Contributi a fondo perduto: cosa sono e come ottenerli nel 2026

I contributi a fondo perduto rappresentano una delle forme di finanza agevolata più vantaggiose per imprese e lavoratori autonomi. Questi finanziamenti, erogati da enti pubblici senza obbligo di restituzione, sono fondamentali per avviare nuove attività imprenditoriali o sostenere lo sviluppo di quelle già esistenti.

 

Cosa sono i contributi a fondo perduto?

I contributi a fondo perduto sono finanziamenti erogati da enti pubblici che non richiedono la restituzione da parte del beneficiario.

Possono essere erogati sotto forma di percentuale sull’investimento totale (generalmente dal 40% al 90%) o come importo fisso. Spesso sono combinati con finanziamento agevolato a tasso zero, creando un mix di sostegno particolarmente favorevole per le imprese.

La natura di questi strumenti li rende particolarmente attrattivi per nuove attività imprenditoriali, come start-up o PMI innovative. Questo perché riducono significativamente il fabbisogno finanziario iniziale e permettono di destinare le risorse proprie ad altri aspetti strategici del business.

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Caratteristiche principali dei contributi a fondo perduto

Ci sono alcune specifiche ricorrenti che caratterizzano i contributi a fondo perduto.

Voce Descrizione
Nessun rimborso Il beneficiario non deve restituire né capitale né interessi.
Scopo La misura sostiene obiettivi specifici, come avvio d’impresa, innovazione, digitalizzazione, internazionalizzazione o sostenibilità.
Costi coperti Ammissibili spese per beni strumentali, consulenze, formazione, fiere o brevetti, a seconda del bando.
Modalità di erogazione Il contributo può essere erogato in tranche o dopo rendicontazione; il beneficiario presenta la domanda, realizza il progetto e dimostra le spese sostenute.

 

Per quali obiettivi chiedere finanziamenti a fondo perduto 2025?

Nel 2025 i contributi a fondo perduto sono richiesti soprattutto per:

  • avviare nuove imprese
  • sostenere innovazione tecnologica
  • digitalizzare processi produttivi
  • partecipare a fiere internazionali
  • registrare marchi e brevetti
  • rafforzare l’espansione sui mercati esteri.

 

Normativa italiana 2025: le leggi che regolano i contributi

Il quadro normativo italiano per i contributi a fondo perduto nel 2025 è composto da diverse fonti legislative. La Legge di Bilancio 2025, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 31 dicembre 2024, introduce proroghe e modifiche significative alle agevolazioni e ai contributi a fondo perduto, ridefinendo il supporto agli investimenti industriali.

Le principali normative che disciplinano i finanziamenti a fondo sono:

  • Decreto Legge 34/2019 (Decreto Crescita), che ha introdotto numerose misure per le imprese
  • Decreto Legge 73/2021, che ha rafforzato gli strumenti di sostegno post-pandemia. A livello europeo, il regime de minimis stabilisce i parametri per l’erogazione degli aiuti di stato.

Le normative 2025 hanno introdotto semplificazioni procedurali e ampliato le categorie di beneficiari, con particolare attenzione alle imprese innovative, alle startup e alle attività guidate da giovani e donne. È fondamentale che ogni richiedente verifichi la compatibilità del proprio progetto con il quadro normativo vigente prima di presentare domanda.

 

Chi può accedere ai contributi: destinatari e requisiti

I contributi a fondo perduto sono destinati principalmente a due categorie:

  • imprese
  • professionisti che svolgono lavoro autonomo.

Le imprese beneficiarie possono essere sia di nuova costituzione che già avviate, purché rispettino i requisiti dimensionali e settoriali previsti dai singoli bandi.

Per le nuove attività imprenditoriali, i requisiti tipici sono:

  • costituzione dell’impresa da non più di 12, 24 mesi
  • presentazione di un business plan dettagliato
  • dimostrazione della sostenibilità economica del progetto.

Le imprese già avviate devono invece dimostrare la finalità di crescita o innovazione dell’investimento proposto.

