Una platea potenziale di quasi 200mila tra aziende e scuole, alla ricerca di una piattaforma di comunicazione e condivisione che possa fornire un servizio integrato e migliore dei prodotti generici come Dropbox o Whatsapp, senza le imponenti spese dei servizi personalizzati.

Un settore da oltre 1,77 miliardi di euro di valore, solo in Italia, con ritmi di crescita oltre il 20% su base annuale.

È questo il cuore del mercato a cui si rivolge SweetHive, startup innovativa che ha realizzato una piattaforma in grado di sfruttare tutte le aree dei servizi cloud: comunicazione, condivisione, collaborazione e gestione.

Un’idea con cui ha già fatturato 220mila euro e raccolto quasi mezzo milione di euro di risorse finanziarie.

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SweetHive riunisce tutte le varie funzioni di un instant messenger, di una piattaforma per la condivisione cloud e di un servizio di collaborazione come Salesforce.

Tutto in una unica applicazione, destinata alle realtà, come le PMI o le scuole, che non hanno la possibilità di permettersi una sistema di comunicazione personalizzato, sviluppato da grandi aziende di consulenza e che necessita di un costante supporto da un ufficio IT.

Lo stesso utente può usare la stessa SweetHive per tutte le sue esigenze: il lavoro, la loro casa, la scuola dei figli o la loro partecipazione a corsi o event. Questo grazie al Context-Sharing: la tecnologia alla base della piattaforma: gli utenti possono muoversi tra le diverse celle e ognuna rappresenta un diverso ambiente, appunto scuola, aziende, eventi…

Per ognuna di queste aree esistono già prodotti free, spesso di grande successo, ma non integrati tra loro e soprattutto pensati unicamente per un utilizzo o solo privato o solo professionale. Gli strumenti di comunicazione free, come WhatsApp o Facebook Messenger sono pensati per un uso informale e indifferenziato, one-to-one; mentre le piattoforme di condivisione file come Google Drive e Dropbox non supportano efficacemente comunicazione e collaborazione tra i vari membri della comunità. Tutti limiti evidenti di fronte alle necessità specifiche della comunicazione e collaborazione aziendale o scolastico-accademica.

SweetHive  è attiva dal 2014 ed è stata già incubata da ‘Plug&Play’ nella Silicon Valley, oltre che da I3P del Politecnico di Torino. Ad oggi ha già fatturato 220 mila euro e raccolto quasi mezzo milione di euro di risorse finanziarie. Per accelerare il suo sviluppo ha lanciato una campagna di equity crowdfunding sul portale CrowdFundMe, con un obiettivo minimo di raccolta di 75 mila euro, che dovrebbero essere investiti da un lato in Ricerca e Sviluppo, dall’altro in marketing e sviluppo commerciale.

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Le aziende sono il primo mercato di sbocco per SweetHive, con il servizio BusinessRM.com, che fornisce alle  PMI un sistema di comunicazione e condivisione di contenuti professionale, chiavi in mano e senza necessità di manutenzione costante. Lanciato nel febbraio 2016, la piattaforma viene già utilizzata da 27 Pmi italiane, che hanno così raccolto in un’unica applicazione funzioni diverse come bacheche, mail interne e liste delle cose da fare. La platea potenziale è però immensa: le Pmi italiane erano 137 mila solo nel 2015, spesso rimaste indietro nel percorso di digitalizzazione, stimolato oggi anche dagli incentivi del programma Industria 4.0.

SweetHive_varia.PNGIl secondo mercato di sbocco per la startup è quello delle scuole a cui è diretto ContestoScuola.it.  Le scuole italiane, sono sempre più informatizzate a livello amministrativo ma nel campo della comunicazione genitori-insegnanti e della condivisione tra studenti e insegnanti dei materiali didattici resta ancora molto spazio per la digitalizzazione. In questi campi ci si rivolge ai prodotti già citati, che però non sono spesso adeguate né tantomeno integrati. Un vuoto che SweetHive può colmare, anche in questo caso con una politica di prezzi aggressiva.  Il terzo mercato è infine quello WiredExperience, ovvero degli eventi e dei corsi in aula, universitari e professionali.