Come fare i soldi con il crowdfunding

Come si guadagna con il crowdfunding nel 2026: equity, lending e immobiliare, rendimenti medi, tassazione, rischi e primi passi per iniziare a investire.

 

Fare soldi con il crowdfunding, una sintesi

Fare soldi con il crowdfunding comporta investire, tramite piattaforme autorizzate dal Regolamento UE 2020/1503, in startup, PMI o progetti immobiliari, ottenendo plusvalenze, dividendi o interessi.

Generano un guadagno finanziario l’equity, il lending e il crowdfunding immobiliare, mentre reward e donation non producono rendimenti. Secondo il Politecnico di Milano, negli ultimi dodici mesi il lending ha offerto un interesse medio annuo del 10,58%; l’equity può moltiplicare il capitale oppure azzerarlo, per questo la diversificazione resta la prima regola.

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Cos’è il crowdfunding

Il crowdfunding è una forma di finanziamento collettivo in cui molti investitori, attraverso piattaforme online, sostengono startup, PMI e progetti in cambio di quote societarie, interessi o ricompense, a seconda del modello scelto.

Grazie al crowdfunding, anche i piccoli investitori possono sostenere realtà che altrimenti faticherebbero a raccogliere i fondi necessari al proprio sviluppo, come le startup italiane più innovative e le PMI ad alto tasso di innovazione.

Dal 10 novembre 2021 il crowdfunding di investimento è disciplinato nell’Unione europea dal Regolamento UE n. 2020/1503, pienamente operativo dalla fine del periodo transitorio, il 10 novembre 2023. In Italia le piattaforme, chiamate fornitori di servizi di crowdfunding, sono autorizzate e vigilate da Consob e Banca d’Italia: a fine giugno 2026 se ne contavano 37. Il regolamento disciplina due servizi:

  • l’intermediazione di prestiti (lending crowdfunding)
  • il collocamento di azioni, quote e obbligazioni (equity e debt crowdfunding).

 

Quanti tipi di crowdfunding esistono?

Esistono quattro tipologie principali di crowdfunding: equity, lending, reward e donation. Solo le prime due, insieme al crowdfunding immobiliare che ne adotta le formule, permettono di guadagnare in senso finanziario.

  • equity crowdfunding: l’investitore sottoscrive quote o azioni e diventa socio dell’impresa
  • lending crowdfunding: l’investitore presta denaro a imprese o privati e riceve il capitale maggiorato degli interessi
  • reward-based crowdfunding: chi finanzia riceve una ricompensa, spesso il prodotto finanziato
  • donation-based crowdfunding: donazioni a iniziative senza scopo di lucro, senza ritorno economico.

 

Come si guadagna con il crowdfunding?

Con il crowdfunding si guadagna in due modi: nell’equity attraverso plusvalenze e dividendi, quando la società cresce, viene venduta o si quota in Borsa; nel lending attraverso gli interessi pagati dal debitore insieme alla restituzione del capitale.

 

Equity: dividendi, exit e quotazione

Nell’equity crowdfunding il guadagno deriva soprattutto dall’aumento di valore delle quote, che si realizza al momento dell’uscita dall’investimento, e dagli eventuali dividendi che la società decide di distribuire ai propri soci.

Le principali forme di exit sono:

  • trade sale, cioè la vendita della società a un acquirente industriale o finanziario
  • IPO, la quotazione in Borsa
  • buyback, il riacquisto delle quote da parte della società o dei soci fondatori
  • cessione delle quote ad altri investitori, ad esempio tramite la bacheca elettronica della piattaforma.

La differenza tra prezzo di vendita e prezzo di sottoscrizione è il capital gain, il guadagno effettivo dell’investitore. I dividendi sono rari nelle startup, che tendono a reinvestire gli utili, e più frequenti nelle PMI già consolidate.

 

Lending: gli interessi

Nel lending crowdfunding l’investitore diventa creditore: presta denaro a un’impresa o a un progetto e riceve, a scadenza o con rate periodiche, il capitale maggiorato degli interessi stabiliti al momento della raccolta.

