioni geografiche.

 

Azioni di crescita: il 10% possibile, ma con volatilità

Le azioni di crescita appartengono a società che si prevede cresceranno a un tasso superiore alla media di mercato, reinvestendo i profitti invece di distribuirli come dividendi.

Nello scenario di tassi dell’autunno 2026, con BCE e Fed entrambe in fase di rialzo anziché di taglio, le valutazioni dei titoli growth sono sotto pressione più che in passato: raggiungere un rendimento a doppia cifra su questo tipo di azioni richiede quindi di accettare oscillazioni di prezzo più ampie nel breve periodo.

Tra i settori tipicamente classificati come growth restano tecnologia, biotecnologie e farmaceutica innovativa. Le due strategie più comuni sono:

  • analisi fondamentale: valutare la solidità finanziaria dell’azienda, la qualità del management e le prospettive di crescita
  • diversificazione: non investire tutto in un solo settore o titolo, ma distribuire il capitale tra più settori e aree geografiche.

 

Titoli di Stato per il 10%: il caso dei mercati emergenti

I titoli di Stato che offrono un rendimento del 10% sono quasi sempre il segnale di un rischio sovrano elevato, non un’anomalia di mercato.

  • Argentina: nel 2026 le principali agenzie di rating hanno migliorato il giudizio sul debito argentino — Fitch e S&P a ‘B-’, Moody’s da ‘Caa1’ a ‘B3’ con outlook positivo — e il rischio paese (EMBI) è sceso a circa 450 punti base a giugno 2026, il livello più basso dal 2018. Di conseguenza, secondo le agenzie di rating, i rendimenti richiesti sui nuovi bond argentini si sono ridotti rispetto agli anni di massima crisi, quando i tassi a doppia cifra erano la norma
  • Zambia: offre ancora oggi tra i rendimenti più alti in assoluto sul debito in valuta locale, con il decennale intorno al 16-17% a inizio 2026, ma gran parte di questo rendimento riflette il rischio di cambio e l’inflazione locale, non un premio “puro”. Sugli eurobond in dollari, la ristrutturazione del debito, completata per circa il 94% nel secondo trimestre 2026, ha fatto risalire le quotazioni, riducendo il rendimento implicito per i nuovi investitori
  • Ghana: esempio opposto — uscito dal default nel 2024, ha rimpiazzato i vecchi bond con nuove emissioni a cedole del 5-6% o dell’1,5% a seconda dell’opzione scelta dai creditori: un rendimento ben lontano dal 10%, a conferma che i tassi a doppia cifra sul debito sovrano tendono a comparire durante le fasi di crisi, non dopo.

Detto in breve, i rendimenti a doppia cifra sui titoli di Stato tendono a essere transitori: quando il rischio percepito scende, per effetto di un upgrade di rating o di una ristrutturazione, scende anche il rendimento richiesto dal mercato.

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ETF e fondi comuni: diversificare senza rinunciare al rendimento

I fondi comuni di investimento e gli ETF permettono di acquisire un portafoglio diversificato di azioni, obbligazioni o altri strumenti attraverso un singolo investimento, ed è attraverso la scelta del fondo che si decide indirettamente il livello di rischio assunto.

  • fondi di crescita e ETF settoriali, concentrati su comparti come tecnologia, sanità o energie rinnovabili, per chi cerca un potenziale di rendimento più alto
  • ETF obbligazionari high yield o su debito emergente, che offrono un rendimento cedolare più vicino al 10% a fronte di un rischio di credito diversificato ma non azzerato
  • investimento passivo su ETF a basso costo che replicano indici di mercato, per chi preferisce un profilo di rischio più contenuto.

 

Investire nell’immobiliare

Investire in immobili

Gli investimenti immobiliari possono offrire rendimenti del 10% o superiori attraverso l’apprezzamento del valore delle proprietà e i redditi da locazione.