I lavoratori autonomi possono accedere a specifiche misure, particolarmente quelle rivolte ai professionisti che intendono avviare nuove attività o ampliare quelle esistenti. La misura “Investire al SUD” riconosce, ad esempio, voucher da 40.000 o 50.000 euro per l’acquisto di beni e servizi, e rappresenta un’opportunità significativa per questa categoria professionale.

Particolare attenzione è riservata a giovani imprenditori (generalmente sotto i 35 anni) e donne, per i quali esistono bandi dedicati con condizioni più favorevoli. Il bando è rivolto a giovani imprenditori, startup innovative, PMI innovative, spin-off universitari.

 

Classificazione dei bandi a fondo perduto

Si possono dare due classificazioni per i bandi a fondo perduto: i settori di attività e i tipi di beneficiari.

Categoria Elementi
Per settori di attività • industria, artigianato, commercio e servizi
• turismo e agricoltura
• tecnologia, energia e sostenibilità ambientale
• formazione e cultura
Per tipi di beneficiari • start‑up e nuove imprese
• micro, piccole e medie imprese (MPMI)
• liberi professionisti e lavoratori autonomi
• enti del terzo settore e cooperative sociali

 

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Utilizzo dei fondi: investimenti ammissibili

I fondi perduti possono essere utilizzati per diverse tipologie di investimenti, sempre nel rispetto delle finalità specifiche di ciascun bando. L’acquisto di beni strumentali rappresenta una delle destinazioni più comuni, e include macchinari, attrezzature, impianti e tecnologie necessarie per l’attività produttiva.

L’acquisto di macchinari innovativi è particolarmente incentivato, soprattutto quando finalizzato alla digitalizzazione e all’industria 4.0.

Le spese ammissibili includono tipicamente anche:

  • costi per ristrutturazione e adeguamento di immobili strumentali
  • acquisizione di software e licenze
  • spese per brevetti e know-how
  • costi per consulenze specialistiche e formazione del personale.

Va comunque specificato come tutti gli investimenti devono essere coerenti con il business plan presentato e finalizzati al raggiungimento degli obiettivi dichiarati. Le spese devono essere documentate attraverso fatture, contratti e altri documenti probatori, e sono soggette a controlli ex-post da parte degli enti erogatori.

 

Come presentare domanda: procedure e documentazione

Per ottenere il finanziamento, il primo passo è identificare il bando più adatto al proprio progetto imprenditoriale. Ogni misura ha scadenze specifiche, spesso con procedura “a sportello” (primo arrivato, primo servito) o con graduatorie basate su punteggi.

La documentazione richiesta include sempre:

  • business plan dettagliato, che deve illustrare il progetto imprenditoriale
  • analisi di mercato
  • previsioni economico-finanziarie
  • sostenibilità dell’investimento.

È necessario inoltre presentare il modulo di domanda compilato, la documentazione anagrafica dell’impresa, i preventivi delle spese da sostenere e le dichiarazioni sulla situazione de minimis.

Le agevolazioni possono coprire fino al 90% delle spese e consistono in un mix di contributo a fondo perduto e di finanziamento a tasso zero da rimborsare in 10 anni, come nel caso del programma “Nuove Imprese a Tasso Zero” di Invitalia.

La presentazione della domanda avviene di solito online attraverso le piattaforme dedicate degli enti erogatori. È fondamentale rispettare scrupolosamente le scadenze e i requisiti formali, poiché domande incomplete o presentate fuori termine vengono automaticamente escluse. Molti bandi prevedono anche la possibilità di presentare domanda tramite intermediari autorizzati, come commercialisti o consulenti specializzati.

Il contributo viene erogato al completamento del programma di spesa, spesso in diverse tranche legate al raggiungimento di specifici obiettivi. È importante pianificare accuratamente i tempi di investimento e mantenere un costante dialogo con l’ente erogatore per garantire il rispetto di tutti gli obblighi previsti.

La tabella sintetizza i passaggi.

Fase Descrizione
Scelta del bando Individuare l’avviso pubblico adatto al proprio progetto, verificando obiettivi, beneficiari e spese ammissibili.
Controllo dei requisiti Assicurarsi di possedere forma giuridica, sede operativa e caratteristiche previste dal bando.
Presentazione della domanda Compilare il form online, allegare business plan e preventivi, rispettando scadenze e documentazione richiesta.
Rendicontazione Conservare fatture e prove di pagamento, presentarle entro i termini per ottenere l’erogazione del contributo.

