È sempre più diffuso l’utilizzo di tessuti ecocompatibili, ovvero ricavati da materiali che residuano da altre produzioni grazie a cicli virtuosi ispirati al modello dell’economia circolare. Secondo i dati forniti da Global Lifestyle Monitor, il 60% degli Italiani desidera capi di abbigliamento ecologici, mentre lo studio di Unioncamere sottolinea come quasi il 30% delle imprese attive nel settore della moda, accessori e calzature, stia investendo in materiali green. In questo mercato dalle elevate potenzialità opera Orange Fiber, un’azienda innovativa che ha brevettato un tessuto sostenibile ricavabile dagli agrumi. La società ha avviato una campagna di equity crowdfunding sul portale Crowdfundme. 

L’obiettivo della raccolta, che scadrà fra circa di un mese, è di 250 mila euro.

Il tessuto ideato da Orange Fiber viene ottenuto con la lavorazione di un sottoprodotto che si chiama pastazzo, un materiale organico derivante dai processi dell’industria agrumicola e che, non essendo utilizzabile a livello alimentare, andrebbe altrimenti smaltito. 
Dal pastazzo, Orange Fiber ricava invece un tessuto che ha caratteristiche molto simili alla seta, e che in più garantisce un’elevata sostenibilità ambientale.

Il prodotto ha già attratto l’attenzione di molti machi della moda, come Salvatore Ferragamo, che lo ha utilizzato per la Capsule Collection della collezione Ferragamo Orange Fiber Collection. H&M lo ha impiegato per realizzare H&M Conscious Exclusive, collezione dedicata unicamente ai materiali sostenibili che viene lanciata una volta l’anno.

Quello realizzato da Orange Fiber è un tessuto cellulosico che può essere lavato, stampato e colorato con i metodi tradizionali. Proprio per questo motivo, è subito utilizzabile dalle imprese senza la necessita di modificare la filiera produttiva. 

Sebbene il mercato dei tessuti sostenibili sia in forte espansione, Orange Fiber è la prima società ad aver ideato un fibra ricavata dagli agrumi, tutelando l’invenzione con un brevetto esteso a livello internazionale e associandolo ad un marchio registrato, che viene utilizzato dai brand di moda nelle etichette dei capi finiti. Il tessuto è destinato a collezioni del segmento lusso, quindi ad una clientela molto attenta alla qualità dei materiali.

L’idea è piaciuta anche Angels for Women. Il network italiano, promosso da Axa Italia per sostenere l’imprenditoria femminile, ha deciso di investire 100mila euro in Orange Fiber, fornendo anche manager con pluriennale esperienza che avranno un ruolo attivo in azienda.

I fondi raccolti con la campagna di equity crowdfunding serviranno ad aumentare la capacità produttiva dell’azienda, e ad ottimizzare il processo di produzione industriale integrando un finanziamento, già approvato, di Smart&Start Invitalia per aprire un impianto produttivo in Sicilia. 

Per tale impianto, la società aveva proposto un progetto da 1milione e 200mila euro. Le risorse del crowdfunding andrebbero ad integrare la parte di finanziamento già ottenuto.

Raggiungendo l’obiettivo della raccolta, ovvero 250mila euro, Orange Fiber realizzerà un impianto in grado di produrre 30 tonnellate di prodotto l’anno. In caso di raggiungimento dell’obiettivo massimo, pari a 650mila euro, si punterà ad un sito produttivo dalla capacità di 60 tonnellate di prodotto l’anno. 

L’implementazione del sito produttivo è necessaria per andare incontro ai brand: “Le imprese ci chiedono che il prodotto sia pronto in 30-60 giorni, una tempistica in linea con la programmazione delle sfilate e del lancio delle collezioni sul mercato. Per assecondare queste richieste è necessaria la creazione di uno stock di magazzino, e quindi di un impianto produttivo adeguato”, spiega Enrica Arena, co-fouder di Orange Fiber. 

Infatti, uno degli aspetti cruciali per la crescita dell’azienda è quello di soddisfare tempestivamente le richieste dei clienti. In tutto, dal 2017, oltre 100 imprese della moda, di cui 45 operanti nel segmento lusso, si sono rivolte ad Orange Fiber per ricevere campionature ed informazioni sul prodotto, dopo aver avuto notizia dell’esistenza del nuovo tessuto. 

Come sottolinea Arena “non abbiamo mai fatto attività commerciale attiva, non ci siamo mai proposti direttamente ai brand, ma sono stati loro a contattarci dopo averci conosciuto tramite i vari media. Abbiamo ricevuto richieste anche dal settore del tessile casa, nel quale potremo entrare nei prossimi anni”. 

Il business plan prevede una stabile collaborazione con alcuni partner, soprattutto durante il processo produttivo.

Nella prima fase del processo, Orange Fiber collabora con le aziende che si occupano di trasformazione degli agrumi, (stessa azienda produttrice di succo d’arancio), dalle quali riceve il sottoprodotto da lavorare. Il sottoprodotto viene quindi trasformato fino a diventare un polimero idoneo alla filatura. 

Anche le fasi della tessitura e della filatura vengono eseguite con un partner: “La prima produzione è stata realizzata con Inacsa, un’azienda spagnola, la tessitura è stata svolta con un’azienda del comasco”, specifica Arena. 

L’intento della società è quello di sviluppare, per il futuro, un’ampia gamma di tessuti per soddisfare le diverse esigenze dei brand, anche se il core business, per il momento, rimane focalizzato sui tessuti alternativi alla seta: “Abbiamo ricevuto richieste di prodotto da imprenditori operanti anche in altri segmenti e fuori dall’Europa, per esempio negli Stati Uniti. Per il momento, i nostri clienti sono stati in Europa e, in futuro, non escludiamo un’espansione in altri territori, anche con stabilimenti produttivi, in quei mercati dove abbiamo esteso la nostra proprietà intellettuale e dove c’è un mercato potenziale interessante, come gli Usa, il Messico e il Brasile”, conclude Arena. 

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