Una campagna di crowdfunding ambiziosa, in vista dello sbarco a Wall Street e sull’Euronext di Parigi entro il 2020. È l’obiettivo di Sixth Continent, la piattaforma di social commerce nata negli Stati Uniti e ideata dagli italiani Fabrizio Politi e Francesca Roveda nel 2017. Fino al 30 Giugno, grazie alla piattaforma 200Crowd, è possibile investire in SixthContinent Europe e finanziare i piani futuri della società. La campagna, iniziata il primo del mese, ha già raggiunto e superato l’obiettivo minimo di 1 milione di euro, ma a questo punto intende arrivare fino all’obiettivo massimo di 3 milioni.

La società, nonostante i due anni scarsi di vita, cresce a ritmi impressionanti: basti pensare che nel 2018 ha realizzato un fatturato di 60 milioni di euro. Quest’anno, nei primi 5 mesi, è già arrivata a 50 milioni. Certi risultati si devono a un modello di business innovativo, che si basa sull’acquisto di card che poi possono essere utilizzate per spese quotidiane come bollette, buoni benzina o alimenti, ricevendo in cambio un cash back da utilizzare in circuiti come Amazon, Netflix, Ikea e altri 3mila brand. 

Tutto parte dall’acquisto di carte prepagate dalle aziende partner che poi vengono rivendute agli utenti. Le carte vengono pagate con uno sconto medio del 7% da Sixth Continent, che poi redistribuisce il 70% del profitto generato dalla vendita agli acquirenti in percentuali predefinite: il 50% all’utente che ha fatto l’acquisto e il 20% a tutta la community di utenti (che a fine gennaio ne contava già 382mila solo in Italia). Un meccanismo che incentiva il sistema come un volano e gli utenti, sentendosi ricompensati, arrivano a spendere mediamente 500 euro al mese. Ma c’è di più: grazie alla rivendita di carte utilizzabili unicamente sui circuiti delle aziende partner, SixthContinent è l’unica azienda che conosce i prossimi acquisti dei clienti e riesce a stimare, basandosi sui dati storici, le tempistiche di conversione nei negozi, offrendo alle aziende un’analisi degli acquisti basata non sulla probabilità ma sulla tempistica.

C’è inoltre un’altra importante linea di ricavi: le aziende con brand meno forti, possono investire i loro budget pubblicitari su SixthContinent. Lo fanno cedendo le loro card a forte sconto alla piattaforma, pagando per ogni vendita generata effettuata. In questo modo abbattono l’incertezza della spesa in comunicazione. L’azienda dichiara un ritorno di 3,25 dollari per ogni dollaro investito, un dato che sarebbe più performante del 20% rispetto a forme d’investimento più tradizionali come, per esempio, quelle su Facebook o Google. 

Il servizio sta crescendo velocemente non solo in Italia: a oggi, infatti, il Portogallo cresce con un tasso del 100% mese su mese, il cui 50% effettua anche pagamenti, passando da 10.000 a 20.000 a solo un mese dall’apertura. I prossimi target sono i mercati di Germania e Spagna. 

Il settore in cui opera SixthContinent è particolarmente dinamico. Infatti, ci sono diverse società che possono essere paragonate sul piano del tasso di crescita dei profitti generati e per la crescita futura. Tali comparables sono stati analizzati anche per quantificare la valutazione pre-investimento delle società. Molte di queste hanno già fatto round milionari: Shopback ha raccolto 45 milioni di dollari, Groupon è arrivata a 700, con valutazioni, che, in questo caso, superano i 12,7 miliardi in IPO o 1,6 miliardi nel caso di Koubei. 

Sixth Continent riesce a generare un fatturato elevato per la fase di crescita in cui si trova, con un +800% anno su anno e una stima di 120 milioni di euro per il 2019. Una cifra elevatissima, ma in linea con la percentuale di crescita delle aziende simili: Groupon, focalizzandosi sul couponing ed operando verticalmente su un numero molto più limitato di offerte (ristoranti, SPA e piccole attività) ha raggiunto una crescita del 2.000% nel suo secondo anno in base ai dati consultabili su Macrotrends.net. Questo perché operava negli States, un mercato 6 volte più grande di quello italiano.

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