Come guadagnare soldi extra

Un guadagno extra mensile è una possibilità concreta alla portata di tutti. In questa guida saranno passati in rassegna i principali secondi lavori da intraprendere.

 

Guadagnare soldi extra

Avere un guadagno extra attraverso un side business, ovvero un secondo lavoro, quindi lavorare da casa anche non a tempo pieno, e magari dedicare una o due ore del proprio tempo in modo costante, ogni giorno, è una possibilità reale, attualmente alla portata di chiunque. Né è da escludere l’eventualità che questo secondo lavoro può essere un trampolino di lancio per una nuova professionalità cui dedicarsi a tempo pieno.

Iniziare a guadagnare online, per raggiungere somme che in prima battuta non possono comunque sostituire uno stipendio propriamente detto, pur con un potenziale margine di crescita nel corso del tempo, è possibile, ma richiede la conoscenza e lo studio delle possibilità che il web offre agli utenti.

Esistono infatti diversi sistemi di guadagno che possono essere intrapresi, e ognuno di questi sistemi di guadagno è un vero e proprio lavoro online per guadagnare magari qualche soldo extra e, allo stesso tempo, tentare una strada professionale che potrebbe essere non solo nuova ma anche remunerativa. Senza farsi illusioni e dedicandosi quotidianamente, con ricerca, metodo e costanza, al side business che si è deciso di intraprendere.
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Le principali possibilità di guadagno extra online

Questa guida, che non pretende di essere esaustiva ma vuole essere una panoramica sulle possibilità di guadagno extra online, sono passate in rassegna le seguenti attività:

  • l’affiliate marketing
  • l’aprire un negozio online
  • la possibilità di dedicarsi al dropshipping
  • il costruire siti web
  • lo sviluppare skill per i social media
  • lo sviluppo di app
  • la creazione e vendita di corsi online
  • il blogging
  • l’attività di Print on Demand
  • l’apertura di un canale YouTube
  • il dedicarsi agli investimenti come l’equity crowdfunding.

Va anticipato come queste possibilità di guadagno online possono essere poste in relazione tra loro, non agiscono in compartimenti stagni. Piuttosto accade il contrario: si può avere sviluppato le competenze di un web developer e, allo stesso tempo, vendere questa skill per costruire siti web, per proporre corsi online e per aprire un canale YouTube con pillole di formazione.

 

Dedicarsi all’affiliate marketing

Una prima possibilità di guadagno extra online è data dall’affiliate marketing, o marketing di affiliazione. Si tratta di una possibilità di business relativamente semplice e lineare, e si compone di pochi passaggi:

  • si sceglie una nicchia sulla quale puntare, una nicchia che si considera profittevole
  • si aderisce al programma di affiliazione del venditore che propone in vendita il prodotto o il servizio
  • si utilizzano spazi digitali propri, o anche spazi forniti dal venditore digitale, per iniziare a vendere il prodotto o il servizio.

Ogni volta in cui sarà effettuato un acquisto da parte dell’utente, chi ha aderito al programma di affiliazione avrà diritto ad una percentuale variabile del guadagno. Amazon, per fare un esempio più che macroscopico, ha sviluppato ormai da tempo un proprio programma di affiliazione, che permette guadagni con percentuali sull’acquisto non proprio alte, ma che possono beneficiare comunque dei grandi numeri di vendita del più grande mercato digitale.

Il venditore è in grado di sapere esattamente quanta merce o quanti servizi sono stati venduti grazie a dei link tracciati. Amazon non è certamente l’unico top player a offrire programmi di affiliazione, si possono ricordare anche eBay e iTunes. Le nicchie profittevoli sono comunque diverse, e tra queste si indicano la salute, il fitness, la bellezza, gli hobby; ma anche le banche online e le assicurazioni.

 

Aprire un negozio online

L’apertura di un negozio online, che può avvenire anche in un contesto di affiliazione, è una seconda possibilità di remunerazione per chi vuole guadagnare qualche soldo extra. Non richiede affatto grandi investimenti iniziali e ha bisogno di alcuni passaggi formali da espletare:

  • una forma giuridica adeguata, l’apertura della partita IVA e la scelta del codice ATECO più appropriato
  • l’iscrizione alla Camera di Commercio, l’indicazione al proprio Comune di inizio attività, attraverso la SCIA, un indirizzo di posta elettronica certificata, PEC
  • essere a norma con alcuni obblighi informativi quali GDPR, Privacy Policy e Codice del Consumo.

