Smaltire i prodotti informatici a fine vita, come un computer o un cellulare, è un costo. O, almeno, lo era prima che Green Idea Technologies trasformasse questa operazione in un guadagno all’insegna dell’eco-sostenibilità e dell’economia circolare.

green-idea-technologies-421195.660x368.jpgLa startup italiana, pienamente operativa a partire dal 2017, permette alle aziende clienti di risparmiare in media 340 euro e 400 kg di Co2e per dipendente. E tra i servizi offerti dalla società, pensati per il settore business to business, ci sono anche la vendita di beni rigenerati (che permettono un risparmio medio del 30%) e la certificazione della riduzione delle emissioni di anidride carbonica.

“Dal 2012 fino al 2016 ho collaborato, come consulente, con società di distribuzione e vendita di prodotti ricondizionati – racconta l’amministratore delegato Domingo Noguera – Erano percepiti come “usati”, e ho visto la poca fiducia del mercato nei loro confronti. Così, insieme ad altri soci, abbiamo deciso di calcolare la diminuzione dell’impatto ambientale e dimostrare alle aziende che si tratta di un business solido. Abbiamo messo tre ingredienti sopra al tavolo: economia circolare, riduzione delle emissioni nocive e una struttura professionale. Oggi, i prodotti rigenerati che vendiamo sono certificati Ecolabel e Microsoft Authorized Refurb e altamente performanti”.

E i primi risultati sono già arrivati, come la creazione di importanti collaborazioni con grandi gruppi del calibro di Intesa Sanpaolo, Decathlon e Dedagroup, oltre a quelli con oltre 20 piccole e medie imprese.

La crescita del mercato informatico del ricondizionamento, sia a livello italiano che internazionale, presenta importanti prospettive. Secondo il report “Worldwide Used Smartphone Forecast, 2016–2020”, rilasciato dalla società di ricerca IDC e focalizzato in particolare sui cellulari rigenerati, negli ultimi anni si è verificato un forte aumento del loro utilizzo. E le analisi indicano che i numeri sono destinati a salire: si passerà da 81,3 milioni di dispositivi venduti nel 2015 a 222,6 milioni nel 2020 (un tasso di crescita annuo del 22,3%).

Per sfruttare al massimo tutte le potenzialità di questa tendenza, Green Idea ha deciso di lanciare una campagna di equity crowdfunding sul portale CrowdFundMe.

L’obiettivo iniziale è fissato a 100 mila euro, con la prospettiva di raccogliere fino a 600mila. Nei primi giorni di campagna sono già stati raccolti oltre 40mila euro.

“Con il capitale raccolto punteremo sull’automatizzazione, grazie all’ulteriore sviluppo del nostro software, e sulla tutela della proprietà intellettuale dello stesso”, precisa Noguera. E sarà proprio il potenziamento del software a permettere alla società di gestire al meglio tutte le richieste che stanno arrivando.

GreenIdea_Immagine-3.pngNel 2017, primo anno di attività, il fatturato di Green Idea Technologies è stato pari a 47 mila euro, mentre nel 2018 l’obiettivo è arrivare oltre quota 150 mila.
“I risultati sono in linea con le attese – afferma l’ad – E per il 2019 puntiamo a 1 milione e 100 mila euro.  Il fatturato potenziale, visti gli accordi siglati e quelli in fase di perfezionamento, è quattro volte superiore. Basterà finalizzare il 25% della domanda che abbiamo già ricevuto per confermare il nostro target”.

Noguera ha poi concluso: “Offriamo un servizio B2B complesso. Siamo impegnati per far capire agli investitori retail (che magari non conoscono in maniera specifica questo settore) che la società ha una struttura professionale e opera in un mercato valido. A testimoniarlo ci sono i diversi premi e riconoscimenti ottenuti. Basti pensare alla fondazione Ellen MacArthur, l’istituzione leader nel mondo per la promozione e lo sviluppo dell’economia circolare: Green Idea è stata l’unica realtà italiana a essere citata nel loro primo studio relativo al settore informatico”.