Contributi a fondo perduto: cosa sono e come ottenerli nell’ottobre 2026

I contributi a fondo perduto sono incentivi pubblici che non richiedono restituzione del capitale né pagamento di interessi. Nel 2026 rappresentano uno degli strumenti di finanza agevolata più utilizzati da startup, PMI e imprenditori. Combinati con strumenti di capitale privato come l’equity crowdfunding, permettono di costruire un funding mix solido riducendo il fabbisogno finanziario iniziale.

 

Cosa sono i contributi a fondo perduto?

I contributi a fondo perduto sono finanziamenti erogati da enti pubblici — UE, Stato, Regioni — che il beneficiario non è tenuto a restituire. Non prevedono né restituzione del capitale né pagamento di interessi. Possono essere erogati come percentuale sull’investimento totale (generalmente dal 40% al 90%) o come importo fisso.

Spesso sono combinati con un finanziamento agevolato a tasso zero, creando un mix di sostegno particolarmente favorevole per nuove imprese e PMI innovative.

Contributo a fondo perduto, finanziamento agevolato e prestito bancario: le differenze nella tabella.

Fondo perduto Finanziamento agevolato Prestito bancario
Restituzione No Sì (solo capitale) Sì (capitale + interessi)
Interessi No Tasso ridotto o zero Tasso di mercato
Garanzie richieste No Spesso no

 

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Tipologie di contributo a fondo perduto

Esistono quattro tipologie principali, che si differenziano per la finalità e il tipo di spesa coperta.

Tipologia Descrizione
Conto capitale La forma più comune. Erogazione diretta in percentuale sull’investimento totale ammissibile.
Conto impianti Concesso specificamente per l’acquisto di beni ammortizzabili: macchinari, impianti, attrezzature. Subordinato alla rendicontazione delle spese.
Conto esercizio Copre costi operativi e di personale. Non finanzia l’acquisto di beni pluriennali.
Conto interessi Abbatte o azzera gli interessi su un finanziamento collegato. Spesso aggiuntivo rispetto a un prestito agevolato.

 

Chi può accedere: destinatari e requisiti

I requisiti variano da bando a bando, ma alcune condizioni sono trasversali a quasi tutte le misure attive nel 2026:

  • iscrizione al Registro delle Imprese e regolarità contributiva (DURC in regola)
  • assenza di procedure concorsuali o stato di liquidazione
  • rispetto del regime de minimis: limite massimo di aiuti pubblici ricevuti nei tre anni precedenti (attualmente 300.000 €)
  • sede legale oppure operativa nel territorio di riferimento del bando

Molti programmi prevedono condizioni più favorevoli per profili specifici:

  • nuove imprese: spesso richiesta costituzione da non più di 12–24 mesi e presentazione di un business plan dettagliato con analisi di mercato e previsioni economico-finanziarie a tre-cinque anni
  • imprese già avviate: devono dimostrare la finalità di crescita o innovazione dell’investimento proposto, con bilanci degli ultimi esercizi e documentazione contabile aggiornata
  • startup innovative e PMI innovative: accesso a misure dedicate con quote a fondo perduto maggiorate, spesso senza obbligo di garanzie reali
  • giovani under 35 e donne: percentuali di copertura più elevate nella maggior parte delle misure nazionali, con bandi dedicati a livello sia nazionale sia regionale
  • lavoratori autonomi e liberi professionisti: accesso a misure specifiche, in particolare nel Mezzogiorno — ad esempio voucher da 40.000–50.000 € per l’acquisto di beni e servizi strumentali all’attività.

Un requisito spesso sottovalutato riguarda la cumulabilità con altri aiuti già ricevuti: chi ha beneficiato di contributi pubblici negli ultimi tre anni deve verificare lo spazio de minimis residuo prima di presentare nuove domande.

 

Bando a sportello o a graduatoria: cosa cambia

Prima di presentare domanda è fondamentale capire come viene assegnato il contributo, perché cambia radicalmente la strategia di candidatura:

  • Bando a sportello: le risorse vengono assegnate in ordine cronologico di arrivo delle domande, fino a esaurimento dei fondi. La tempestività è decisiva: chi presenta la domanda in ritardo rischia di non ricevere nulla, anche se il progetto è valido. Esempio: Nuova Sabatini e Smart&Start Italia
  • Bando con graduatoria: le domande vengono valutate e classificate in base a criteri di merito — qualità del progetto, impatto occupazionale, sostenibilità. La data di presentazione conta meno della solidità del dossier. Vengono finanziati i progetti con punteggio più alto, fino a esaurimento delle risorse.

