I contributi a fondo perduto rappresentano una delle forme di finanza agevolata più vantaggiose per imprese e lavoratori autonomi. Questi finanziamenti, erogati da enti pubblici senza obbligo di restituzione, sono fondamentali per avviare nuove attività imprenditoriali o sostenere lo sviluppo di quelle già esistenti.
Cosa sono i contributi a fondo perduto?
I contributi a fondo perduto sono finanziamenti erogati da enti pubblici che non richiedono la restituzione da parte del beneficiario.
Possono essere erogati sotto forma di percentuale sull’investimento totale (generalmente dal 40% al 90%) o come importo fisso. Spesso sono combinati con finanziamento agevolato a tasso zero, creando un mix di sostegno particolarmente favorevole per le imprese.
La natura di questi strumenti li rende particolarmente attrattivi per nuove attività imprenditoriali, come start-up o PMI innovative. Questo perché riducono significativamente il fabbisogno finanziario iniziale e permettono di destinare le risorse proprie ad altri aspetti strategici del business.
Caratteristiche principali dei contributi a fondo perduto
Ci sono alcune specifiche ricorrenti che caratterizzano i contributi a fondo perduto.
| Voce | Descrizione |
|---|---|
| Nessun rimborso | Il beneficiario non deve restituire né capitale né interessi. |
| Scopo | La misura sostiene obiettivi specifici, come avvio d’impresa, innovazione, digitalizzazione, internazionalizzazione o sostenibilità. |
| Costi coperti | Ammissibili spese per beni strumentali, consulenze, formazione, fiere o brevetti, a seconda del bando. |
| Modalità di erogazione | Il contributo può essere erogato in tranche o dopo rendicontazione; il beneficiario presenta la domanda, realizza il progetto e dimostra le spese sostenute. |
Per quali obiettivi chiedere finanziamenti a fondo perduto 2025?
Nel 2025 i contributi a fondo perduto sono richiesti soprattutto per:
- avviare nuove imprese
- sostenere innovazione tecnologica
- digitalizzare processi produttivi
- partecipare a fiere internazionali
- registrare marchi e brevetti
- rafforzare l’espansione sui mercati esteri.
Normativa italiana 2025: le leggi che regolano i contributi
Il quadro normativo italiano per i contributi a fondo perduto nel 2025 è composto da diverse fonti legislative. La Legge di Bilancio 2025, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 31 dicembre 2024, introduce proroghe e modifiche significative alle agevolazioni e ai contributi a fondo perduto, ridefinendo il supporto agli investimenti industriali.
Le principali normative che disciplinano i finanziamenti a fondo sono:
- Decreto Legge 34/2019 (Decreto Crescita), che ha introdotto numerose misure per le imprese
- Decreto Legge 73/2021, che ha rafforzato gli strumenti di sostegno post-pandemia. A livello europeo, il regime de minimis stabilisce i parametri per l’erogazione degli aiuti di stato.
Le normative 2025 hanno introdotto semplificazioni procedurali e ampliato le categorie di beneficiari, con particolare attenzione alle imprese innovative, alle startup e alle attività guidate da giovani e donne. È fondamentale che ogni richiedente verifichi la compatibilità del proprio progetto con il quadro normativo vigente prima di presentare domanda.
Chi può accedere ai contributi: destinatari e requisiti
I contributi a fondo perduto sono destinati principalmente a due categorie:
- imprese
- professionisti che svolgono lavoro autonomo.
Le imprese beneficiarie possono essere sia di nuova costituzione che già avviate, purché rispettino i requisiti dimensionali e settoriali previsti dai singoli bandi.
Per le nuove attività imprenditoriali, i requisiti tipici sono:
- costituzione dell’impresa da non più di 12, 24 mesi
- presentazione di un business plan dettagliato
- dimostrazione della sostenibilità economica del progetto.
Le imprese già avviate devono invece dimostrare la finalità di crescita o innovazione dell’investimento proposto.