Tipi di investimenti immobiliari

  • residenziale: acquisto di case o appartamenti da affittare
  • commerciale: acquisto di uffici, negozi o spazi industriali da affittare a imprese
  • REIT (Real Estate Investment Trusts): Investire in società che possiedono e gestiscono immobili produttivi di reddito.

Strategie di investimento

  • acquisto e affitto: Acquistare proprietà in aree in crescita e affittarle
  • flipping immobiliare: Acquistare proprietà a basso costo, ristrutturarle e venderle a un prezzo più alto
  • investimento in REIT: Permette di investire nel settore immobiliare senza dover gestire direttamente le proprietà.

Peer-to-Peer Lending e Crowdfunding

Queste piattaforme di peer-to-peer lending e crowdfunding permettono di prestare denaro a individui o società o investire in progetti specifici, ottenendo in cambio interessi o una quota dei profitti.

Tipi di piattaforme

  • Peer-to-peer lending: piattaforme come LendingClub o Prosper.
  • Crowdfunding immobiliare: piattaforme come Trusters (gruppo CrowdFundMe).

Strategie di investimento

  • diversificazione: prestare piccole somme a molti richiedenti o investire in diversi progetti per ridurre il rischio.
  • selezione accurata: valutare attentamente i progetti o i richiedenti prima di investire.

 

Come funziona il Lending Crowdfunding Immobiliare?

Il lending crowdfunding immobiliare consiste nel prestare denaro a sviluppatori o proprietari immobiliari tramite piattaforme online. Questi prestiti vengono utilizzati per finanziare progetti immobiliari, come costruzione, ristrutturazione o acquisto di proprietà. In cambio, gli investitori ricevono interessi periodici sul loro capitale, oltre al rimborso del capitale stesso alla scadenza del prestito.

  • piattaforme di Crowdfunding: piattaforme online come Trusters permettono agli investitori di visualizzare e scegliere tra vari progetti immobiliari
  • selezione dei Progetti: gli investitori selezionano i progetti in base al rendimento atteso, alla durata del prestito, alla qualità del progetto e al livello di rischio
  • investimento: gli investitori versano denaro nella piattaforma, che a sua volta lo trasferisce agli sviluppatori o proprietari immobiliari
  • rendimenti: gli investitori ricevono, al termine dei progetti, il rimborso del capitale più gli interessi maturati.

 

Opportunità nel Lending Crowdfunding Immobiliare

Diversificazione degli Investimenti

Il lending crowdfunding immobiliare permette agli investitori di diversificare il proprio portafoglio investendo in vari progetti immobiliari, riducendo così il rischio complessivo.

Accesso semplice ai progetti 

Attraverso le piattaforme di crowdfunding, gli investitori possono accedere a progetti immobiliari che altrimenti sarebbero fuori dalla loro portata a causa delle elevate soglie di investimento richieste.

Rendimenti interessanti

Con rendimenti che possono raggiungere o superare il 10%, il lending crowdfunding immobiliare rappresenta un’opportunità di guadagno interessante rispetto ad altri investimenti più tradizionali.

Valutazione dei Rischi:

Rischio di Default

Se il progetto immobiliare non riesce a generare i rendimenti previsti o va incontro a difficoltà finanziarie, c’è il rischio che il prestatore non riesca a rimborsare il capitale e gli interessi.

Rischio di Mercato Immobiliare

Il valore delle proprietà immobiliari può fluttuare in base a condizioni di mercato, influenzando la capacità del progetto di generare rendimenti.

Rischio di liquidità

Gli investimenti nel lending crowdfunding immobiliare sono generalmente illiquidi, il che significa che gli investitori potrebbero non essere in grado di vendere facilmente la loro partecipazione prima della scadenza del prestito.

Rischio Piattaforma

La stabilità e la reputazione negli ultimi anni della piattaforma di crowdfunding sono cruciali. Una piattaforma mal gestita può fallire, mettendo a rischio gli investimenti.