 

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Principali contributi a fondo perduto nel 2026

 

Smart&Start Italia

Gestita da Invitalia, è la misura di riferimento per le startup innovative. Finanzia progetti tra 100.000 e 1,5 milioni di euro con copertura fino all’80% delle spese ammissibili, tramite un mix di finanziamento a tasso zero e quota a fondo perduto. Per le startup del Mezzogiorno con soci prevalentemente under 36 o donne, la quota a fondo perduto sale al 30%.

Misura a sportello, senza garanzie, con valutazione in circa 60 giorni. Il progetto deve prevedere almeno il 15% delle spese in ricerca e sviluppo. Le startup più giovani possono beneficiare di servizi di tutoraggio tecnico-gestionale del valore di 15.000 € (al Sud) o 7.500 € (resto d’Italia).

Se la startup riceve successivamente investimenti da privati, può richiedere la conversione di una parte del finanziamento in contributo a fondo perduto. Dal 3 novembre 2025 le domande si presentano esclusivamente sulla nuova piattaforma digitale Invitalia, che consente invio, monitoraggio e aggiornamento delle pratiche online. Una quota specifica di 10 milioni di euro è riservata alle startup innovative a prevalenza femminile.

 

Resto al Sud 2.0

Operativo dal 15 ottobre 2025 con una dotazione di 445,5 milioni di euro, Resto al Sud 2.0 è rivolto a persone tra i 18 e i 55 anni residenti nelle regioni del Mezzogiorno che intendono avviare un’impresa o un’attività professionale. Prevede due opzioni: un voucher fino a 50.000 € per microattività e un contributo a fondo perduto fino al 75% (copertura al 100% per il voucher) per programmi di investimento fino a 200.000 € (75% fino a 120.000 €, 70% sulla quota restante). Il contributo è interamente a fondo perduto, senza alcuna quota da restituire.

Ogni progetto approvato include 5.000 € in servizi di tutoraggio obbligatori. I settori ammissibili spaziano dalla manifattura al turismo, dall’artigianato ai servizi, con esclusione delle attività agricole e del commercio ambulante. La misura è agevolabile anche per i lavoratori autonomi e i liberi professionisti con partita IVA.

 

ON – Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero

La misura ON è Rivolta a nuove imprese e PMI a prevalenza giovanile o femminile. Combina finanziamento agevolato e contributo a fondo perduto pari a circa il 20% dell’investimento. Pensata per sostenere sia la fase di avvio sia i primi progetti di sviluppo. Per le domande presentate dal 1° luglio 2026 la misura è disponibile solo come finanziamento agevolato a tasso zero, fino al 90% delle spese, rimborsabile in 10 anni: le risorse destinate al contributo a fondo perduto si sono esaurite. Lo sportello resta comunque aperto, senza scadenza fissa.

 

Nuova Sabatini

Rifinanziata con 650 milioni di euro per il biennio 2026–2027 dalla Legge di Bilancio 2026, è una misura strutturale a sportello. Sostiene gli investimenti in macchinari, impianti e beni strumentali con un contributo in conto impianti erogato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Gli importi finanziabili vanno da 20.000 a 4 milioni di euro.

Sono ammissibili acquisti di macchinari, attrezzature, impianti, hardware, software e tecnologie digitali — anche in leasing. Il contributo è maggiorato per le PMI innovative impegnate in processi di digitalizzazione e transizione green. Il contributo in conto interessi è pari al 2,75% per investimenti ordinari e al 5,5% per beni 4.0 e green.

La domanda si presenta tramite banche e intermediari finanziari convenzionati. Cumulabile con quasi tutti gli altri strumenti attivi, inclusa la ZES Unica.

 

Transizione 5.0

Non è tecnicamente un fondo perduto, ma un credito d’imposta che può arrivare al 45% per le PMI che investono in beni 4.0 con risparmio energetico certificato. Dal 2026 è cumulabile con il credito ZES Unica, purché il beneficio totale non superi il 100% del costo dell’investimento.

 

Bando ISI INAIL

Agevolazione annuale a sportello gestita dall’INAIL. Contributo a fondo perduto fino al 65% delle spese ammissibili, con un massimo di 130.000 euro per impresa, per investimenti in sicurezza sul lavoro e tecnologie innovative. La compilazione della domanda per l’edizione 2025/2026 si è chiusa il 28 maggio 2026 e il click day si è svolto il 24 giugno 2026: restano da pubblicare le graduatorie regionali. La prossima edizione è attesa entro dicembre 2026, con apertura probabile in primavera 2027: nel frattempo conviene monitorare la pagina ufficiale INAIL.

 

Voucher Cloud & Cybersecurity 2026

Gestito dal MIMIT con una dotazione di 150 milioni di euro, il voucher copre il 50% delle spese per servizi di cloud computing e cybersecurity, fino a un massimo di 20.000 euro per impresa (piano di spesa minimo 4.000 euro). Possono accedere PMI e lavoratori autonomi con sede in Italia e connessione a banda larga di almeno 30 Mbps, acquistando esclusivamente da fornitori iscritti nell’elenco ministeriale.