I lavoratori autonomi possono accedere a specifiche misure, particolarmente quelle rivolte ai professionisti che intendono avviare nuove attività o ampliare quelle esistenti. La misura “Investire al SUD” riconosce, ad esempio, voucher da 40.000 o 50.000 euro per l’acquisto di beni e servizi, e rappresenta un’opportunità significativa per questa categoria professionale.
Particolare attenzione è riservata a giovani imprenditori (generalmente sotto i 35 anni) e donne, per i quali esistono bandi dedicati con condizioni più favorevoli. Il bando è rivolto a giovani imprenditori, startup innovative, PMI innovative, spin-off universitari.
Classificazione dei bandi a fondo perduto
Si possono dare due classificazioni per i bandi a fondo perduto: i settori di attività e i tipi di beneficiari.
| Categoria | Elementi |
|---|---|
| Per settori di attività | • industria, artigianato, commercio e servizi • turismo e agricoltura • tecnologia, energia e sostenibilità ambientale • formazione e cultura |
| Per tipi di beneficiari | • start‑up e nuove imprese • micro, piccole e medie imprese (MPMI) • liberi professionisti e lavoratori autonomi • enti del terzo settore e cooperative sociali |
Utilizzo dei fondi: investimenti ammissibili
I fondi perduti possono essere utilizzati per diverse tipologie di investimenti, sempre nel rispetto delle finalità specifiche di ciascun bando. L’acquisto di beni strumentali rappresenta una delle destinazioni più comuni, e include macchinari, attrezzature, impianti e tecnologie necessarie per l’attività produttiva.
L’acquisto di macchinari innovativi è particolarmente incentivato, soprattutto quando finalizzato alla digitalizzazione e all’industria 4.0.
Le spese ammissibili includono tipicamente anche:
- costi per ristrutturazione e adeguamento di immobili strumentali
- acquisizione di software e licenze
- spese per brevetti e know-how
- costi per consulenze specialistiche e formazione del personale.
Va comunque specificato come tutti gli investimenti devono essere coerenti con il business plan presentato e finalizzati al raggiungimento degli obiettivi dichiarati. Le spese devono essere documentate attraverso fatture, contratti e altri documenti probatori, e sono soggette a controlli ex-post da parte degli enti erogatori.
Come presentare domanda: procedure e documentazione
Per ottenere il finanziamento, il primo passo è identificare il bando più adatto al proprio progetto imprenditoriale. Ogni misura ha scadenze specifiche, spesso con procedura “a sportello” (primo arrivato, primo servito) o con graduatorie basate su punteggi.
La documentazione richiesta include sempre:
- business plan dettagliato, che deve illustrare il progetto imprenditoriale
- analisi di mercato
- previsioni economico-finanziarie
- sostenibilità dell’investimento.
È necessario inoltre presentare il modulo di domanda compilato, la documentazione anagrafica dell’impresa, i preventivi delle spese da sostenere e le dichiarazioni sulla situazione de minimis.
Le agevolazioni possono coprire fino al 90% delle spese e consistono in un mix di contributo a fondo perduto e di finanziamento a tasso zero da rimborsare in 10 anni, come nel caso del programma “Nuove Imprese a Tasso Zero” di Invitalia.
La presentazione della domanda avviene di solito online attraverso le piattaforme dedicate degli enti erogatori. È fondamentale rispettare scrupolosamente le scadenze e i requisiti formali, poiché domande incomplete o presentate fuori termine vengono automaticamente escluse. Molti bandi prevedono anche la possibilità di presentare domanda tramite intermediari autorizzati, come commercialisti o consulenti specializzati.
Il contributo viene erogato al completamento del programma di spesa, spesso in diverse tranche legate al raggiungimento di specifici obiettivi. È importante pianificare accuratamente i tempi di investimento e mantenere un costante dialogo con l’ente erogatore per garantire il rispetto di tutti gli obblighi previsti.