Il lending crowdfunding immobiliare è una forma di investimento relativamente nuova che consente agli investitori di finanziare progetti immobiliari attraverso piattaforme online, ottenendo rendimenti potenzialmente elevati. Questo tipo di investimento può offrire rendimenti del 10% o superiori, attirando così molti investitori in cerca di opportunità di guadagno interessanti. In questa sezione, esamineremo come funziona il lending crowdfunding immobiliare, le opportunità disponibili, i rischi associati e le strategie per massimizzare i rendimenti.

 

Crowdfunding immobiliare: come si arriva (davvero) al 10%

Il crowdfunding immobiliare è oggi uno degli strumenti che più si avvicina, in modo strutturale, a un rendimento del 10%: secondo il 9° Report Crowdinvesting del Politecnico di Milano, il lending immobiliare offre un rendimento medio di mercato del 10,01% lordo annuo, mentre l’equity immobiliare sale al 13,22% lordo.

Questi numeri comportano però rischi specifici, diversi da quelli di un titolo di Stato:

  • rischio di credito: se il progetto immobiliare non genera i flussi previsti, il rimborso di capitale e interessi può saltare in tutto o in parte
  • rischio di liquidità: il capitale resta vincolato fino alla scadenza del progetto, senza un mercato secondario efficiente per uscire in anticipo
  • rischio di piattaforma: la solidità e la reputazione dell’intermediario incidono sulla qualità della selezione dei progetti e sulla gestione di eventuali contenziosi.

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Titoli di Stato con Rendimenti del 10%

I titoli di stato che offrono rendimenti del 10% sono una rarità nei mercati finanziari attuali, specialmente nei paesi sviluppati dove i tassi di interesse sono storicamente bassi. Tuttavia, tali rendimenti possono essere trovati in alcuni contesti specifici, solitamente in paesi emergenti o in situazioni di elevato rischio economico e politico. In questa sezione, esamineremo più a fondo le caratteristiche, i rischi e le opportunità dei titoli di stato che offrono rendimenti elevati.

Cos’è un Titolo di Stato?

I titoli di stato sono strumenti di debito emessi da un governo per finanziare le proprie spese e obbligazioni. Quando un investitore acquista un titolo di stato, presta denaro al governo in cambio di un interesse periodico (cedola) e del rimborso del capitale alla scadenza.

Condizioni per rendimenti elevati

I rendimenti del 10% sui titoli di stato non sono comuni e sono generalmente indicativi di condizioni economiche particolari e di maggiori rischi. Le situazioni tipiche includono:

  • elevata inflazione: I governi possono offrire tassi di interesse più alti per compensare l’erosione del potere d’acquisto causata dall’inflazione
  • rischio sovrano: Paesi con rischi politici ed economici elevati potrebbero dover offrire rendimenti più alti per attrarre investitori
  • rischio di default: Paesi con una storia di instabilità economica o politica possono offrire rendimenti elevati per compensare il rischio di insolvenza.

Esempi:

Argentina

L’Argentina ha una storia di alta inflazione e default sul debito, il che ha portato i suoi titoli di stato a offrire rendimenti elevati per attrarre investitori.

Venezuela

Anche il Venezuela ha emesso titoli di stato con rendimenti molto alti a causa della crisi economica e politica che ha portato a un rischio di default significativo.

Paesi Africani

Alcuni paesi africani, come lo Zambia e il Ghana, hanno emesso titoli di stato con rendimenti elevati a causa delle loro instabilità economiche e dei rischi percepiti dagli investitori.

Valutazione dei Rischi: Investire in titoli di stato con rendimenti del 10% comporta rischi significativi che devono essere attentamente valutati.

Rischio di Insolvenza

Il rischio che il governo emittente non sia in grado di rimborsare il capitale e/o gli interessi. Questo rischio è particolarmente alto nei paesi con debiti elevati e instabilità economica.

Rischio di Inflazione

L’inflazione può erodere il valore reale dei pagamenti degli interessi e del capitale. Nei paesi con alta inflazione, il rendimento reale può essere significativamente inferiore al rendimento nominale.