La domanda si precompila dalle ore 12:00 del 20 ottobre 2026 e si invia dalle ore 12:00 del 10 novembre 2026 fino alle ore 12:00 del 20 gennaio 2027, salvo esaurimento anticipato delle risorse: l’assegnazione segue l’ordine cronologico di invio. Si rimanda alla pagina ufficiale MIMIT.

 

Autoimpiego Centro-Nord

Rivolto ai giovani tra i 18 e i 35 anni non compiuti in condizione di inoccupazione, inattività o disoccupazione (o beneficiari del programma GOL), Autoimpiego Centro-Nord copre le regioni del Centro-Nord con una dotazione di 219,6 milioni di euro. Prevede un contributo a fondo perduto fino al 65% più un voucher non rimborsabile e servizi di tutoraggio tecnico e gestionale.

È una misura a sportello, senza scadenza fissa, valutata in ordine cronologico fino a esaurimento risorse. Dopo l’esaurimento del fondo perduto su ON, resta una delle poche misure nazionali che assegna ancora un contributo non rimborsabile per l’avvio di una nuova attività al Centro-Nord.

 

SIMEST – Energia per la Competitività Internazionale

La linea SIMEST Transizione Digitale ed Ecologica sostiene investimenti in innovazione digitale, transizione ecologica e rafforzamento patrimoniale delle imprese esportatrici. Dal 25 maggio 2026 è attiva la misura “Energia per la Competitività Internazionale”, con un plafond dedicato di 800 milioni di euro per le imprese colpite da rincari energetici o cali di fatturato.

Le domande sono presentabili fino al 31 dicembre 2026. Le PMI rientranti nella misura energia possono ottenere un contributo a fondo perduto fino al 30%, entro un massimo di 200.000 euro, oltre al finanziamento agevolato.

 

Fondo per la Crescita Sostenibile (FCS)

Il Fondo per la Crescita Sostenibile è la cornice del MIMIT che finanzia ricerca, innovazione e nascita di nuove imprese. Con il riordino degli incentivi 2026 è stato riorganizzato in quattro sezioni: ricerca, sviluppo e innovazione; startup d’impresa; investimenti produttivi per la transizione verde e digitale; accesso al credito e al mercato dei capitali.

Il Fondo non eroga un’unica agevolazione diretta: opera attraverso bandi tematici, sportelli e procedure negoziali aperti all’interno di ciascuna sezione, ognuno con requisiti, importi e scadenze proprie da verificare di volta in volta.

 

Voucher 3I – Investire in Innovazione

Il Voucher 3I finanzia i servizi di consulenza per la brevettazione di startup innovative e microimprese, con una dotazione di 9 milioni di euro. Copre 1.000 euro per la verifica di brevettabilità, 3.000 euro per il deposito nazionale e 4.000 euro per il deposito internazionale (più IVA), con una sola domanda ammessa per impresa.

È una misura a sportello continuo, aperta dal 10 dicembre 2024 senza scadenza fissa: le domande sono valutate in ordine cronologico di arrivo fino a esaurimento dei fondi.

 

Investimenti Sostenibili 4.0

Il bando Investimenti Sostenibili 4.0 – edizione 2026, gestito da Invitalia per conto del MIMIT, sostiene la crescita sostenibile delle PMI con sede in Molise, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna, con una dotazione di 447,6 milioni di euro.

Il contributo copre fino al 75% delle spese ammissibili, tra contributo in conto impianti e finanziamento agevolato. Tra le novità dell’edizione 2026: nessun preventivo obbligatorio in fase di domanda e un nuovo requisito assicurativo contro le calamità naturali.

 

EIC Accelerator

Per le startup e PMI innovative con ambizioni internazionali, l’EIC Accelerator eroga fino a 2,5 milioni di euro a fondo perduto, abbinabili a investimenti in equity fino a 15 milioni, con un budget 2026 di 414 milioni di euro.

La short application si presenta in qualsiasi momento; le prossime scadenze per la full proposal sono il 2 settembre e il 4 novembre 2026.

 

Bandi PNRR e regionali

Nel 2026 prosegue l’attuazione dei fondi PNRR e dei programmi europei FESR e FSE+, in larga parte attraverso bandi regionali. Coprono ambiti come ricerca e sviluppo, digitalizzazione, sostenibilità ambientale e internazionalizzazione. Le percentuali di contributo variano, ma possono arrivare fino al 50–60% delle spese ammissibili.

Tra i settori più attivi nel 2026: turismo sostenibile, economia circolare, intelligenza artificiale applicata alla produzione e trasferimento tecnologico. Per l’efficienza energetica degli edifici è attivo il Conto Termico 3.0 (D.M. MASE agosto 2025): copre fino al 65% delle spese e versa il contributo direttamente sul conto corrente. Per trovare i bandi attivi per regione e settore: Contributi Europa e Contributi Regione.