Il rendimento è definito in anticipo e dipende dalla durata del prestito e dalla solidità del debitore.

 

Quanto si guadagna con il crowdfunding?

Quanto si guadagna con il crowdfunding dipende dal modello: il lending offre interessi annui generalmente compresi tra il 5% e il 12%, mentre l’equity non prevede un rendimento fisso e può moltiplicare il capitale oppure portare alla sua perdita totale.

Secondo l’ultimo Report italiano sul CrowdInvesting del Politecnico di Milano (luglio 2026), nei dodici mesi analizzati le campagne di lending hanno offerto un tasso d’interesse medio annuo del 10,58%, con una durata media di 16,5 mesi; il 76,4% dei progetti riguardava il settore immobiliare. Nell’equity una media ha poco senso: pochi investimenti di successo possono compensare quelli falliti, e il risultato dipende dalla composizione del portafoglio.

In Italia i guadagni sono tassati al 26%: è la ritenuta applicata dalle piattaforme di lending sugli interessi percepiti dalle persone fisiche ed è l’aliquota su plusvalenze e dividendi da partecipazioni, come spiegato nella guida alla tassazione del crowdfunding.

Chi sceglie di investire in startup innovative può contare sulla detrazione IRPEF del 65% in regime de minimis, per investimenti fino a 100.000 euro annui in startup iscritte da non più di tre anni, mantenendo le quote per almeno tre anni. La detrazione del 30%, invece, è sospesa dal 1° gennaio 2026.

I rendimenti passati non garantiscono quelli futuri.

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In quale settore conviene investire?

I settori più interessanti per fare soldi con il crowdfunding sono le startup innovative, che offrono il potenziale di crescita più alto, il crowdfunding energetico, legato alla transizione verde, e il crowdfunding immobiliare, il comparto più grande del mercato italiano.

Per guadagnare con il crowdfunding non servono grandi capitali: la soglia minima varia da campagna a campagna e consente di partire anche con somme contenute.

 

Startup innovative

Investire in startup innovative tramite equity crowdfunding vuol dire: puntare su imprese giovani ad alto contenuto tecnologico, con un potenziale di rendimento elevato e un rischio altrettanto alto, bilanciato in parte da incentivi fiscali dedicati.

Dopo le modifiche al DL 179/2012 introdotte dalla legge annuale per il mercato e la concorrenza 2023 (L. 193/2024), una startup innovativa deve:

  • essere una PMI costituita da non più di 60 mesi, con un valore della produzione non superiore a 5 milioni di euro
  • avere come oggetto prevalente un prodotto o un servizio innovativo ad alto valore tecnologico, escluse le attività di consulenza e di agenzia
  • soddisfare almeno uno dei requisiti alternativi: spese in ricerca e sviluppo pari ad almeno il 15% del maggiore tra costo e valore della produzione, personale altamente qualificato (almeno un terzo di dottori di ricerca, dottorandi o ricercatori, oppure due terzi di laureati magistrali), titolarità di un brevetto o di un software registrato.

La permanenza nella sezione speciale del Registro delle imprese dura ora tre anni, prorogabili fino a cinque e, per le imprese in forte crescita, fino a nove.

 

Il crowdfunding energetico

Il crowdfunding energetico finanzia impianti da fonti rinnovabili, interventi di efficienza energetica e progetti legati alla transizione verde, permettendo di ottenere un rendimento sostenendo al tempo stesso gli obiettivi climatici europei.

Il quadro di riferimento è il Green Deal europeo, che punta alla neutralità climatica entro il 2050. Allo stesso obiettivo contribuiscono i green bond, obbligazioni nate nel 2007 con il primo Climate Awareness Bond della Banca europea per gli investimenti. Secondo il Green Bond Impact Report 2025 di Amundi, a fine 2025 lo stock mondiale di green bond ha raggiunto il record di circa 2.500 miliardi di euro, con 413 miliardi di nuove emissioni nell’anno.