Questi passaggi burocratici sono essenziali, se si vuole aprire una attività di commercio su piattaforma digitale. Ci sono quindi ulteriori scelte da compiere, di natura strategica, prima aprire agli effetti il proprio negozio online commissionando un sito ottimizzato per e-commerce, perché di questo si sta parlando, o utilizzando risorse che player come Shopify forniscono a chi aderisce al loro programma.

Una volta che si ha un sito per e-commerce, ecco che bisogna operare scelte strategiche, che interessano:

  • la scelta della nicchia cui dedicarsi, usando anche strumenti di indagine, sulle ricerche degli utenti e dei possibili clienti, quali Google Trends
  • la stesura di un business plan, per avere un tracciato sicuro da seguire
  • la stesura di una strategia di marketing e la sua implementazione.

 

Dedicarsi al drop shipping

Guadagni extra da casa possono essere una realtà anche grazie al drop shipping, che letteralmente può essere tradotto con l’espressione: scarico della vendita. Questa modalità di vendita online può essere considerata come una versione light, semplificata della vendita che si svolge in un negozio fisico.

Se, ad esempio, si decide di aprire una attività di vendita fisica e, in una certa misura, se si vuole anche vendere online ci sono alcuni passaggi ineludibili. Passaggi quali:

  • possedere un magazzino
  • avere un software gestionale per le merci
  • occuparsi dell’imballaggio, della spedizione e della vendita.

Se si vuole aprire una attività di vendita in modalità drop shipping nessuna di queste incombenze dovrà essere svolta dal venditore. La vendita infatti si svolgerà in questi termini:

  • un utente acquista il prodotto dal negozio digitale
  • il venditore si rivolge al dropshipper, ovvero il fornitore del prodotto, che si occuperà di imballaggio e spedizione
  • l’utente, ormai diventato cliente, riceve quanto spedito dal dropshipper.

In parole povere si abbattono totalmente i costi del magazzino, dell’anticipo di capitale per l’acquisto della merce da vendere, e le spedizioni sono di competenza del dropshipper. Il venditore, in buona sostanza, si occupa di sponsorizzare la merce del dropshipper.

 

Imparare a costruire siti web

Secondo i dati del sito Live Stats, che monitora quasi in tempo reale le attività che accadono nel web, attualmente sono presenti nella rete poco meno di due miliardi di siti e sono pubblicati almeno 5 milioni di post, o articoli, al giorno.

Questi numeri indicano l’assoluta importanza che i siti web tuttora rivestono nella comunicazione e nella vendita, nonostante l’apparente predominanza dei social network. E cosa è necessario sapere, e fare, per costruire un sito web? La cui destinazione d’uso può evidentemente essere molteplice: e-commerce, come appena visto, drop shipping, blogging o copywriting oppure, ancora, un sito che ospiti i servizi del cliente che lo han commissionato.

La premessa è che non è strettamente necessario conoscere linguaggi di programmazione, come ad esempio l’HTML, il PHP, il JavaScript. Serve piuttosto:

  • scegliere un software per gestire il sito e i suoi contenuti, dunque un CMS, Content Management System
  • acquistare un piano di web hosting, ovvero il servizio che permette di avere il sito online, in uno spazio dedicato
  • scegliere e installare un tema, così da personalizzare il sito in base alle esigenze del cliente
  • implementare sistemi di tracciamento delle attività dell’utente, per permettere al cliente di studiare nel dettaglio le performance del sito.

A complemento della costruzione di un sito web si trova una skill che sarà indicata a breve: il blogging, o più precisamente il copywriting.

 

Sviluppare skill per i social media

I social network sono l’altra metà del web. C’è la triade appartenente a Meta: Facebook, Instagram e WhatsApp, inclusa la sua versione Business, c’è TikTok social cinese disponibile dal 2016 e luogo frequentato dall’utenza più giovane, la generazione Z. Ci sono inoltre Telegram e LinkedIn.