 

Come presentare domanda per un contributo a fondo perduto?

Il primo passo è identificare il bando più adatto al proprio progetto, verificando obiettivi, beneficiari ammissibili e spese finanziabili. La documentazione va raccolta con anticipo, perché i sistemi telematici si sovraccaricano nelle ultime ore prima della scadenza.

Gli errori più frequenti che portano al rigetto sono: documentazione incompleta o non aggiornata, spese sostenute prima della presentazione della domanda, mancata verifica del de minimis residuo e scelta di un bando per cui l’impresa non possiede tutti i requisiti. Per bandi complessi, affidarsi a un consulente specializzato può fare la differenza: il costo della consulenza è spesso ammissibile tra le spese del progetto stesso.

 

Fase Descrizione
Scelta del bando Verificare obiettivi, beneficiari ammissibili e spese finanziabili. Controllare scadenza e modalità di valutazione (sportello o graduatoria).
Verifica requisiti Accertare forma giuridica, sede operativa, DURC in regola, spazio de minimis disponibile.
Documentazione Business plan, visura camerale, bilanci, preventivi delle spese, dichiarazioni de minimis. Le spese devono essere sostenute dopo la presentazione della domanda.
Rendicontazione Conservare fatture e prove di pagamento. Il contributo viene erogato al completamento del programma di spesa, spesso in tranche legate a stati di avanzamento.

 

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Contributi a fondo perduto e capitale privato: come combinarli?

I contributi pubblici non escludono il capitale di rischio privato: al contrario, la combinazione è la strategia più efficiente per ridurre il fabbisogno finanziario iniziale e rendere il progetto più solido agli occhi degli investitori.

Un esempio concreto: una startup innovativa che ottiene un finanziamento Smart&Start da 500.000 € (di cui 150.000 € a fondo perduto per localizzazione nel Sud) e raccoglie contemporaneamente 200.000 € tramite una campagna di equity crowdfunding su CrowdFundMe copre il fabbisogno iniziale con un esborso diretto minimo. Gli investitori della campagna beneficiano inoltre di detrazioni IRPEF fino al 50% dell’importo investito, rendendo l’operazione fiscalmente vantaggiosa su entrambi i lati — per la startup e per chi la finanzia.

Per chi investe in startup innovative tramite equity crowdfunding, si aggiunge l’esenzione da imposta capital gain sulle plusvalenze reinvestite in altre startup innovative entro tre anni. Questi incentivi si sommano — e non si escludono — rispetto ai contributi a fondo perduto eventualmente ottenuti dalla startup.

Nel 2026 i contributi a fondo perduto esprimono il massimo valore quando sono integrati in un funding mix: agevolazioni pubbliche, garanzie, equity crowdfunding e capitale di rischio privato. È in questa logica che strumenti pubblici e privati lavorano insieme per sostenere una crescita più solida e sostenibile.

 

Domande frequenti sui contributi a fondo perduto

I contributi a fondo perduto sono cumulabili con altre agevolazioni?

Dipende dai bandi. Dal 2026 ZES Unica è cumulabile con Transizione 5.0, purché il beneficio totale non superi il 100% del costo. La Nuova Sabatini è compatibile con quasi tutti gli altri strumenti. È sempre necessario verificare i limiti di cumulo nel testo del singolo bando.

I contributi a fondo perduto sono tassabili?

In linea generale sì: i contributi a fondo perduto sono considerati sopravvenienze attive e concorrono alla formazione del reddito d’impresa. Fanno eccezione alcune misure specifiche — è sempre opportuno verificare con un consulente fiscale.

Cosa succede se la domanda viene respinta?

Il rigetto non comporta costi né penalizzazioni automatiche per l’accesso ad altri bandi. Se la causa è la mancanza di requisiti, è possibile ripresentare domanda su misure diverse o correggere il progetto per bandi futuri.

Quanto tempo serve per ricevere il contributo?

I tempi variano. Smart&Start Italia valuta le domande in circa 60 giorni. Per bandi a sportello come la Nuova Sabatini i tempi sono più rapidi. L’erogazione effettiva avviene per stati di avanzamento, dopo la rendicontazione delle spese sostenute.

Cosa succede se non rispetto gli impegni del bando?

Se il beneficiario non utilizza le somme per le finalità dichiarate o non mantiene gli obblighi previsti (es. livelli occupazionali, durata dell’investimento), l’ente erogatore può richiedere la restituzione totale o parziale del contributo, con possibili sanzioni.

 

L’investimento di progetti di crowdfunding può comportare il rischio di perdita del capitale investito. Per ogni informazione, consulta la sezione Termini e Condizioni sul nostro sito.

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