 

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Contributi a fondo perduto previsti in Italia per il 2026

Di seguito, una rassegna dei principali contributi a fondo perduto previsti in Italia nel 2026. I siti istituzionali da consultare, per trovare i possibili contributi cui avere diritto, sono:

 

 

Focus su PMI e startup

Nel 2026 i contributi a fondo perduto continuano a svolgere un ruolo centrale nel sostegno alla crescita di PMI e startup, soprattutto in un contesto in cui l’accesso al credito resta selettivo e la solidità finanziaria è sempre più determinante. Le misure disponibili non vanno lette come opportunità isolate, ma come strumenti complementari all’interno di una strategia più ampia che combina agevolazioni pubbliche, capitale di rischio e raccolta online.

Molti incentivi attivi nel 2026 derivano da programmi strutturali già esistenti, rifinanziati o rimodulati attraverso la Legge di Bilancio, il PNRR e i fondi europei. L’elemento comune è l’obiettivo di ridurre il fabbisogno finanziario iniziale delle imprese e favorire investimenti in innovazione, sostenibilità e sviluppo.

 

Nuova Sabatini (componente contributiva)

La Nuova Sabatini è tradizionalmente associata al contributo sugli interessi, ma nel tempo ha assunto una configurazione parzialmente assimilabile a un fondo perduto, soprattutto nelle versioni dedicate alla transizione green e digitale. È rivolta alle PMI che investono in macchinari, impianti, tecnologie digitali e beni strumentali, riducendo il costo effettivo dell’investimento e migliorando il ritorno economico nel medio periodo.

 

Smart&Start Italia

Smart&Start Italia resta una delle misure più rilevanti per le startup innovative. Il programma prevede finanziamenti agevolati accompagnati da una quota a fondo perduto, che può arrivare fino al 30% delle spese ammissibili in presenza di specifici requisiti, come la localizzazione nel Mezzogiorno o una compagine societaria giovanile o femminile. È particolarmente indicato per progetti ad alto contenuto tecnologico e scalabile.

 

ON – Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero

ON – Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero è rivolto a nuove imprese e PMI a prevalenza giovanile o femminile. Anche in questo caso l’agevolazione combina finanziamento agevolato e contributo a fondo perduto, generalmente pari a circa il 20% dell’investimento. La misura è pensata per sostenere sia la fase di avvio sia i primi progetti di sviluppo.

 

Transizione 5.0 e contributi per sostenibilità e innovazione

Nel solco dei precedenti piani industriali, Transizione 5.0 affianca ai crediti d’imposta contributi diretti non rimborsabili, legati a progetti di efficientamento energetico, digitalizzazione avanzata e riduzione dei consumi. Per molte PMI, queste misure rappresentano un’opportunità concreta per finanziare investimenti strategici senza appesantire la struttura finanziaria.

 

Bandi PNRR e fondi europei per il 2026

Nel 2026 prosegue l’attuazione dei fondi del PNRR e dei programmi europei (FESR, FSE+), in larga parte attraverso bandi regionali. I contributi a fondo perduto coprono ambiti come

  • ricerca e sviluppo
  • digitalizzazione
  • sostenibilità ambientale
  • internazionalizzazione

Le percentuali di contributo variano, ma possono arrivare fino al 50–60% delle spese ammissibili.

 

Fondi per startup e PMI innovative

Infine, strumenti promossi da Invitalia e CDP Venture Capital prevedono grant diretti o quote a fondo perduto in combinazione con equity pubblico, soprattutto per progetti deep tech, ricerca applicata e trasferimento tecnologico.

 

Nel 2026 i contributi a fondo perduto esprimono il massimo valore quando sono integrati in un funding mix, insieme a capitale di rischio, garanzie pubbliche ed equity crowdfunding. È in questa logica che strumenti pubblici e privati possono lavorare insieme per sostenere una crescita più solida e sostenibile.

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