Ognuno di questi social ha il suo linguaggio, la sua utenza e specifici obiettivi. LinkedIn è dedicato al mondo del lavoro, Instagram è l’ambiente di elezione per influencer e grandi aziende. WhatsApp e Telegram permettono un contatto più diretto, business to consumer. Ognuno di questi social ha comunque bisogno di figure professionali.

Lavorare nel mondo dei social significa avere competenze che permettono di essere:

  • social media manager, figura che si occupa di pensare, organizzare e assegnare i vari task di uno specifico social, per raggiungere gli obiettivi aziendali
  • community manager, responsabile della gestione del rapporto con la community social. Ruolo fondamentale affinché ci sia un sano rapporto tra brand, utenti e clienti
  • graphic designer, le cui competenze sono di estrema versatilità, perché possono essere declinate in ogni social, non esclusi i siti web
  • copywriter oppure content creator che lavorano per creare contenuti testuali o visual, indispensabili perché ci sia una comunicazione efficace
  • influencer, figura in grado di radunare potenziali clienti, e la loro attenzione, grazie all’autorevolezza della nicchia in cui lavora
  • analista, responsabile della lettura dei dati, capace di fornire risultati tangibili, e indicazioni, sulle strategie di comunicazione intraprese dai social media manager.

 

Imparare a sviluppare applicazioni

La richiesta di sviluppatori di app è in continua crescita, e per molte ragioni. Un’applicazione, che sia Android o sviluppata per iPhone, presenta notevoli vantaggi:

  • aiuta a espandere la brand awareness, la conoscenza del marchio
  • permette di pensare e implementare specifiche funzionalità e interazioni per e con gli utenti
  • migliora la qualità delle interazioni
  • permette di arrivare alla vendita spesso in modo più rapido rispetto ad un sito di e-commerce.

Tra i diversi linguaggi che è necessario conoscere, per sviluppare applicazioni, si ricordano Java e XML, usati tanto per il pc che per Android. I linguaggi C# e Visual Basic, sempre per ambiente Windows. Oppure il linguaggio Swift, per sviluppare app in ambiente iOS, dunque per Apple.

Negli ultimi anni, inoltre, sono stati pensati e sviluppati software che permettono di realizzare app senza la necessità di conoscere alcun linguaggio di programmazione. Questi software prendono il nome di app builder o generatore di app. Sono applicazioni che lavorano per passaggi progressivi:

  • si parte dallo svilluppo del design e della homepage
  • si lavora per inserire il contenuto, testuale e visual, eventuali mappe, tutto condivisibile in caso via social
  • eventuali add-on, integrazioni che permettono di avere ulteriori possibilità, più raffinate, di interazione con l’utenza come nel caso di un servizio chat, o notifiche push per offerte ed eventi.
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Sviluppare e vendere corsi online

Ognuna delle skill indicate finora possono essere oggetto di formazione, e contribuire alla realizzazione di corsi online. Durante i lockdown la FAD, ovvero la formazione a distanza, ha visto una notevole crescita come, in termini più generali, l’intero comparto e-learning.

Proprio il mercato dell’e-learning, secondo dati che arrivano direttamente dalla Commissione Europea, è stimato valere oltre 500 milioni di euro solo in Italia. C’è capitale quindi che è e continuerà ad essere investito in questo settore.

I passaggi per lo sviluppo e la vendita di un corso online, con il quale iniziare a guadagnare una somma extra, sono presto detti:

  • scegliere un argomento da trattare. Argomenti che possono essere estremamente vari, dalla cucina vegana al workout casalingo, dalla notazione musicale al copywriting, dallo yoga al graphic design
  • targettizzare in modo quanto più raffinato i propri potenziali clienti, cercando di capire la loro età, i canali social che adottano, gli interessi, il luogo di residenza
  • sviluppare, o commissionare lo sviluppo di un sito web che permetta, anche grazie al blog, di creare una community di riferimento
  • creare eventi live gratuiti, per intercettare nuovi potenziali clienti.

Questi momenti convergono sulla piattaforma di e-learning scelta, così da caricare i video che compongono il corso, e rendere questa forma di guadagno, dopo il necessario tempo di rodaggio e ottimizzazione, una fonte di reddito passivo. Piattaforme quali Udemy o Coursera.