Rischio Valutario

Per gli investitori internazionali, il rischio valutario è significativo. Le fluttuazioni del tasso di cambio possono influire negativamente sui rendimenti degli investimenti in titoli di stato denominati in valute locali.

Rischio Politico

I cambiamenti politici possono influire sulla stabilità economica di un paese e sulla capacità del governo di onorare i propri debiti.

 

Strategie di investimento nei Titoli di Stato 

Per gestire i rischi associati agli investimenti in titoli di stato con rendimenti del 10%, gli investitori possono adottare diverse strategie:

Diversificazione Geografica

Investire in titoli di stato di diversi paesi per ridurre l’esposizione al rischio di default di un singolo paese.

Analisi Fondamentale

Valutare attentamente le condizioni economiche, fiscali e politiche del paese emittente. Comprendere il bilancio del governo, la stabilità politica e le prospettive economiche a lungo termine.

Utilizzo di Fondi Comuni di Investimento o ETF

Investire attraverso fondi comuni o ETF specializzati in debito emergente, che offrono una diversificazione automatica e una gestione professionale del rischio.

Monitoraggio Continuo

Rivedere regolarmente l’andamento dei titoli di stato e le condizioni economiche del paese emittente per essere pronti a reagire a eventuali cambiamenti significativi.

Case Study: Argentina

  • Contesto Economico

L’Argentina ha affrontato numerose crisi economiche, caratterizzate da alta inflazione, svalutazione della moneta e default sul debito. Questi fattori hanno costretto il governo argentino a offrire rendimenti molto elevati sui suoi titoli di stato per attrarre capitali.

  • Rendimento e Rischio

Gli investitori che acquistano titoli di stato argentini possono ottenere rendimenti elevati, ma devono essere pronti ad affrontare un’alta volatilità e il rischio di perdite significative in caso di default.

  • Strategia di Investimento

Una strategia di successo può includere:

  • monitoraggio delle politiche economiche: seguire da vicino le politiche economiche del governo argentino e le misure adottate per stabilizzare l’economia
  • diversificazione: Non concentrare l’investimento unicamente sui titoli argentini, ma diversificare tra altri paesi emergenti con prospettive migliori.

 

Domande frequenti

Un rendimento del 10% annuo è garantito?

No: nessuno strumento che offre un rendimento del 10% lo fa senza un rischio corrispondente, che si tratti di rischio di credito, di mercato, di liquidità o di cambio. Un rendimento atteso del 10% descrive una possibilità, non una garanzia.

Qual è oggi il tasso privo di rischio in Italia?

Il riferimento più vicino a un tasso privo di rischio per un investitore italiano è il BTP a 10 anni, intorno al 4,10% a fine agosto 2026; il tasso sui depositi BCE, al 2,50%, rappresenta invece il costo del denaro a brevissimo termine nell’area euro.

Investire in titoli di Stato di paesi come Argentina o Zambia è rischioso?

Sì, in misura significativa: comporta rischio di default, rischio valutario e rischio politico. Il rendimento elevato è il compenso richiesto dal mercato per questi rischi, e tende a ridursi quando il rischio percepito diminuisce, come mostrano gli upgrade di rating dell’Argentina nel 2026.

Il crowdfunding immobiliare che rende il 10% è sicuro?

Non è privo di rischi: il rendimento del 10% circa sul lending immobiliare riflette rischio di credito verso lo sviluppatore, illiquidità fino alla scadenza del progetto e rischio legato alla piattaforma scelta.

Quali investimenti offrono il miglior compromesso tra rendimento e rischio nell’autunno 2026?

Non esiste una risposta unica: dipende dall’orizzonte temporale e dalla tolleranza al rischio dell’investitore. In generale, diversificare tra più fasce di rischio — dal BTP alle obbligazioni corporate, fino a una quota contenuta di strumenti più rischiosi come crowdfunding immobiliare o azioni growth — resta la strategia più utilizzata per bilanciare rendimento atteso e rischio effettivo.

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