La tabella sintetizza i passaggi.
| Fase | Descrizione |
|---|---|
| Scelta del bando | Individuare l’avviso pubblico adatto al proprio progetto, verificando obiettivi, beneficiari e spese ammissibili. |
| Controllo dei requisiti | Assicurarsi di possedere forma giuridica, sede operativa e caratteristiche previste dal bando. |
| Presentazione della domanda | Compilare il form online, allegare business plan e preventivi, rispettando scadenze e documentazione richiesta. |
| Rendicontazione | Conservare fatture e prove di pagamento, presentarle entro i termini per ottenere l’erogazione del contributo. |
Contributi a fondo perduto previsti in Italia per il 2026
Di seguito, una rassegna dei principali contributi a fondo perduto previsti in Italia nel 2026. I siti istituzionali da consultare, per trovare i possibili contributi cui avere diritto, sono:
Focus su PMI e startup
Nel 2026 i contributi a fondo perduto continuano a svolgere un ruolo centrale nel sostegno alla crescita di PMI e startup, soprattutto in un contesto in cui l’accesso al credito resta selettivo e la solidità finanziaria è sempre più determinante. Le misure disponibili non vanno lette come opportunità isolate, ma come strumenti complementari all’interno di una strategia più ampia che combina agevolazioni pubbliche, capitale di rischio e raccolta online.
Molti incentivi attivi nel 2026 derivano da programmi strutturali già esistenti, rifinanziati o rimodulati attraverso la Legge di Bilancio, il PNRR e i fondi europei. L’elemento comune è l’obiettivo di ridurre il fabbisogno finanziario iniziale delle imprese e favorire investimenti in innovazione, sostenibilità e sviluppo.
Nuova Sabatini (componente contributiva)
La Nuova Sabatini è tradizionalmente associata al contributo sugli interessi, ma nel tempo ha assunto una configurazione parzialmente assimilabile a un fondo perduto, soprattutto nelle versioni dedicate alla transizione green e digitale. È rivolta alle PMI che investono in macchinari, impianti, tecnologie digitali e beni strumentali, riducendo il costo effettivo dell’investimento e migliorando il ritorno economico nel medio periodo.
Smart&Start Italia
Smart&Start Italia resta una delle misure più rilevanti per le startup innovative. Il programma prevede finanziamenti agevolati accompagnati da una quota a fondo perduto, che può arrivare fino al 30% delle spese ammissibili in presenza di specifici requisiti, come la localizzazione nel Mezzogiorno o una compagine societaria giovanile o femminile. È particolarmente indicato per progetti ad alto contenuto tecnologico e scalabile.
ON – Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero
ON – Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero è rivolto a nuove imprese e PMI a prevalenza giovanile o femminile. Anche in questo caso l’agevolazione combina finanziamento agevolato e contributo a fondo perduto, generalmente pari a circa il 20% dell’investimento. La misura è pensata per sostenere sia la fase di avvio sia i primi progetti di sviluppo.
Transizione 5.0 e contributi per sostenibilità e innovazione
Nel solco dei precedenti piani industriali, Transizione 5.0 affianca ai crediti d’imposta contributi diretti non rimborsabili, legati a progetti di efficientamento energetico, digitalizzazione avanzata e riduzione dei consumi. Per molte PMI, queste misure rappresentano un’opportunità concreta per finanziare investimenti strategici senza appesantire la struttura finanziaria.
Bandi PNRR e fondi europei per il 2026
Nel 2026 prosegue l’attuazione dei fondi del PNRR e dei programmi europei (FESR, FSE+), in larga parte attraverso bandi regionali. I contributi a fondo perduto coprono ambiti come
- ricerca e sviluppo
- digitalizzazione
- sostenibilità ambientale
- internazionalizzazione
Le percentuali di contributo variano, ma possono arrivare fino al 50–60% delle spese ammissibili.
Fondi per startup e PMI innovative
Infine, strumenti promossi da Invitalia e CDP Venture Capital prevedono grant diretti o quote a fondo perduto in combinazione con equity pubblico, soprattutto per progetti deep tech, ricerca applicata e trasferimento tecnologico.
Nel 2026 i contributi a fondo perduto esprimono il massimo valore quando sono integrati in un funding mix, insieme a capitale di rischio, garanzie pubbliche ed equity crowdfunding. È in questa logica che strumenti pubblici e privati possono lavorare insieme per sostenere una crescita più solida e sostenibile.