 

Creare un blog

Scrivere è tuttora una skill richiesta dal mercato, incluso il mercato digitale. Non per niente viviamo in piena infosfera, quindi in piena era della comunicazione. Guadagnare qualche soldo extra attraverso la scrittura significa nella pratica imparare a comunicare secondo i princìpi del copywriting, della persuasione.

Un blog, componente ineludibile di un sito web, è la sede naturale della scrittura digitale. Quali sono allora le possibilità di monetizzazione attraverso il blogging? Una volta che è stata scelta la nicchia di riferimento, che si consiglia più verticale e settoriale possibile, si hanno le seguenti due opzioni:

  • innanzitutto, dopo avere realizzato il blog all’interno del proprio sito, bisogna avere organizzato il traffico che raggiungerà le pagine. Traffico che prevede l’adozione dei social media, la sponsorizzazione sui social e sui motori di ricerca, un uso strategico dell’email marketing
  • in seconda battuta, servirà un piano editoriale con contenuti creati in anticipo e programmati nella loro pubblicazione.

Una volta che il blog sarà corredato di contenuti pubblicati in modo costante e con frequenza, si avranno diverse possibilità di monetizzazione:

  • è possibile guadagnare attraverso Google AdSense, il programma di sponsorizzazioni di Google
  • si può avere scelto di aderire ad un programma di affiliazione
  • è possibile dedicarsi alla vendita di infoprodotti, come ebook o audiolibri.

 

Aprire un canale YouTube

È possibile guadagnare con YouTube? La risposta è sì. L’importante è che non ci si faccia illusioni in merito. Come tutte le possibilità di guadagno extra finora viste, ci si ricordi che serve tempo, studio e costanza nella content creation. Qualità coniugata alla quantità.

È bene che sapere, in prima battuta, che per aderire al Programma Partner di YouTube serve un patrimonio di almeno 1000 iscritti al proprio canale, tenendo a mente che YouTube non paga in modo diretto, rispetto al numero delle visualizzazioni dei video pubblicati. Contano altri aspetti quali l’interazione della community, la specificità dell’argomento o della nicchia, la frequenza dei video pubblicati.

Le possibilità di monetizzazione del proprio canale YouTube sono:

  • l’adesione al Programma Partner di YouTube che, in combinazione con Google AdSense, permette al creator di guadagnare attraverso i banner pubblicitari
  • la vendita di prodotti, servizi o infoprodotti direttamente sul canale
  • utilizzare il crowdfunding, come sarà approfondito a breve, per finanziare il proprio progetto
  • lavorare come influencer, affiliato e più in generale come content creator per una azienda, o una agenzia di comunicazione.

 

Dedicarsi agli investimenti attraverso l’equity crowdfunding

L’equity crowdfunding, cui si faceva riferimento, è una nuova forma di investimento che non richiede grandi capitali. Non servono, per esemplificare, 50000 euro o 100000 euro di risparmi. Somme anche relativamente contenute, come 500 o 1000 euro, danno l’accesso a questa possibilità di investimento.

E più che guadagnare da casa, il crowdfunding può essere considerato una vera e propria possibilità di ingresso nell’innovazione finanziaria. Questa forma di “finanziamento della folla” permette a piccoli risparmiatori, o investitori, di partecipare a campagne di finanziamento create da startup innovative e da PMI ad alto tasso di innovazione.

Tutto quello che bisogna fare consiste nell’aprire un account su una piattaforma dedicata, com’è il caso di Crowdfundme, scegliere una campagna e investire una quota di capitale che, si ripete, non deve essere affatto cospicua.

Il crowdfunding, che si è diffusa come forma di finanziamento dal basso durante la stretta creditizia compresa tra il 2007 e il 2012, si dimostra come valida possibilità di investimento con rischi relativamente ridotti. Se la campagna non ha raggiungo l’obiettivo prefissato, il capitale che è stato versato viene restituito.

In questo modo è possibile entrare in settori quali la sharing economy, o la ristorazione, per indicare due comparti che beneficiano di questo tipo di finanziamento.
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