Esempi concreti di crowdfunding energetico, coerenti con i criteri ESG (Environmental, Social, Governance), sono la raccolta per un impianto fotovoltaico, per una centrale a biomasse o per una delle comunità energetiche rinnovabili, in modalità equity o lending.

 

Il crowdfunding immobiliare

Il crowdfunding immobiliare consente di finanziare operazioni di sviluppo, ristrutturazione o compravendita di immobili con importi contenuti, ottenendo interessi fissi nel modello lending oppure una quota dei profitti nel modello equity.

Il real estate crowdfunding nasce negli Stati Uniti intorno al 2012 ed è oggi il comparto trainante in Italia: secondo il Politecnico di Milano, nel primo semestre 2026 il settore immobiliare ha raccolto 57,43 milioni di euro tra equity e lending, oltre tre quarti dell’intero crowdinvesting italiano.

Le piattaforme sono di due tipi:

  • piattaforme lending: l’investitore presta denaro al promotore del progetto, con una remunerazione fissa o indicizzata e il rimborso del capitale a scadenza
  • piattaforme equity: l’investitore sottoscrive quote della società che realizza l’operazione e guadagna con i dividendi o con la liquidazione delle quote a fine progetto

CrowdFundMe opera in entrambe le modalità: con il crowdfunding immobiliare in equity sul proprio portale e con il lending immobiliare tramite la controllata Trusters.

 

Come guadagnare con il crowdfunding: i primi passi

Per iniziare a guadagnare con il crowdfunding servono pochi passaggi: scegliere una piattaforma autorizzata, registrarsi completando la verifica dell’identità, analizzare con attenzione le campagne e distribuire il capitale su più progetti.

  • scegliere un portale autorizzato presente nel registro ESMA
  • registrarsi, completare la verifica dell’identità (KYC) e il test di conoscenza previsto per gli investitori non sofisticati
  • svolgere una due diligence su scheda informativa KIIS, business plan, team e valutazione pre-money
  • definire l’orizzonte temporale: nell’equity possono servire diversi anni prima dell’exit
  • diversificare tra più campagne e settori.

 

Quali sono i rischi del crowdfunding?

I rischi del crowdfunding sono la perdita parziale o totale del capitale, la scarsa liquidità delle quote, la diluizione della partecipazione nei round successivi e, nel lending, il ritardo o il mancato rimborso del prestito.

  • perdita del capitale: molte startup chiudono prima di arrivare all’exit
  • illiquidità: vendere le quote prima dell’exit può essere difficile
  • diluizione: i nuovi round di investimento riducono la percentuale posseduta
  • insolvenza nel lending: per le operazioni del 2025 i tassi di default dichiarati dalle piattaforme, inclusi i ritardi oltre 90 giorni, vanno dal 6,51% al 37,65% (Politecnico di Milano).

Il Regolamento UE 2020/1503 tutela gli investitori non sofisticati con un test di conoscenza iniziale, una simulazione annuale della capacità di sostenere perdite pari al 10% del patrimonio netto, un’avvertenza per gli investimenti superiori al maggiore tra 1.000 euro e il 5% del patrimonio netto e un periodo di riflessione di quattro giorni per revocare l’adesione senza penali. Nessuna tutela elimina il rischio d’impresa: conviene investire solo somme di cui non si ha bisogno nel breve periodo, in coerenza con il proprio profilo di rischio.

 

Domande frequenti

Si può guadagnare con il reward crowdfunding?

Chi finanzia una campagna reward non ottiene un guadagno economico: riceve un prodotto, un servizio o un’esperienza legata al progetto. Il reward crowdfunding può essere redditizio solo per chi lancia la raccolta.

Il crowdfunding è sicuro?

Le piattaforme autorizzate sono vigilate da Consob e Banca d’Italia, che ne controllano requisiti e trasparenza. La vigilanza riguarda il portale e lascia intatto il rischio legato alle singole imprese finanziate.

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L’investimento in progetti di crowdfunding può comportare il rischio di perdita del capitale investito. Per ogni informazione, consulta la sezione Termini e Condizioni sul nostro sito.

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