Con 173 voti favorevoli è stata approvata definitivamente dal Senato la Legge di Bilancio 2017 da 27 miliardi di euro. Una manovra finanziaria espansiva per l’economia che delinea, per la prima volta da anni, una politica industriale per il Paese. Con una scelta di campo nettamente a favore dell’innovazione.

Le Legge di Bilancio ha infatti accolto buona parte delle proposte inserite nel Piano Industria 4.0 presentato alla fine di settembre scorso dal Ministro per lo Sviluppo Economico Carlo Calenda (nella foto) presso il museo della scienza di Milano.

Calenda.jpgMisure che sono tutte o quasi, autoapplicative, ovvero non necessitano di attendere provvedimenti o regolamenti di sorta che potrebbero rinviare nel tempo gli effetti sulla crescita. Tra gli interventi previsti ce ne sono di molto importanti per l’ecosistema dell’innovazione ed in particolare:

1) incremento e stabilizzazione delle agevolazioni fiscali per chi investe in startup e PMI innovative che passa dal 19% al 30% (278 milioni di euro di incentivi);

2) il rifinanziamento degli interventi nazionali e regionali per il sostegno all’autoimprenditorialità e la creazione di startup (350 milioni di euro di incentivi);

3) la possibilità, per le società quotate in Borsa, di sponsorizzare una startup (partecipata almeno al 20%) attraverso l’acquisto, defiscalizzato, delle perdite (252 milioni di euro di incentivi);

Startup.jpg4) azzeramento (dal 26%) della tassazione sulle plusvalenze a fronte di un investimento di medio termine (5 anni) cd PIR – Piani Individuali di Risparmio (479 milioni di euro di incentivi);

5) la possibilità per tutte le PMI italiane di utilizzare portali online per la raccolta di capitali (equity crowdfunding);

6) la partecipazione della CdP, degli enti previdenziali e dell’Inail alla costituzione di fondi di investimento dedicati alle startup in fase di early stage (industrializzazione delle idee ad alto contenuto tecnologico e brevetti).

Complessivamente questi interventi valgono 1,35 miliardi di investimenti pubblici che si stima attiveranno investimenti privati per ulteriori 2,5 miliardi portando a uno stimolo complessivo, tra il 2017 e il 2020, di 3,85 miliardi di euro. Ma la cifra potrebbe essere stata stimata per difetto considerato che l’ufficio studi di Equita ha calcolato in circa 20 miliardi di euro, il risparmio potenzialmente canalizzabile, attraverso i PIR, verso gli investimenti azionari in società Made in Italy .

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Un contesto positivo per tutti gli investitori in startup italiane che utilizzano l’equity crowdfunding. La popolarità del “crowdfounding” quale metodo di finanziamento ed investimento nelle nuove imprese innovative è in costante crescita: si tratta di una raccolta di finanziamenti al di fuori dei circuiti standard, come i venture capital.  I fondi vengono raccolti attraverso il web, permettendo ai piccoli risparmiatori di investire sulle start-up più facilmente godendo allo stesso tempo dell’agevolazione fiscale.

In Italia sono attive 17 piattaforme di equity crowdfunding. Tra queste Crowdfundme e Equitystartup che permettono a qualsiasi impresa di mettere in atto una raccolta di crowdfounding, presentando sul sito il proprio business plan. Le due piattaforme consentono ai potenziali investitori di partecipare alla raccolta delle start-up senza avere un contatto diretto con la società o con gli eventuali fondi venture capital che le sostengono.
Sul sito Crowdfoundmesono in corso due raccolte di fondi:

Sharewood:  Startup italiana, già valutata 3 milioni di euro, si sta espandendo in mercati ad alto potenziale come Finlandia e Portogallo. Il business plan è basato su ricavi chiari e prevede l’utile già dal terzo anno, oltre ad una potenziale rivalutazione fino a 30 milioni di euro

MyCheffy: Piattaforma che offre uno chef personale a domicilio per pranzi e cene, nell’area di Milano. Il successo di questa start-up ha portato subito alla società un profitto. Logo Equitystartup.bmp

Su Equitystartup sono invece in corso 5 campagne:

Forever Bambù: società agricola che realizza foreste di bambù gigante per la produzione e la commercializzazione di due prodotti primari ovvero i germogli edibili.

Indigenio
: è la sharing economy per l’organizzazione di viaggi. Attraverso un portale web i turisti entrano in contatto con delle persone che abitano nella destinazione di viaggio e che mettono a disposizione la loro conoscenza diretta del territorio.

Remoney: un sistema innovativo di fidelizzazione. È multibrand e permette al consumatore finale di accumulare crediti virtuali acquistando beni e servizi  incomprimibili presso negozi convenzionati.

Trapezita: piattaforma di consulenza finanziaria generica che non colloca prodotti finanziari  e non esegue transazioni ma offre consigli  e metodologie